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MABOU MINES DOLLHOUSE. LA CASA DEL NOI
Il Parco della Musica a Roma offre, con la prima italiana di Mabou Mines Dollhouse di Lee Breuer, una sintesi della danza contemporanea. Evento chiusura di Equilibrio Oltre Festival della Nuova Danza curato da Giorgio Barberio Corsetti, si tratta di uno spettacolo all’avanguardia, sintesi tra Stanislavski, Meyerhold, Brecht.

Livia Bidoli

Le due avanguardie contemporanee di Stanislavski e Meyerhold sono le radici dello studio di Lee Breuer. La prima si riassume nell’approccio motivazionale che fa ricercare agli attori una risposta empatica allo spettacolo da parte del pubblico. La condivisione emotiva si evidenzia come il punto di partenza che trasforma lo spettacolo quasi in un’esperienza mistica guidata dagli attori sul palcoscenico. Nel teatro di Meyerhold, ovvero il formalismo russo, stile, forma e movimento prevalgono e rendono il pubblico consapevole che quello a cui assistono è propriamente uno spettacolo. La terza avanguardia, da cui trae ispirazione Lee Breuer dei Mabou Mines, è il teatro dialettico di Bertold Brecht. Questo teatro mostra quello che succede sul palco come in un film, da dentro a fuori, seguendo il metodo hegeliano di tesi, antitesi e sintesi.

Da Brecht in particolare, Lee Breuer ha tratto spunto per inserire i nani nella sua rivisitazione del dramma di Ibsen Casa di bambola (1879). Brecht aveva inserito due nani come personaggi maschili nella sua versione del Coriolano di Shakespeare, creando degli effetti parodici e comici. Lee Breuer, usa i nani come rappresentazioni di Torvald, il marito piccolo e borghese di Nora, che in confronto è una donna altissima, interpretata da Maude Mitchell.

I maschi, dominatori del mondo, vengono derisi in questa rilettura di Mabou Mines, insieme al patriarcato che vuole il potere come privilegio degli uomini. Ci sono delle scene in particolare, come quella d’amore, che fanno risaltare con ironia questo stravolgimento, dando modo di riflettere come gli equilibri di coppia si stiano completamente trasformando. Ed è proprio intorno alla coppia invece, che si muove la riflessione essenziale del dramma, intorno al noi combattuto dalla società e dalle sue regole che distrugge l’amore, se non è abbastanza forte da sopravvivergli.

La scena principale è quella di una casa delle bambole, dove Nora, essendo adulta, non può vivere, e dove invece i nani vogliono rinchiuderla. In fondo però, come afferma Lee Breuer durante la presentazione dello spettacolo: “I nani e le donne sono parte della stessa militanza contro le discriminazioni, gli uni più recentemente hanno fondato un partito per acquisire maggior potere negli Stati Uniti, le altre hanno fondato un movimento a loro difesa circa un secolo fa. Se si alleassero forse potrebbero vincere la battaglia, come coppia, non come maschio o femmina.

Dalla sua fondazione, negli anni ’70, Mabou Mines con il suo leader, Lee Breuer, hanno cercato di interpretare la realtà e i classici rivolgendosi direttamente al pubblico anche attraverso la musica, che è stata arrangiata su quella di Grieg da Eve Beglarian. Lo spettacolo è in due parti in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

Si segnala un’altra versione sperimentale di Casa di bambola per il 26 maggio alle 21, unica serata, al Teatro Quirino, con la regia di Claudio Jankowski. Lo spettacolo rileggerà in chiave onirica e fantastica il percorso di presa di coscienza di Nora sottolineando in particolare il ruolo della piccola Emy, la figlia di Nora.



INFO
Mabou Mines Dollhouse
Prima italiana: 21, 22, 23 Maggio
Sala Petrassi ore 21
Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro De Coubertin 30 - Roma
Biglietto unico 15 euro
Infoline: 06-80241281



(21/05/2007) - SCRIVI ALL'AUTORE


Amare l'arte è benessere

  
  
 
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