Gas serra: arriva il cemento che riduce le emissioni di CO2

L’azienda britannica Novacem ha sviluppato un nuovo tipo di cemento più ecosostenibile. La sua produzione fornirebbe un bilancio negativo di emissioni di anidride carbonica, cioè il quantitativo di CO2 assorbito sarebbe superiore a quello prodotto. Questo potrebbe segnare una svolta ecologica nel campo delle costruzioni. Occorre però attendere i risultati di ulteriori test.

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di Virginia Greco


Il cemento è responsabile del 5% delle emissioni di CO2
Pochi ne sono al corrente, eppure la questione è tutt’altro che trascurabile: l’industria del cemento è responsabile del 5% delle emissioni totali di CO2 nell’atmosfera, quota superiore a quella imputabile all’intero trasporto aereo mondiale.

Il cemento viene attualmente prodotto a partire da calcare o argilla, che devono essere cotti ad altissime temperature (dell’ordine dei 1500°C). Grandi quantità di anidride carbonica sono generate, in primis, durante il riscaldamento del forno in cui la materia prima dovrà essere posta e, successivamente, nella fase di cottura vera e propria (è il materiale a rilasciarla).

Si stima che, per ogni tonnellata di cemento fabbricato, si abbia l’emissione di 0.8 tonnellate di CO2. Quando il materiale da costruzione viene poi mescolato con l’acqua, esso acquisisce la capacità di assorbire anidride carbonica, ma solo fino a 0.4 tonnellate. Quindi resta comunque un incremento netto di 0.4t per ogni tonnellata di cemento.


Novacem, azienda cementifera londinese, ha di recente dichiarato al quotidiano inglese The Guardian di aver messo a punto una nuova formula per il prezioso materiale da costruzione. Esso sarebbe realizzato a partire da silicati di magnesio, i quali necessitano di essere posti in forni che raggiungono la temperatura di soli 650°C; essi, inoltre, non rilasciano gas serra durante la cottura. Non solo, pare che questo nuovo tipo di cemento assorba anidride carbonica nella fase di solidificazione. Considerando le emissioni e gli assorbimenti, si arriva addirittura ad un bilancio negativo, vale a dire che questo cemento sarebbe in grado di sottrarre all’ambiente 0.6 tonnellate di CO2 per tonnellata di materiale.

Se queste stime saranno confermate, potremo dire di trovarci di fronte ad un prodotto rivoluzionario. Una grande soddisfazione, ma anche un notevole successo economico, per la Novacem, sorta proprio con l’obiettivo di creare dei cementi la cui produzione avesse un minor impatto ambientale.


Ogni giorno vengono iniziate centinaia di nuove costruzioni in cemento
“Il programma in materia di clima del Regno Unito impone una sensibile riduzione delle emissioni di anidride carbonica; è giusto che ogni settore dell’economia e della produzione faccia la sua parte, inclusa l’industria delle costruzioni” - commenta Jonathan Essex, ingegnere membro del comitato per l’ambiente e la sostenibilità all’interno dell’Istituzione degli Ingegneri Civili. Essex accoglie con ottimismo il comunicato della Novacem: “Se questo cemento sarà posto sul mercato ad un prezzo competitivo, il prossimo passo potrebbe essere quello di ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra, tramite l’impiego di fonti rinnovabili per produrre l’energia che andrà a riscaldare le fornaci”.

La formula del prodotto per ora non è di pubblico dominio, perché in attesa di brevetto, ma il progetto ha attirato subito l’attenzione di molte imprese di costruzione, nonché investitori, come la Carbon Trust, compagnia che si propone di lavorare per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica.

La Novacem, intanto, ha già avviato un progetto (in parte sovvenzionato dal governo) di costruzione di un impianto pilota per la lavorazione del nuovo cemento. Nikolaos Vlasopoulos, responsabile scientifico e co-fondatore della Novacem, è convinto che il prodotto potrà essere inserito sul mercato in tempi brevi: entro cinque anni al massimo.

Possiamo dunque essere ottimisti? Qualcuno che abbia sollevato delle perplessità in verità c’è.


L’incognita fondamentale sta nella resistenza di tale materiale: “Sarà possibile usarlo per la realizzazione di strutture portanti o solo per impieghi secondari?” - si chiede Rachel Nutter, della Carbon Trust. Se fosse vera la seconda possibilità, la “rivoluzione” introdotta da questo brevetto sbiadirebbe molto. Del resto, altri tentativi di realizzare un materiale da costruzione più ecosostenibile sono già stati fatti in passato: aggiungendo altri composti (come polimeri) alla mistura, in modo da ridurre il quantitativo di cemento effettivo. Ma essi non hanno avuto grande successo, perché non ritenuti affidabili come il cemento standard (noto con il nome di Portland).

Un altro punto di interesse è la reperibilità dei silicati di magnesio. Un portavoce dell’Associazione Britannica del Cemento si dichiara scettico in merito: “La disponibilità geologica di risorse naturali adeguate, unita alle stringenti validazioni necessarie per decretare l’adeguatezza all’uso, difficilmente consentiranno al cemento della Novacem di essere impiegato massicciamente nell’edilizia, come sostituto di quello tradizionale”.


Restano ancora dubbi e problemi da risolvere, ma se il nuovo cemento dovesse rispondere alle aspettative, il pianeta non avrebbe che da ringraziare
In risposta alle suddette obiezioni, Vlasopoulos afferma che i silicati di magnesio sono abbondanti in tutto il pianeta e il loro reperimento non sarà un problema. Inoltre, il processo di produzione del nuovo cemento consente l’impiego anche di sottoprodotti, contenenti magnesio nella loro composizione. Egli è molto fiducioso anche riguardo alla robustezza e affidabilità del materiale, sebbene sia conscio che per ottenere le validazioni (per l’impiego nella costruzione di strutture portanti) ci vorranno ancora anni di test.

Senza dubbio non si può trascurare la questione della sicurezza, che resta di primaria importanza; ci auguriamo, però, che le aspettative dell’azienda e degli ecologisti siano soddisfatte. Ad ogni modo, quand’anche il risultato ottenuto fosse parziale, potrebbe rappresentare uno stimolo ad investire nella ricerca in questo settore.

8 Gennaio 2009 - Scrivi un commento
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