Il sud si sgretola: frane in Sicilia e Calabria

Evacuazioni di massa, viabilità interrotta, edifici distrutti: le frane provocate dal maltempo degli ultimi giorni stanno mettendo in ginocchio il sud Italia. La Sicilia e la Calabria continuano, inesorabilmente, a sgretolarsi.

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di Alessandra Profilio

san fratello
Il territorio su cui sorge San Fratello è soggetto a dissesto idrogeologico: già nel 1922 il comune fu devastato da una frana
In passato il comune di San Fratello era chiamato Apollonia.

Oggi San Fratello è “una città fantasma”.

Domani San Fratello, forse, non esisterà più.

L’antichissimo paesino in provincia di Messina – sinora celebre per i tradizionali riti della Settimana Santa, per il suoi cavalli e per il particolare dialetto di origine gallo-italica dei suoi abitanti – è adesso tristemente noto come la zona più colpita dal maltempo che negli ultimi giorni ha messo in ginocchio il sud Italia, devastando soprattutto la Sicilia e la Calabria.

Situato sui Monti Nebrodi, a poco più di 600 metri sul livello del mare, San Fratello conta circa 4500 abitanti. Almeno così era sino a qualche giorno fa.

In seguito alla frana del 14 febbraio, infatti, 2000 cittadini hanno lasciato le loro case: 1.300 hanno dovuto trasferirsi dopo l'ordinanza di sgombero emessa dal sindaco e altri 700 hanno preferito spontaneamente allontanarsi, terrorizzati al pensiero di morire nel fango come soltanto qualche mese fa è accaduto ad altri messinesi.

Nessuna vittima, stavolta, nelle zone interessate dallo smottamento, ma San Fratello è una cittadina lacerata che si teme possa scomparire: “La situazione peggiora, la frana nella zona dello Stazzone si è allargata e a noi non che resta che pregare e sperare che il paese non scompaia”, afferma il sindaco Salvatore Sidoti Pinto.

frana
La regione Sicilia ha deliberato lo stato di calamità
Nella mente dei cittadini non c’è solo il ricordo, ancora vivo, della disastrosa frana che ad ottobre si è abbattuta su altre zone della provincia di Messina provocando la morte di 37 persone, ma anche il fantasma di una vecchia tragedia. Infatti, 88 anni fa, precisamente l’8 gennaio del 1922, una frana provocò lo “scivolamento a mare” di un’ampia parte nord di San Fratello.

Il territorio su cui sorge il comune è soggetto a dissesto idrogeologico. Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto questa cittadina: in ben 48 comuni in provincia di Messina e 43 comuni in provincia di Palermo, le frane hanno compromesso la viabilità, mentre dissesti e fango hanno colpito o minacciano di colpire casolari e abitazioni.

La regione Sicilia ha, dunque, deliberato lo stato di calamità e chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza.

Dopo giorni di pioggia incessante, la situazione è grave anche in Calabria.

Dopo che ieri un intero costone della montagna è franato mettendo in pericolo numerose abitazioni, la Prefettura ha deciso lo sgombero totale di Maierato, paese di 2.300 persone in provincia di Vibo Valentia. Tuttavia, come ha tristemente commentato il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, “con Maierato sta franando l’intera Calabria”.

sicilia e calabria
Il 100% dei comuni della Calabria e l’84% di quelli di Messina sono a rischio frane
È emergenza anche nelle province di Cosenza e Catanzaro. Il maltempo dei giorni scorsi ha, infatti, provocato la rottura di alcune condotte idriche privando di acqua potabile numerosi quartieri di Cosenza e dei centri limitrofi. Quasi tutti i comuni della provincia sono stati interessati da frane e smottamenti con gravi problemi alla viabilità. Rubinetti a secco anche per migliaia di persone nella provincia di Catanzaro. In questa città continua il movimento della frana verificatasi nel quartiere Ianò che ha portato nei giorni scorsi all’evacuazione di 150 persone.

Il 100% dei comuni della Calabria e l’84% di quelli di Messina sono a rischio frane: questi i dati diffusi dalla Coldiretti, secondo cui i cambiamenti climatici (che si manifestano con una modificazione della distribuzione delle piogge), l'aumento dell'intensità delle precipitazioni e la progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all'agricoltura rappresentano un mix micidiale che fa aumentare la fragilità dei territori ed impone una più attenta politica della prevenzione.

Due regioni, la Sicilia e la Calabria, fragili a tal punto che si stanno letteralmente sbriciolando.

Due regioni, sbriciolate, che si vuole unire con un grande, colossale, faraonico ponte.

16 Febbraio 2010 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
17/2/10 15:54, mario ha scritto:
è triste pensare che gli italiani abbiano perso il senso della vita.Il ponte sullo stretto sarà probabilmente l'ultimo scempio del territorio insieme ad una spesa immensa di risorse.Dobbiamo fermare con tutte le nostre forze questa folle scelta.
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