L'Urlo

Donne esibizioniste e donne esibite. La sessualita' è morta?

Viviamo in un’epoca in cui la sessualità è stata repressa, quasi annullata. Si stendono fiumi di parole sul tema, si scattano migliaia di foto erotiche, ma chi lo pratica più il sesso?

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google

di Daniel Tarozzi


Due donne, Egon Schiele 1915
Qualcuno, stancamente, il sabato sera tenta qualche approccio con il/la proprio stanco/a compagno/a. Qualcuno vive turbolenti e occasionali amplessi in discoteca, stordito dall’alcol e dalla musica, infilando e mischiando organi genitali come se si trattasse di un frullatore, senza assaporare quanto accade se non per qualche istante.

E gli altri? Gli altri sono vinti da una volgarità imperante, da una presenza di simboli erotici e di corpi esibiti talmente dirompente da diventare annichilente.

La maggior parte dei maschi italiani, facendo zapping in tv si sofferma sui corpi delle belle svestite fanciulle, esibite un po’ in tutti i programmi che ci vengono proposti. Tette, cosce, scollature, tacchi vertiginosi, “sorrisi da zoccole”, visini teneri e impuniti, stupidità ridondante, malizia e intelligenza si alternano tra una pubblicità di un orologio, un varietà per anziani e un programma per bambini.

Ormai anche i programmi che vorrebbero essere critici e ironici con la tv esibiscono un trionfo di arti e quarti di carne femminile. E così, nei programmi della gialappas da qualche anno le letteronze si contraddistinguono per essere tra le più svestite e le più silenziose presenze femminili in tv.

E poi Quelli che il calcio esibisce le sue “schedine”. E le famose “veline” di Striscia la Notizia, nate per parodiare l’esibizione del corpo femminile in tv, sono diventate uno dei pochi elementi di successo di un programma che fatica a rinnovarsi e vengono esibite senza che sia rimasto il minimo residuo di critica o di ironia. Sono solo altre due fichette da sbandierare all’ora di cena.

Cambiamo canale. Mettiamo M-Tv. Oppure Rete A-All Music. Osserviamo una cultura diversa. Quella giovanile o quella dei neri americani. Anche qui l’esibizione del corpo femminile è accompagnata dalla proposizione di modelli totalmente maschilisti e idioti. Donne semi-nude il cui loro unico intento e soddisfare l’uomo di turno. Decine di fanciulle adoranti e sottomesse che si muovono ancheggiando furiosamente.

In sé, il fenomeno non sarebbe grave, se non fosse così stridente la contrapposizione tra una sessualità esibita e svilita continuamente e una così scarsa pratica dell’attività sessuale tra le persone.

Diventa sempre più difficile distinguere il proprio immaginario, i propri impulsi, la propria sessualità, da quella mostrataci continuamente a tutte le ore dai moderni mass media. Non sappiamo più cosa ci piace in quanto singoli individui. E così, per un certo periodo tutti cerchiamo la donna alta e magrissima, quasi anoressica, ma poi tornano di moda le maggiorate e così via. Vittime di un processo macchinoso e disgustoso che ormai si agita e vive di vita propria, senza guida ne direzione.

E così, sempre di più le nuove generazioni sognano di "scopare" e sempre meno di fare l’amore. Il sesso diventa un gesto di realizzazione personale, di sfogo, di sopraffazione maschile verso il femminile da un lato e di competizione, di affermazione del proprio io, di bisogno di essere all’altezza di modelli imposti dall’atra

E rimane ben poco alla condivisione.

Ben poco all’amore.

Ben poco al rispetto.

Ben poco al piacere.

31 Agosto 2008 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
5 lettori hanno commentato questo articolo:
8/12/09 03:28, Vincenzo Punzi ha scritto:
Articolo interessante, ma non capisco perché non si parli esplicitamente di pornografia, in particolare quella su internet.
Nell'artcicolo è scritto "una così scarsa pratica dell’attività sessuale tra le persone." Ebbene, questa "scarsa pratica" è una conseguenza fisiologica, quasi "tecnica" della fruizione compulsiva di pornografia su internet, e della parallela masturbazione con eiaculazione finale.
Non sono le donne che rifiutano il rapporto sessuale, con tutte le sue bellissime e vitali variazioni, ma è il maschio obnubilato dalla superemozione pornografica, impropriamente chiamata pornodipendenza.
Per saperne di più puoi andare in rete e cliccare noallapornodipendenza.
Vincenzo Punzi
8/5/09 12:06, annalisa ha scritto:
Purtroppo non e' solo la tv. le immagini di donne nude ti vengono proposte ovunque, qualsiasi giornale tu abbia comprato qualsiasi muro guardi con affissioni assurde e svilenti per pubblicizzare magari cose che non c'entrano nulla. che dire poi dell'estrema tristezza che mi prende (umiliante per una donna vedere il corpo femminile, bello per eccellenza, svenduto in questo modo) quando vedo certe ragazzine per strada..veri gioielli, fiori bellissimi nella loro esuberante bellezza adolescenziale..conciate a festa come piccole zoccole di periferia. tacchi alti e trucco e scollature che in una quattordicenne suonano come una bestemmia.ma non si rendono conto loro, i loro genitori, che la bellezza in questo modo e' offesa e che la freschezza di queste donne-bambine e' compromessa e mascherata?no perche' l'unico e solo modello che hanno davanti e' quello, di una donna che per avere successo ed essere vincente in questa societa' prima deve dare l'impressione di essere potenzialmente una puttana. Dico sempre che se fossi un uomo mi piacerebbe avere a fianco una donna bella e consapevole della sua bellezza senza doverla sempre mostrare in giro..magra o prosperosa non e' importante :la bellezza sta nella semplicita', spontaneita',nella liberta'di esprimersi. E soprattutto nella personalita' che intravedi nei movimenti e nello sguardo..ma forse mi illudo, se fossi un uomo non saprei davvero come fare non avrei idea di che donna andare a rincorrere..come fate poveri maschietti a mantenere una vita sessuale sana e normale?e' impossibile.
29/3/09 08:01, Alex ha scritto:
Si e' proprio cosi'. In occidente non siamo piu' capaci di vivere il sesso. Manipolati da una fasulla moderna "liberazione sessuale" da una parte che ci obbliga a trasgredire coattivamente e a dimenticare la forza liberatrice e rivoluzionaria della sessualita' e (dall'altra) da una repressione clericale sessuofobica che ci inculca il senso del peccato e ci fa dimenticare il divino che agisce in noi, siamo ridotti nelle nostre societa' soggiogate dal capitalismo a vivere i corpi come merce. Lei che ha scritto un bellissimo articolo sull'India, dovrebbe sapere come anche la sesualita' puo essere felice e diversa in un Paese come quello, con una religione, una cultura e un sistema di vita tradizionale per fortuna molto lontano (per quanto ancora?) dal nostro.
23/3/09 08:44, gian luca ha scritto:
Capisco che sia una ardua guerra quella da intraprendere contro l'impero delle informazioni violentate ma ormai credo che ci rimanga soltanto di smettere di guardare le televisioni nazionali e "private" : sono solamente un modo per anestetizzarci a tutti i livelli . Noi in famiglia non accendiamo più la televisione da un pezzo ed è buffo sentire tutte queste denunce e studi ; mi sembra fiato sprecato . Iniziate a lasciarla spenta alla sera ! Poi quando non ne sentirete più la mancanza dite agli amici che vivete benissimo senza tv , diventate amplificatori di idee e modi di vivere .SPEGNETELA E NON LAMENTATEVI MA GIOITENE
16/3/09 23:11, brumadimaggio ha scritto:
Finalmente qualcuno dice la verità. Ma la domanda che mi viene spontanea è: quanti se ne sono accorti?
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PERCHÉ QUESTA RUBRICA
Uno spazio conquistato a fatica. Uno spazio dove gridare sottovoce, ma senza paure, tutti i pensieri e le emozioni che la nostra quotidianità fatta di asfalto, rumore e cemento ci obbliga ad ingoiare silenziosamente.
RUBRICA A CURA DI...

Alessandro Rizzato

Vai alla pagina personale...

PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Salvare l'Ambiente Conviene

Quello di Jacopo Fo è un libro di valide e ragionevoli alternative all’insegna di un duplice...
Continua...
La decrescita felice

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali...
Continua...
Manuale di Sopravvivenza alla Fine del Petrolio

Un'approfondita riflessione e un manuale ricco di suggerimenti e proposte concrete per modificare il...
Continua...
Trafficologia

Ci sediamo, avviamo il motore e partiamo, convinti di avere tutto sotto controllo. Ma siamo sicuri? È proprio...
Continua...
Grandi Opere

Le Grandi Opere sono il simbolo di un mondo antiquato, corrotto e cadente: sono superate e inutili per chi...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
ARTICOLI CORRELATI
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità