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Verità 

 
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LA VERITA' E LE VERITA'
Quando si parla di verità, si finisce col dire quasi sempre il falso. Può l'uomo affermare delle verità? O forse le verità sono altrove lontano dalle menzognere convinzioni umane?

Giancarlo Simone Destrero

Nietzsche sosteneva: “La verità è una puttana!”. Non c’è bisogno di essere d’accordo o meno con lui. Sarei tentato di dire: ciò che egli elucubra e poi scrive è verità, è solamente questione di tempo, poi si capisce. Ma senza soffermarci troppo sul filosofo tedesco, possiamo prendere questa definizione ed abbassarla, per esempio, alle questioni legate all’informazione giornalistica, alla sua indipendenza, intendo dire, ed alla libertà di stampa italiana dei nostri tempi.

Ed allora la lapidaria constatazione assume le squallide sembianze di lacchè prezzolati al servizio di questo o quel padrone, assoldati pennaioli sempre attenti a recepire i desideri di questo o quell’editore, di questo o quel politico, di questa o quella casa farmaceutica, di questa o quella equipe scientifica, fino ad arrivare addirittura, ed è cosa di questi giorni, a dover barcamenarsi tra gli interessi di qualche ammanicato dirigente sportivo calcistico, e con lui gli interessi di tutto un sistema marcio ma, per interessi economici, da maneggiare con cura, e la credibilità agli occhi di un’opinione pubblica che -vivaddio!- comincia, forse, ad aprire gli occhi.

Ma tutto questo solo per parlare, e voler esemplificare, di una verità umana che non può che essere mutevole, imperfetta, sostanzialmente falsa. Con ciò, non voglio, assolutamente, lodare il relativismo più onnicomprensivo o fare professione di un umanesimo materialista che tende a dare, seppur utilmente alla causa umana per carità, orgogliosa esclusività di valore a dei limiti propri intrinseci alla sua specifica natura.

Al contrario, sono pervaso dall’idea che esistano due verità: una antropocentrica e quindi menzognera; una assoluta, essenziale, generativa, cosmocentrica. In sostanza, anche se il tema meriterebbe ben altro approfondimento, deve esserci una verità universale - mi riferisco, ad esempio, ai misteri del senso della vita, della genesi della natura umana e della stessa vita in senso lato, non solamente intelligente ma anche meramente biologica- una verità cosmica, sacra, e quindi inaccessibile, rispetto alla profanità di questa dimensione umana che costruisce e sostiene, in millenarie ipotesi tanto varie quanto è possibile conoscerne, una serie di sicure, nella migliore delle ipotesi probabili, menzogne, tutte verosimili, nella misura in cui sono tutte potenzialmente credibili quanto potenzialmente assurde.

Tutto questo è tanto più vero quanto più l’uomo rimane nella sua condizione d’ignoranza rispetto alla capacità di discernere, fino all’esclusività dell’una, le varie verità per arrivare alla conoscenza vera, assoluta. Fin quando, dunque, rimarrà nella sua condizione umana.

Per quello che riguarda l’avvicinamento a quest’ineffabile compimento sovrumano, credo, ma in questa mia convinzione c’è tutto il peso della fallace verità, o menzogna, umana, che le migliori intuizioni siano state quelle della filosofia e del libero pensiero, soprattutto in chiave metafisica, mitopoietica e spirituale (anche se qui il discorso si complica non poco poiché da queste ultime derivano, tramite rivelazioni dogmatiche e fatti storici verosimilmente riportati, fino a noi, nei loro reali accadimenti e, in ultimo, nelle loro eventuali correlazioni, le credenze religiose ed anche le loro istituzioni), dove appunto queste speculazioni filosofiche, pur essendo naturalmente antropofughe, hanno provato a definire qualcosa di essenziale, di universale, dove la condizione terrena, in particolar modo umana, è solamente una delle tante apparenze, facenti da superficie ad una infinita volontà.

Per quello che riguarda il raggiungimento oggettivo di una qualche verità umana, intesa come sincerità di raccontare oggettivamente i fatti e di accertare incontrovertibilmente come sia accaduto un avvenimento, esso può essere, senza tema di smentita, definito una chimera, per svariati motivi.
Su questo può essere illuminante il lavoro svolto da Marc Bloch, uno degli storici più importanti del secolo scorso, sulla critica delle testimonianze umane. Aldilà della testimonianza palesemente falsa, nei suoi scritti egli riflette anche sulle inesattezze della memoria umana: quelle del ricordo e quelle dell’attenzione.

Inoltre, vorrei concludere ricordando due prodotti, sull’argomento, dell’arte più spettacolarmente illusoria dell’ultimo secolo, che genera, fin da quando è nata, delle menzogne veritiere o delle verità bugiarde. Due film che indagano le diverse verità umane, i differenti modi di recepirle e di raccontarle: il classicissimo Rashomon ed il più recente Big fish.


(12/07/2007) - SCRIVI ALL'AUTORE


  
  
 
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