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Il corpo delle donne
LIBRI CONSIGLIATI
Salvare l'Ambiente Conviene

Quello di Jacopo Fo è un libro di valide e ragionevoli alternative all’insegna di un duplice...
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La decrescita felice

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali...
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Manuale di Sopravvivenza alla Fine del Petrolio

Un'approfondita riflessione e un manuale ricco di suggerimenti e proposte concrete per modificare il...
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Trafficologia

Ci sediamo, avviamo il motore e partiamo, convinti di avere tutto sotto controllo. Ma siamo sicuri? È proprio...
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Grandi Opere

Le Grandi Opere sono il simbolo di un mondo antiquato, corrotto e cadente: sono superate e inutili per chi...
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L'Urlo
Uno spazio conquistato a fatica. Uno spazio dove gridare sottovoce, ma senza paure, tutti i pensieri e le emozioni che la nostra quotidianità fatta di asfalto, rumore e cemento ci obbliga ad ingoiare silenziosamente.
Oggi viviamo in un mondo alla rovescia: gli amministratori che svolgono in maniera integra e consapevole il proprio compito sono considerati dei virtuosi, mentre la casta corrotta, sprecona e clientelare è ormai accettata come la normalità. Quello di cui ci sarebbe bisogno è un primo passo che chiarisca nuovamente cosa è giusto e cosa è sbagliato. di Francesco Bevilacqua - 23/6/10
Il 26 giugno, al grido "creiamo ponti non muri", centinaia di italiani provenienti da Barcellona sbarcheranno a Genova con la Nave dei diritti. Una mobilitazione per denunciare le derive della politica attuale e svegliare la parte pigra e dormiente del Paese. di Redazione - 22/6/10
"Quello stesso Stato che non è riuscito a sciogliere il Comune di Fondi è arrivato a sciogliere il Comune di Camigliano:. Ora, cosa siete disposti a fare? Come potete pensare che questo sia ancora uno stato democratico? Come POSSIAMO ancora tacere? Il silenzio è fango". Con queste parole di un nostro collaboratore abbiamo scoperto che una roccaforte della nostra civiltà era stata colpita. Riportiamo quindi, con enorme amarezza, il commento di Marco Boschini. di Redazione - 19/6/10
La realtà mediatica si è totalmente sostituita alla realtà reale. Schiere di specialisti lavorano al fine di orientare i comportamenti delle miriadi di “signor Rossi” in direzioni prestabilite e del tutto disconnesse da qualsiasi idea di bene comune. Eppure esiste ancora una realtà che si lascia vedere in maniera diretta, con i semplici occhi. È poca cosa, quasi nessuno se ne accorge più, ma c’è, dimenticarlo è inammissibile. di Fillippo Schillaci - 8/6/10
C'è ancora spazio in Italia per una controinformazione? Le fonti a disposizione dei cittadini sono un esempio di obiettività e imparzialità? Le denunce di Maria Luisa Busi e Sabina Guzzanti, due donne impegnate nella lotta per un'informazione libera, ci restituiscono un quadro totalmente diverso da quello che passa attraverso tv e quotidiani nazionali. di Salvina Elisa Cutuli - 28/5/10
Sono passati 19 anni dalle stragi che hanno causato nel lontano 1992 la morte di Falcone e Borsellino. Da allora ne sono successe di cose... Un Paese in letargo dove violenza, droga, abusivismo e tangenti hanno spesso preso il sopravvento. Forse esiste anche un'altra Italia? La parola a Marco Boschini. di Redazione - 26/5/10
La tragica morte di un operaio che lavorava presso la centrale Enel di Civitavecchia non è che l'ultimo di una lunga lista di decessi che hanno come causa la mancata sicurezza sul lavoro. Il problema è quantomai attuale, ma in Italia il dibattito langue e non appena si spengono le telecamere e si affievolisce il clamore per l'ultimo caso, l'argomento ripiomba nel silenzio. di Andrea Degl'Innocenti - 22/4/10
Roma-Milano in tre ore! I treni corrono sempre più veloci, l'Italia si accorcia. Ma è proprio così? Filippo Schillaci ci invita a riflettere su un apparente paradosso. Oggi che gli intercity sono praticamente in via di estinzione, quanto ci costano le 3 ore di tempo guadagnate? Non sarà che dovremo lavorare di più per poter viaggiare più velocemente e poter quindi lavorare di più? di Fillippo Schillaci - 7/4/10
Chissà quanti oggi ricordano quel vecchio film di Costa Gravas che narrava il preludio del regime dei colonnelli in Grecia? Se lo chiede il nostro autore Filippo Schillaci che alla luce di una pellicola passata di moda mette in opera la rilettura dei fatti avvenuti all'Università di Tor Vergata nelle scorse settimane. "Ciò che importa - dice - è che quel film dovremmo rivederlo oggi. E dovremmo rivederlo pensando che non parla della Grecia dei colonnelli ma dell’Italia di adesso". di Fillippo Schillaci - 29/3/10
Negli spazi metropolitani restano poche aree verdi, la maggior parte delle quali vengono trasformate in palazzi ad una velocità impressionante. Le case ecologiche da sole non bastano, è necessario cambiare direzione e dire basta allo sfruttamento che il territorio subisce a spese dell'ambiente stesso e dell'uomo. di Andrea Boretti - 22/3/10
È possibile morire a nemmeno trent’anni semplicemente perché ci si è recati al lavoro come ogni giorno? È possibile salutare i genitori o la ragazza la mattina e, subito dopo il caffè coi colleghi, non fare più ritorno? È concepibile in un mondo ossessionato dalle misure di sicurezza, che obbliga a mettere il casco anche in bicicletta, rimanere vittima di un maledetto carico sospeso che sembrava aspettare proprio te? Sì, lo è. E lo è ogni giorno. Anche in un Paese “ricco” e “sviluppato” come il nostro. di Andrea Bertaglio - 16/3/10
Lo squillo di un cellulare, spesso, ci allontana da quanto avviene realmente intorno a noi. Se da un lato siamo in contatto con il resto del mondo, dall'altro stiamo perdendo sempre di più l'emozione del momento vissuto. Il display di un cellulare o di un blackBerry, di un televisore o di un laptop, sono i filtri attraverso cui guardare e scoprire il mondo, in tutte le sue manifestazioni. Dove sono finite le emozioni umane? di Bruno De Domenico - 3/3/10
Il rumore e il frastuono di molte strade italiane sono divenuti il sottofondo continuo alla nostra vita quotidiana, al punto che ormai quasi non ce ne rendiamo conto. Questa sorta di assuefazione però nasconde un danno enorme per il nostro equilibrio psico-fisico. di Salvina Elisa Cutuli - 18/2/10
Dal dopoguerra ad oggi investire sul mattone è stato estremamente redditizio. Un affare ciclopico a scapito di aree verdi, di terreni agricoli, del paesaggio. Eppure, in un Paese che scoppia di case, la maggior parte sfitte, c’è gente che muore sotto le macerie di abitazioni marcescenti. L’allarme di Legambiente e dell’Istituto Nazionale Urbanistica. di Romina Arena - 28/1/10
Guardare meno tv fa dimagrire? Stando ai risultati di un test recentemente condotto negli USA sembrerebbe di sì. Al centro dell’esperimento un blocca-tv, ovvero un congegno elettronico che spegne la televisione allo scadere del tempo di visione concesso. Si tratta di uno studio importante o di “una grandissima boiata”? di Laura Vella - 26/1/10
L’Africa è un mercato decisamente ghiotto perché le multinazionali non vi vadano a fare shopping ricorrendo a qualsiasi mezzo pur di affermarsi e mietere profitti. Anche la Parmalat non difetta a questa logica. Vediamo come. di Romina Arena - 24/1/10
Un’altra tragedia annunciata: l’ennesimo crollo in un centro storico siciliano ha purtroppo determinato la tragica morte di due bambine. Ecco le conseguenze della mancata programmazione e gestione del territorio. Italia Nostra avvierà tutte le azioni legali per accertare eventuali responsabilità. di Redazione - 24/1/10
“Avete contro il potere dei miliardi, eppure sono i piccoli gruppi a fare i grandi cambiamenti”. Si riaccendono i riflettori sulla protesta in Val di Susa. Proprio ieri, infatti, Beppe Grillo ha fatto incursione al presidio No-Tav per incitare i cittadini a difendersi dinanzi ad un’opera che definisce “un crimine contro l’umanità di domani”. di Giorgio Cattaneo - 21/1/10
In un Paese civile, un Paese europeo, anzi, della civilissima Unione Europea, un Paese che si può (stranamente) ancora vantare, se può essere considerato un vanto, di appartenere al glorioso G8, il gruppo dei più “Grandi” della Terra, si consuma ogni tipo di nefandezza, comprese quelle che credevamo riservate ai Paesi che invece “grandi” e “ricchi” non sono. A partire da uno sfruttamento dei lavoratori che non ha niente da invidiare allo schiavismo delle ere passate. di Andrea Bertaglio - 17/1/10
Il neoliberismo sfrenato partito negli anni Ottanta e divenuto unico credo economico indiscusso abbracciato, difeso ed ostentato dagli Usa, dal Fondo monetario e dalla Banca mondiale. Proviamo a tracciarne una breve storia, per capire quale sia la vera causa della povertà del cosiddetto terzo mondo. di Romina Arena - 13/1/10
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