Bioregionalisti: Decrescenti Ante litteram?

Paolo Merlini ci introduce nel mondo del bioregionalismo attraverso la "gioia silenziosa" di Etain Addey e le parole di Giuseppe Moretti.

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di Paolo Merlini

Adain Addey
Etain Addey, autrice de Una gioia Silenziosa
E’ con grande piacere che inizio a raccontare il mio incontro con la Rete Bioregionale Italiana.

Da vari anni rifletto sui lati negativi del consumismo imperante e mi sono avvicinato alla Decrescita Felice molto prima della costituzione del Movimento omonimo grazie al bel libro di Maurizio Pallante: “La Decrescita Felice. La qualità della vita non dipende dal PIL”.

E’ stato proprio un collaboratore di Pallante, Franco Vidotto, a suggerirmi, più di un anno fa, il libro di Etain Addey.

Il libro in questione si intitola: Una Gioia Silenziosa. I diari del Pratale, racconti di una vita diversa.

Ho ordinato il libro direttamente alla casa editrice: la Ellin Selae di Murrazzano (CN).

Non avevo capito bene l’argomento del libro, pensavo che Franco mi avesse suggerito un libro di viaggi, dal momento che questo è il mio genere letterario preferito.

Invece no.

Etain Addey, nel suo bellissimo libro (uscito nel 2004) ci racconta la sua esperienza ultratrentennale di vita Bioregionale. Da grande affabulatrice ci riporta ai primi anni settanta quando lei, giovane dipendente della sede romana di una multinazionale, durante i fine settimana, vagava per le campagne umbre alla ricerca di un luogo dove sperimentare le idee del bioregionalismo.

Ci racconta con dovizia di particolari tutte le fasi della sua ricerca che in un primo tempo si rivelò infruttuosa a causa della diffidenza dei locali. Poi ci spiega come, piano-piano, si è guadagnata la stima del proprietario del terreno che ha acquistato “portandoci” fino allo studio del notaio eugubino che registrò il “tumultuoso”passaggio di proprietà. Quindi ci racconta gli inizi della sua esperienza pratica di ri-abitante di se stessa e del proprio luogo attraverso persone che hanno partecipato a vario titolo alla sua intensa vita.

Una gioia silenziosa
Copertina di "Una Gioia Silenziosa: I diari di Pratale. Racconti di una vita diversa"
Quanto appena detto è solo la ricostruzione superficiale dell’argomento del libro che nella forma del libro/diario, ci introduce ai concetti portanti del Bioregionalismo.

Io non avevo mai sentito parlare di Bioregione ma la bella introduzione di Giuseppe Moretti, mi aveva molto incuriosito. Quando lessi il libro non conoscevo Giuseppe Moretti.

Moretti, con poche parole ci spiega che: - “Nei primi anni ’70, nel nord della California, da qualche parte lungo le valli, i sobborghi urbani e le dorsali montane, c’era gente che amava definirsi cittadina della Bioregione Shasta. Shasta: dall’omonimo Monte Shasta. Bioregione: una regione naturale della Terra.

Erano mistici, rivoluzionari, ex figli dei fiori, poeti… ma anche insegnanti, architetti, carpentieri, pescatori… e proponevano – in alternativa alla cultura dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura – un nuovo/antico modo di essere sulla Terra e nella società, che rispettasse le dinamiche ecologiche, le caratteristiche idrografiche, le peculiarità geologiche, il senso di reciprocità sociale e gli stili di vita autoctoni.

Si trattava di una rivoluzione dolce – senza particolari clamori - quasi invisibile, ma determinata e consapevole, posta in essere rinnovando le comunità e le economie locali, coltivando in modo sano il proprio cibo, riportando alla luce i corsi d’acqua intubati sotto le vie della città, ripristinando gli antichi habitat del salmone, dell’orso, del gufo maculato e, soprattutto, ritrovando se stessi come esseri nel più Grande Flusso dell’Universo. Un Universo che, come essi ben sapevano, iniziava proprio sotto e tutto attorno ai loro piedi”.

Una Bomba!

Non sono riuscito a resistere ed ho iniziato a cercare materiale sul Bioregionalismo.

È stata per me una grande gioia, scoprire che uno degli ispiratori del Bioregionalismo è stato Gary Snyder il poeta dell’”ecologia profonda”.

Ho molto amato Kerouac. Il suo secondo romanzo: The Dharma Bums (I Vagabondi del Dharma) è uno dei libri che “viaggia sempre con me”. Ecco perché conoscevo Gary Snyder, perché è lui che si cela nel personaggio di Japhi Ryder.

Ho preso questa scoperta, come una conferma all’ipotesi che le idee della Beat Generation, siano alla base di tutti i movimenti culturali alternativi, compresi quelli odierni.

Quindi, sintetizzando quanto andrò a raccontarvi prossimamente: il magnifico libro di Etain Addey, che consiglio a tutti, mi ha spinto ad approfondire la conoscenza dell’autrice e delle sue idee. Non è per niente difficile contattare Etain Addey e così ho fatto innescando una preziosa corrispondenza.

L’ho conosciuta di persona in occasione del 15° Incontro Annuale della Rete Bioregionale Italiana lo scorso maggio a Torino di Sangro (CH).

Etain mi ha introdotto anche ai periodici “Incontro – Mercatino dell’Autoproduzione e dell’Usato (possibile anche il Baratto ed il Regalo)” che sono organizzati anche nella mia area. Ad uno di questi appuntamenti ho conosciuto Felice un poeta bioregionalista che vive a San Severino Marche (MC).

Ma per ora mi fermo qui.

Ci vediamo presto!

19 Febbraio 2009 - Scrivi un commento
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