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Gaia 

 
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L'UOMO COME PARASSITA DEL MONDO
La necessità ormai esplicita di evolvere il nostro ruolo di semplici parassiti della Terra a esseri che convivono in simbiosi con Gaia.

Prof. Giuseppe Barbiero

Lynn Margulis è stata forse la prima grande scienziata a comprendere le potenzialità della Teoria di Gaia. La Margulis fu contattata sul finire degli anni sessanta da Lovelock il quale conosceva di fama la geniale microbiologa.

Lovelock stava riflettendo su quella che sarebbe diventata l’Ipotesi Gaia, quando si trovò di fronte ad un enigma per lui insolubile: la presenza di metano nell’atmosfera. Il metano è una molecola che, data la composizione chimica della nostra atmosfera, non dovrebbe esistere.

Lovelock pensò che se il metano continuava comunque ad essere presente nell’atmosfera terrestre se ne poteva dedurre l’esistenza di un microrganismo che provvedeva a liberare continuamente metano nell’atmosfera. Lovelock quindi consultò la Margulis la quale gli diede la risposta che cercava, risposta che costituì il primo passo della collaborazione tra due che considero fra i più grandi scienziati della seconda metà del XX secolo.

La Margulis aveva appena avanzato una teoria assolutamente eterodossa per spiegare l’evoluzione dei microrganismi, teoria che con il tempo si rivelerà sempre più convincente. In estrema sintesi possiamo dire che per la Margulis i grandi passaggi evolutivi (per esempio l’evoluzione dai procarioti agli eucarioti, o dagli eucarioti ai Metazoi) si realizzarono grazie ad una stretta associazione (simbiosi) degli organismi fra loro. Secondo la Margulis la prima relazione che gli organismi tendono a stabilire è di tipo parassitario.

Il parassita è un essere che vive del materiale organico di un altro organismo vivente causandogli un danno. Da un punto di vista evoluzionistico il parassitismo non è una buona strategia, perché, portata all’estremo, causa la morte dell’ospite, fatto questo che, direttamente o indirettamente, va a detrimento della vita del parassita stesso. Quando il parassita riesce invece a trarre vantaggio dalla relazione senza danneggiare l’ospite siamo di fronte all’evoluzione del parassitismo nel commensalismo, strategia che, da un punto vista evoluzionistico, si rivela più efficiente del parassitismo.

Il commensalismo a sua volta può ulteriormente evolvere nella simbiosi, che è una stretta relazione tra esseri viventi che comporta una serie di vantaggi e svantaggi di entità variabile per ciascun organismo coinvolto. La simbiosi può essere molto elastica: si può avere una simbiosi di tipo antagonista quando la relazione tende a privilegiare uno degli organismi al limite del parassitismo oppure, all’estremo opposto la simbiosi mutualista, quando l’associazione comporta vantaggi vicendevoli.

Le idee della Margulis sono andate a costituire l’impianto fondamentale della Teoria dell’endosimbiosi seriale, che ritengo il complemento più originale ed affascinante della Teoria di Gaia. La nostra specie può essere considerata una gilda biochimica a se stante, in quanto capace di trasformazioni tanto straordinarie e imprevedibili quanto sono consentite dai gradi di libertà del pensiero. Alcuni grandi studiosi come Vernadsky e Teilhard de Chardin hanno parlato di noosfera, o sfera del pensiero, per descrivere questa singolare caratteristica della vita che trova il vertice della nostra specie.

Abbiamo da poco cominciato a prendere coscienza dei meccanismi e dei vincoli di questo grande sistema organico che chiamiamo Gaia. L’intuizione mistica dei nostri antenati sta prendendo corpo e si trasforma in analisi scientifica senza che questo diminuisca l’impatto emotivo che, più o meno consapevolmente, ciascuno di noi ha con i cicli della vita. Questa presa di coscienza ci fa apparire oggi per quello che siamo: una sorta di parassiti di Gaia.

Una specie che nel suo insieme sfrutta le risorse del pianeta senza riciclarle e che si appropria di quasi la metà del flusso energetico incorporato nella fotosintesi. Abbiamo bisogno di una conversione del nostro sistema economico perché diventi più equo e sostenibile. Abbiamo bisogno di trasformare la nostra relazione con Gaia in una simbiosi mutualistica, una simbiosi che faccia davvero onore alla qualità che meglio ci caratterizza: il pensiero.


(04/01/2008) - SCRIVI ALL'AUTORE


  
  
 
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