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Romina Arena


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Elenco articoli dell'autore


Sono Romina Arena. Mi sono laureata in Scienze politiche nel 2004 con una tesi in storia contemporanea. Un master in storia dell’integrazione europea ed un dottorato mi hanno permesso di approfondire la tematica della cooperazione allo sviluppo internazionale e dell’Unione Europea, su cui ho condotto approfonditi studi e pubblicato alcuni saggi.
Da qui è scaturito l’interesse più profondo verso le teorie dello sviluppo, la politica internazionale, l’economia internazionale, i diritti umani, la questione di genere, il commercio internazionale.
Sono attualmente impegnata nello studio delle conseguenze della globalizzazione e dell’occidentalizzazione sul terzo e quarto mondo, in chiave storica, economica, politica, giuridica ed ambientale.
Gli studi che conduco coincidono totalmente con le mie passioni e rispondono al bisogno di divulgare sapere e conoscenza in maniera critica e consapevole.
Tra i miei interessi: lettura, scrittura, musica, sport, pesca, giardinaggio, agricoltura, natura, natura, natura.

Articoli di Romina Arena su Terranauta


L'intero pianeta corre il rischio di essere sommerso da rifiuti tecnologici e di essere incapace di smaltirli adeguatamente. E' necessario correre ai ripari e considerare il rifiuto una vera e propria materia prima. Questo è in sintesi quanto emerge dal Rapporto dell’Unep sull’e-waste. 11/3/10
L’impiego degli animali in operazioni belliche è una pratica che data molto indietro nel tempo. Da Annibale ad oggi all’uomo non è bastato farsi la guerra da sé, perché qualcuno sarebbe pur dovuto morire al posto suo. Questa è una panoramica sugli animali in mimetica. 1/3/10
Si inorridisce, spesso si prova pena, quando si apprende delle crudeltà gratuite inflitte agli animali e si prova disgusto a scoprire che intorno ad essi, vivi o morti, interi o in tranci, fiorisce un mercato estremamente redditizio fatto di clandestinità, illegalità e brutalità. Si chiama zoomafia ed arriva fin dentro il nostro giardino. 25/2/10
La Elf, per affermarsi in Africa, ha dietro di sé una consolidata esperienza sulle tecniche di corruzione. Pur di non perdere i propri privilegi e spesso avallata dal governo centrale, l’Azienda di Stato francese ha ricorso a tutti i metodi possibili dal colpo di Stato, ai finanziamenti illeciti, dal sostegno delle dittature più estreme al supporto economico alle milizie irregolari. Tutto per proteggere un unico tesoro, il petrolio. 19/2/10
Costruire tre dighe in uno dei Paesi più aridi del continente africano ha il sapore di un bluff, di una truffa. Ha anche quei risvolti tipici, attesi e puntualmente verificatisi delle tragedie ambientali in cui a rimetterci non sono gli speculatori, ma quelle popolazioni cui le terre sono state scippate per costruire cattedrali al progresso. L’altra sfumatura, comune alle grandi opere, è quel gusto amaro ed insopportabile dell’inutilità che in Etiopia è diventata tre volte regola. 11/2/10
L’Africa è la pattumiera del mondo. Scorie radioattive e non solo. Scaricare rifiuti nel Continente è un affare estremamente conveniente. Lì finisce anche gran parte del materiale elettrico ed elettronico che a noi non serve più. A farne le spese, i bambini: gli addetti allo smaltimento venefico ed illegale che all’Occidente fa tanto comodo. 8/2/10
Dal dopoguerra ad oggi investire sul mattone è stato estremamente redditizio. Un affare ciclopico a scapito di aree verdi, di terreni agricoli, del paesaggio. Eppure, in un Paese che scoppia di case, la maggior parte sfitte, c’è gente che muore sotto le macerie di abitazioni marcescenti. L’allarme di Legambiente e dell’Istituto Nazionale Urbanistica. 29/1/10
L’Africa è un mercato decisamente ghiotto perché le multinazionali non vi vadano a fare shopping ricorrendo a qualsiasi mezzo pur di affermarsi e mietere profitti. Anche la Parmalat non difetta a questa logica. Vediamo come. 25/1/10
Il neoliberismo sfrenato partito negli anni Ottanta e divenuto unico credo economico indiscusso abbracciato, difeso ed ostentato dagli Usa, dal Fondo monetario e dalla Banca mondiale. Proviamo a tracciarne una breve storia, per capire quale sia la vera causa della povertà del cosiddetto terzo mondo. 14/1/10
La mitologia indigena, attraverso le sue figure, racconta la distruzione del mondo. L’allegoria delle immagini non è per nulla lontana dalla condizione presente di una terra destinata ad implodere su se stessa per colpa di quella cosa che si chiama progresso, ma si legge autodistruzione. 11/1/10
In Calabria, c’è chi posa prime pietre in pompa magna e chi lotta per un territorio libero dalle mafie e dalle grinfie di una distruzione camuffata da progresso. Il 19 dicembre una manifestazione nazionale a Villa San Giovanni (RC) per dire No al Ponte sullo Stretto di Messina. 7/12/09
In Calabria, tra Ponte sullo Stretto e Navi dei Veleni, un nuovo passo in avanti verso la concretizzazione del Parco solare per la produzione di energia pulita apre uno spiraglio di luce in mezzo a tanta desolazione. 23/11/09
Dal Messico al Vertice di Copenhagen sul clima, la documentarista Beatriz Barrágan ha voluto lanciare un messaggio positivo sull’utilizzo della bicicletta filmando con la mitica Super 8 le attività di due gruppi che fanno massa critica sull’utilizzo del velocipede e proiettando il cortometraggio utilizzando un vero e proprio proiettore a pedali. 20/11/09
Una mappa verde per segnalare, attraverso un viaggio a dorso d’asino, ecosistemi a rischio ed il cattivo utilizzo della terra. Questo il progetto donkijote dell’artista Cristian Bettini che con il ciuco Minuto attraversa le Asturie per rintracciare la vecchia radice dell’uomo, quando ancora non era contaminato dalla tecnologia. 17/11/09
Quanta anidride carbonica produciamo con le nostre esigenze di alimentazione, trasporto vizi e consuetudini? Un intelligente test del Wwf ci offre l’opportunità di capire quanto profonda è la nostra impronta ambientale, facendoci riflettere sulla reale necessità di alcune nostre quotidiane consuetudini. 5/11/09
C’è sempre un buon motivo per lasciare perdere le automobili ed inforcare una bicicletta. Stiamo bene noi, non piange il nostro portafogli, non sprechiamo il nostro tempo e respira la natura. 2/11/09
L’uomo ritiene, con la presunzione di non essere smentito, di poter disporre a suo uso, abuso e consumo della natura e dei suoi abitanti pennuti, pinnati, quadrupedi e quadrumani. Laboratori, circhi, zoo, allevamenti sono la frontiera (dis)umana al progresso della scienza, al divertimento, alla produzione sfrenata. 27/10/09
L’acqua è un bene comune, prezioso e libero. Da tempo le pressioni sono forti, e sostenute dalle istituzioni governative, affinché esso si trasformi in un iniquo privilegio per pochi. La corsa alla privatizzazione è cominciata; la campagna SALVA L’ACQUA del Forum italiano dei movimenti per l’acqua è l’ennesima levata di scudi in difesa del diritto del cittadino all’acqua potabile e libera. 23/10/09
In Italia si butta via più cibo di quanto se ne consumi. Nel mondo migliaia di disperati muoiono per non avere nulla da mangiare. Tra offerte speciali e 3x2 viviamo il paradosso dell’abbondanza che si trasforma in spreco. 22/10/09
Mentre per rilanciare l’economia si costruiscono case su case e si promuovono massicci incentivi per l’acquisto delle automobili, il Paese reale parla una lingua diversa e preferisce andare in bicicletta. 15/10/09
La biopirateria è la nuova frontiera del neocolonialismo in cui tutto, anche la conoscenza ancestrale delle proprietà delle piante, diventa merce nel circolo vizioso della crescita. Dall’Africa all’America Latina, questa è la nuova mucca da mungere per le multinazionali farmaceutiche. 13/10/09
Il miracolo economico cinese ha reso il Paese una pestifera fabbrica mondiale in cui al progresso sfrenato si mischiano le condizioni disumane del lavoratori che quello sviluppo hanno contribuito a forgiare senza trarne in cambio altro che sfruttamento e povertà. Un breve viaggio in questa miseria vuole tentare di fare luce sulle miserevoli condizioni dei lavoratori in questo pezzo di Asia . 6/10/09
Secondo Nestor Kirchner c’è vita oltre il Fondo Monetario Internazionale ed è una bella vita. L’America Latina è il laboratorio dove si stanno sperimentando forme alternative di cooperazione che allontanino dal sub-continente le mani rapaci delle istituzioni di Washington. 25/9/09
Nel 2007 il tribunale di Washington ha condannato la Chiquita ad una multa di 25 milioni di dollari per aver pagato, negli anni compresi tra il 1997 al 2004, 1.700.000 dollari ai paramilitari dell’Autodefensas Unidas de Colombia (Auc), per difendere i propri interessi e stroncare le proteste dei bananeros che chiedevano condizioni di lavoro migliori. In America Latina, anche al di là della singola vicenda, quella delle multinazionali degli alimenti è una vera schiavizzazione degli operai. 24/9/09
A Tacarigua de la Laguna la chiamano “materia prima secondaria”. Noi li definiamo rifiuti e come tali li gettiamo via. Eppure, se a monte della raccolta differenziata, pensassimo ad un riciclo creativo, potremmo fornire una risposta alternativa all’eccessiva produzione di spazzatura. 23/9/09
In un mondo sempre più ricco e accecato dallo sfavillio del progresso, non è più così assiomatico che la crescita corrisponda al benessere. Di che sviluppo si parla quando per raggiungere un determinato grado di benessere si passa per l’annichilimento dell’individuo, la razzia delle risorse naturali, l’inquinamento dell’acqua, dell’aria e della terra? Se lo sviluppo economico affama i poveri, come si può parlare di miglioramento? 15/9/09
I grossi cetacei che popolano i mari sono tanto possenti quanto indifesi, martoriati per farne cibo, afrodisiaci, tasti per pianoforte. Si uniscono alla catena genocida che porta l’uomo a prevaricare sulle bestie spesso giocando la carta vecchia e consunta delle tradizioni, che con un piede di porco piantato sulla schiena di un delfino balena ti dice “bravo, sei diventato grande”. 10/9/09
Nel 2048 potrebbero non esserci più pesci da mangiare. Un progressivo declino causato dalla crescita, quella che che si maschera da progresso, ma che invece, nelle parole di Vandana Shiva, dissimula in realtà la creazione della penuria. 4/9/09
Il progetto Desertec, che prevede la costruzione di centrali solari termodinamiche ed eoliche nei deserti dell’Africa settentrionale, dimostra che la ricerca di fonti energetiche alternative spesso porta a progetti elefantiaci in barba al motto di Ernst Schumacher che “piccolo è bello”. Intanto in Italia il governo centrale strizza l’occhio al nucleare, mentre in Calabria si pensa al riciclo dell’Autostrada del Sole… 2/9/09