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I MILLENARI SEGRETI DI BELLEZZA INDIANI
L’eleganza, il portamento e la bellezza senza tempo delle donne indiane sono doti leggendarie, che le occidentali invidiano. I rimedi e le ricette naturali tramandate nei secoli fanno parte di una cultura che ha imparato a prendersi cura contemporaneamente del corpo, della mente e dello spirito.

Miriam Giudici

Se le donne indiane sono ammirate in tutto il mondo per il loro fascino e la loro raffinatezza c’è un motivo: in India il culto della bellezza ha radici antichissime. Nell’India Vedica di quattromila anni fa è nato l’Ayurveda, un vero e proprio sistema filosofico che esplora le connessioni tra corpo, mente e spirito. Le cure ayurvediche (rimedi a base di sostanze naturali) sono tese soprattutto a prevenire le malattie ristabilendo un’armonia tra le componenti del corpo, tra il fisico, la mente e le emozioni.

In quest’ottica, la bellezza fisica di una persona è indissolubilmente legata al suo stato di salute: da qui l’importanza attribuita al curare (e non al semplice coprire) gli inestetismi, tramite metodi e rimedi che si tramandano da generazioni.

Tutti i più diffusi segreti di bellezza delle donne indiane hanno sempre, quindi, una triplice valenza: non solo uno scopo di abbellimento, ma anche significati propiziatori e funzioni medicamentose.

Per esempio il kajal, responsabile dello sguardo profondo e magnetico delle donne indiane, viene usato anche sui bambini per le sue proprietà disinfettanti, ed è ritenuto una protezione contro gli influssi negativi. Il talco indiano non solo profuma protegge la pelle, ma ha un’azione rilassante e prepara a un buon sonno. Tutti gli oli per il massaggio e per i capelli, tutte le polveri alla base delle moltissime maschere di bellezza per il viso e il corpo hanno anche una funzione rituale di purificazione, e vengono scelte di volta in volta anche per curare eventuali specifici problemi di salute.

Così come hanno precisi significati simbolici anche gli ornamenti utilizzati in occasioni particolari. Il bindi, il “puntino rosso” che orna alla fronte delle donne sposate, oggi in vendita anche sotto forma di piccolo gioiello adesivo, un tempo veniva disegnato con una polvere rossa che era una miscela di zolfo, elemento femminile, e mercurio, considerato il seme del dio Shiva: simboleggia quindi l’unione carnale e spirituale dell’uomo e della donna, e per questo si ritiene propiziatorio per la fertilità. Il mehendi, il complicato disegno realizzato con l’hennè che orna le mani, le braccia, i piedi e le caviglie delle spose, viene applicato la notte prima del matrimonio; più il disegno dura e più è grande l’amore dello sposo, che durante la prima notte di nozze deve trovare il suo nome nascosto tra le volute e gli arabeschi del disegno.

Particolarmente ricca la varietà di rimedi per i capelli: come in moltissime altre culture simbolo di forza vitale, i capelli sono oggetto di cure lunghe e meticolose da parte delle donne indiane, che ci tengono ad averli lunghissimi, folti e setosi. Non per nulla la parola shampoo (champo) è indiana, e vuol dire “massaggio”. Le tinture sono sempre a base di hennè, nelle sue varie tonalità. Le acconciature (tenere i capelli sciolti è considerato sconveniente) sono varie, ma la più comune è una semplice e morbida treccia in cui troviamo nuovamente un significato profondo: le tre ciocche annodate rappresentano sia la confluenza dei tre fiumi sacri (Gange, Yamuna e Saraswati) sia uno dei simboli religiosi più importanti: la Trimurti, unione di Brhama, Shiva e Vishnu.


(22/05/2006) - SCRIVI ALL'AUTORE


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