Viaggio energetico tra le “fonti rinnovabili”. Parte seconda

Continua il nostro viaggio nel misterioso mondo delle energie rinnovabili. Facciamo il punto della situazione analizzando problemi e prospettive.

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google

di Paola La Manna


Un impianto per l'energia eolica
…DOMANI

Il futuro prevedibile sembra appartenere ad un mix di soluzioni, flessibili a seconda delle caratteristiche dei singoli paesi, ma contenente ancora una quota di combustibili fossili: le fonti rinnovabili al momento hanno bisogno di essere affiancate da quelle tradizionali.

LA CHANCE DEL VENTO

Il vento è una delle fonti rinnovabili su cui si sta investendo. Come il sole, il vento non è uguale per tutti. In media, però, nel mondo ne tira abbastanza da soddisfare una domanda di energia doppia rispetto all’attuale. La tecnologia è già buona anche se il suo costo non è ancora competitivo con quello delle fonti fossili. Secondo il Dipartimento americano dell’energia, tre soli Stati, Nord Dakota, Sud Dakota, Texas, avrebbero abbastanza vento da sostenere l’intero fabbisogno federale di energia elettrica. E si dice lo stesso dei possibili impianti offshore in Europa. La Cina ha così tanta energia eolica a disposizione che, se volesse, potrebbe raddoppiare la sua produzione di elettricità.

La potenza generata dal vento sul nostro pianeta ha raggiunt 59322 megawatt, sufficienti a dare energia a quasi 20 milioni di famiglie con un tenore di vita europeo, 50 milioni di persone. Colossi come la General Electrics si sono affrettati ad investire 2 miliardi di dollari; il giro d’affari mondiale ha superato gli 80 miliardi. Nella piccola Danimarca, il 20% dell’energia nazionale viene già dal

IL TETTO dell’eolico sta nella sua invasività. Ma è storicamente raro che l’estetica fermi l’economia. Dalle carte del vento si ricava che, a tecnologie invariate, nel 2020 l’energia eolica ottenuta costerà meno di quella proveniente non solo dal carbone, ma anche dal nucleare e dal gas compreso il caso di turbine erette in mezzo al mare, dove andranno a finire probabilmente colossi come quello della Repower. Ai ventoloni, insomma, bisognerà abituarsi. Anche se non saranno onnipresenti. I profeti del vento sono più baldanzosi di quelli del sole, ma l’obiettivo che si prefissano è il 12% dell’energia globale nei prossimi quindici anni.

LE CONTRADDIZIONI dell’eolico sono racchiuse in queste cifre: è stato stimato che il consumo mondiale di energia elettrica potrebbe essere fornito dall’energia eolica ma ad un costo marginale di 7 centesimi di dollaro al chilowattora, con una distribuzione geografica concentrata in quattro aree ( 80% in Canada, Usa, America del Sud e Russia), con un’occupazione del territorio superiore ai 2,2 milioni di Kmq e, soprattutto, con la certezza che i chilowattora prodotti non sono controllabili, perché non seguono il profilo della domanda elettrica nell’arco del giorno ma l’imprevedibilità del vento, rendendo quindi inutilizzabile, ai fini commerciali, gran parte della produzione.


Un impianto per l'energia idroelettrica
NOI E GLI ALTRI

In un’Europa che nel 2015 dovrebbe consumare 579 miliardi di metri cubi di gas (che equivale all’intera produzione di gas della Russia, il maggior Paese produttore del mondo), l’Italia è il Paese più esposto perché più gas-dipendente degli altri. L’Eni calcola che nel 2010 le importazioni di questo prodotto proverranno per il 40% dalla Russia, per il 35% dall’Algeria e per il 12% dalla Libia. Da questi tre fornitori, in pratica dipende il nostro destino energetico.

A causa dell’elevata dipendenza energetica, visto che importa l’80% dell’energia primaria che consuma, e del conseguente elevato costo dell’energia, dato che quella al netto delle imposte costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea, l’Italia sta perdendo terreno nel confronto economico con i partners europei, assieme ai quali dovrebbe invece perseguire una più armonica strategia energetica comune.

Oggi, il cittadino spagnolo usufruisce del 10% in più d’energia primaria rispetto al cittadino italiano, l’inglese più del 25% in più, il francese del 40% e il tedesco arriva al 65% in più. Analoghe percentuali valgono anche per la sola energia elettrica: rispetto al cittadino italiano si va dal 10% in più utilizzati dal cittadino spagnolo al 55% in più utilizzati dal tedesco.

Ed ancora, l’Italia è il Paese europeo con la maggiore produzione d’energia elettrica da derivati del petrolio, fonte costosa e inquinante, e con la maggior importazione diretta d’energia elettrica da gas naturale (51 di tWh nel 2003, contro i 2 di tWh che importò il Regno Unito, 1 tWh della Spagna e i 10 e 66 tWh che esportarono rispettivamente la Germania e la Francia); circostanza, questa, che crea anche rischi alla sicurezza dell’approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato. La totalità dell’energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d’Oltralpe. Mentre, nel 2003, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna produssero, rispettivamente, 420, 157, 85 e 60 di tWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi.


Vai ala legislazione internazionale e nazionale

18 Febbraio 2008 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Un Futuro Senza Luce?

Il nostro sistema energetico spreca e disperde nell'atmosfera più energia di quanta ne utilizzi....
Continua...
Salvare l'Ambiente Conviene

Quello di Jacopo Fo è un libro di valide e ragionevoli alternative all’insegna di un duplice...
Continua...
EBooks - Come Evitare la Trappola Nucleare

Anteprima ebook 1987: con un referendum abrogativo gli italiani dicono NO al nucleare.2007: nonostante la...
Continua...
Risparmiare sui Consumi

Risparmiare energia, ridurre i consumi, riciclare correttamente i rifiuti: ecco una guida agile per...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
LINK ESTERNI
TERRANAUTA TV
Alex Zanotelli e la privatizzazione dell'acqua
Altri video su TERRANAUTA TV...
ARTICOLI CORRELATI
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità