L'Urlo

Treni italiani: desolati e arretrati mezzi di comunicazione

Un paese che si definisce moderno e civilizzato come l'Italia non può permettersi di mantenere in uno stato di totale decadenza la linea ferroviaria che collega le varie parti della penisola. Da assidua frequentatrice di Trenitalia, negli ultimi quattro anni non ho visto segnali di miglioramento, di progresso e di avanzamento. La realtà di chi viaggia è quindi ben lontana da quella che tentano di propagandare i vertici della società.

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di Salvina Elisa Cutuli

Treni italiani
Locomotiva di un treno diretto al sud
Sono una studentessa fuori sede e di viaggi in treno lungo la tratta Catania-Roma/Roma-Catania ne ho fatto davvero tanti. A volte ho viaggiato di notte altre volte di giorno, ma poche volte tutto è andato liscio come l’olio. Eppure sono giovane, accomodante, conciliante e non mi aspetto di trovare su una carrozza di Trenitalia un comodo divano pronto a trasportarmi su è giù per l’Italia.

Purtroppo molto spesso i treni che collegano Roma con il sud Italia sono definiti, dagli incolpevoli passeggeri, dei veri “carri bestiame”, treni della fortuna che letteralmente “si sa quando partono, ma non si sa mai quando arrivano”.

Tuttavia Trenitalia preferisce investire migliaia di euro nello sviluppo del TAV e nel miglioramento delle tratte ferroviarie che da Roma si dirigono verso il Nord.

Al di là dei ritardi cronici (e spesso infiniti) che caratterizzano le varie "frecce del sud", un altro tasto dolente è dato dalla condizione di decadenza che contraddistingue buona parte di questi treni. Vetri sporchi, sedili macchiati, aria condizionata inesistente, quando all’esterno la temperatura supera i 30° gradi, servizi igienici sporchi, o senza acqua, e porte d’uscita rotte fin dalla stazione iniziale di partenza.

Quando si parte con tali presupposti, subentra uno stato di rassegnazione e di disillusione non indifferente che in ultimo non può non generare sconforto.

Queste situazioni mostrano una sostanziale mancanza di rispetto e di non adempienza da parte di coloro i quali dovrebbero svolgere mansioni di pulizia all’interno dei treni - che eseguono solo per metà - e da parte di coloro i quali dovrebbero controllare che questi lavori vengano compiuti. I viaggiatori, quindi, si troveranno a "viaggiare", per ore ed ore, in carrozze sporche e non molto igieniche.

È pur vero che in treno viaggiano anche persone non molto educate, poco rispettose ed attente, che non rispettano i servizi messi loro a disposizione, ma non è certo a causa della mancanza di educazione dei viaggiatori che già in partenza il treno registra delle manchevolezze.

Ma non è tutto. I disastri e le contraddizioni di Trenitalia sono davvero innumerevoli.

Dal mese di dicembre scorso tutti gli italiani, in modo sottile ed impercettibile, sono stati bombardati dalla pubblicità sul nuovo treno che collega Roma-Milano in sole 3 ore e 30 minuti, la famosa Freccia Rossa. Ho potuto constatare di persona come questo messaggio “subliminale” attragga la nostra attenzione senza accorgercene. Pochi giorni fa mi trovavo in stazione Termini a Roma e mentre aspettavo che arrivasse il “mio” treno ho girovagato lungo i binari. Le informazioni vocali più ricorrenti ed incessanti erano relative ai treni (naturalmente Freccia rossa) provenienti da Milano o diretti a Milano; i tabelloni pubblicitari trasmettevano ripetutamente lo spot promozionale che inevitabilmente calamitava l’attenzione di tutti sull’efficienza e l’obiettivo di “un sogno che si può realizzare”, ossia la creazione di un “servizio di metropolitana veloce tra i vari poli italiani”, tanto decantata dall’amministratore delegato di Trenitalia Moretti.

Per finire, mi sono accorta che sugli schermi disposti lungo ciascun binario, oltre alle informazioni relative al treno in arrivo o in partenza, vi era un ulteriore spazio dedicato agli orari del treno Freccia rossa che da lì a breve sarebbe partito su un altro binario.

Direi che tale eccesso di zelo mi è parso davvero eccessivo, visto che a volte mi è capitato di non trovare segnato sui tabelloni il binario di partenza del treno su cui dovevo viaggiare fino a cinque minuti prima dell’orario di partenza previsto.

I contrasti continuano!

Mentre il Nord del paese si popola di valenti linee ferroviarie, il Sud rimane saldamente ancorato alle sue condizioni di arretratezza davvero significative.

E' vero infatti che, se per percorrere 586 Km - la distanza tra Roma e Milano - ci vogliono 3 ore e 30 minuti, per percorrerne 210 - cioè per andare da Catania a Palermo (e viceversa)- ci vogliono quasi cinque ore; se ancora non bastasse per spostarsi da Roma a Catania (e viceversa) in treno, circa 750 Km, si impiegano 9 ore, senza considerare eventuali ritardi.

Davvero impressionante!

Il mio sfogo, come quello di tante altre persone, è contro un paese che si dichiara moderno, in costante sviluppo e in costante crescita, ma che spesso non si dimostra tale.

Proprio perché vorrei che fosse davvero evoluto, non riesco ad accettare disparità così esorbitanti come queste.

Le mie parole non vogliono risuonare come una sterile lamentela, bensì mirano a sollecitare una ventata di cambiamento, di trasformazione e di rinascita.

1 Febbraio 2009 - Scrivi un commento
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2 lettori hanno commentato questo articolo:
11/2/09 18:29, Luca ha scritto:
alcuni miei amici (pendolari) hanno realizzato tempo fa un video riguardo al traffico ferroviario nell'hinterland milanese, in corrispondenza soprattutto del varo delle "moderne" linee S, che avrebbero dovuto risolvere il problema... non pare essere cambiato molto...
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=8611
11/2/09 15:09, Andrea Bona ha scritto:
Volevo fare qualche precisazione in merito all'articolo denuncia della tragica situazione in cui versano le ferrovie italiane. La prima è d'obbligo: la foto caricata nell'articolo non riguarda un treno diretto al sud Italia ma una locomotiva appartenente al gruppo Ferrovie Nord Milano, società ferroviaria privata il cui capitale sociale appartiene in maggioranza a Regione Lombardia. Questa foto, purtroppo, dimostra una situazione in contrasto con le opinioni espresse nell'articolo; non è assolutamente vero che al nord la situazione sia poi così tanto migliore. La foto la documenta benissimo. Ferrovie Nord Milano serve un bacino di utenza di 4 milioni di abitanti, la cosiddetta area metropolitana di Milano, prima e credo anche unica in Italia per mobilità di pendolari utilizzando treni obsoleti, sporchi, senza riscaldamento o aria condizionata e vecchi di 80 anni e con tempi di percorrenza che farebbero invidia ai passeggeri della Palermo- Catania (esempio: Varese -Milano 40 km, 1 ora e 10 minuti di percorrenza). Con una differenza: ogni giorno migliaia di persone sono costrette a prendere il treno per recarsi al lavoro o per ragioni di studio e si viaggia quotidianamente come in carri bestiame. Concordo nel denunciare la situazione vergognosa e di arretratezza in cui versano le ferrovie e in generale le infrastrutture Italiane ma abbandonando le logiche campanilistiche e smettendola di pensare che al nord funzioni tutto alla perfezione, perchè non è così. Semmai bisognerebbe iniziare ad investire in miglioramenti dove c'è un bisogno effettivo, dove c'è una reale e numerosa domanda di mobilità con trasporto pubblico.
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