Coldiretti: bene UE su stop alla soia delle merendine contaminate

Dopo lo scandalo del latte alla melanina e la contaminazione di altri alimenti, secondo la Coldiretti bisognerebbe adottare delle misure precauzionali ed estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti i cibi, per scongiurare pericoli per la salute.

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


E' importante lo stop della Commissione Europea alle importazioni di soia e suoi derivati contenuti negli alimenti per l’infanzia ed in snack e merendine di cui sono ingredienti molto comuni. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’annuncio della Commissione Ue di vietare l'importazione di tutti i prodotti cinesi per bambini a base di soia dopo che alcuni rilievi effettuati su diversi campioni di alimenti hanno evidenziato un tasso elevato di melamina in alcuni cibi.

La decisione comunitaria - sottolinea la Coldiretti - avviene all’indomani della comunicazione ufficiale delle Autorità cinesi sulle conseguenze sanitarie dello scandalo del latte alla melamina che ha provocato la morte di sei bambini mentre altri 294mila hanno subito danni all'apparato urologico. Dopo il latte, l’allarme per la contaminazione si è esteso alle uova, alla carne e anche il pesce di allevamento e sembra essere stato causato dall’aggiunta di melamina ai mangimi per l’alimentazione degli animali, una pratica comunemente usata per aumentarne il contenuto proteico nonostante il divieto imposto dalle Autorità. L’intera catena alimentare della produzione cinese è a rischio ed occorre quindi adottare tutte le misure precauzionali necessarie a ridurre i pericoli per l’alimentazione.

Dopo le importanti scoperte di importazioni illegali dal gigante asiatico, è necessario mantenere elevato il livello dei controlli per i prodotti a rischio, ma la Coldiretti chiede anche di estendere immediatamente l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per consentire scelte di acquisto consapevoli e scongiurare pericoli per la salute. Le importazioni in Italia di prodotti agroalimentari dalla Cina raggiungeranno il valore di mezzo miliardo di euro nel 2008 e riguardano principalmente ortaggi e legumi (secchi, conservati o loro preparazioni) tra cui spicca il concentrato di pomodoro. Sulla base dei dati Istat dal gigante asiatico - continua la Coldiretti - arrivano anche pesci, crostacei e molluschi, semi, sementi e piante medicinali, frutta, gomme, resine ed estratti vegetali e aglio.

Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente - sostiene la Coldiretti - allargare l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini.

Si tratta quindi di completare il percorso iniziato dopo “mucca pazza” nel 2002 quando è stata introdotta per la prima volta in Europa l'etichettatura di origine della carne bovina. L'Italia si trova peraltro avvantaggiata in questo percorso grazie all'approvazione della legge N. 204/04 sull'etichettatura d'origine obbligatoria di tutti gli alimenti ottenuta con il sostegno di un milione di firme raccolte dalla Coldiretti. Un pressing che ha portato all'obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca, all'arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all'obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004 il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, dall'obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all'etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell'influenza aviaria dal 17 ottobre 2005, all’etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008 e all’ultimo obbligo di indicare anche l’origine delle olive impiegate nell’olio. Ma molto resta ancora da fare e l'etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per i formaggi non a denominazione di origine.

3 Dicembre 2008 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD

Un film-indagine che ci porta a riflettere sulle basi etiche della nostra società dei consumi: trasparente,...
Continua...
La Malattia non Esiste - Una sfida quantistica per la guarigione

Dopo anni di ricerche e pratica clinica l'autrice ha elaborato un metodo terapeutico che integra l'approccio...
Continua...
L'Influenza Suina A/h1n1 e i Pericoli della Vaccinazione Antinfluenzale

Tutto quello che devi sapere per tutelare davvero la tua salute e quella dei tuoi cari: ? l'influenza a/h1n1...
Continua...
Il Mondo Secondo Monsanto

Monsanto è leader mondiale nella produzione degli organismi geneticamete modificati (ogm) ed è una delle...
Continua...
Alimentazione Vegetariana - Teoria e Pratica

Tutto sulla teoria e sulla praticadell'alimentazione vegetariana racchiusoin un volume tra i più aggiornatie...
Continua...
Farmacrazia

"nell'arco di qualche secolo, le società occidentali si sono trasformate da teocrazie in democrazie e da...
Continua...
Cancro: puoi guarire

Esistono davvero tanti malati di cancro guariti con medicine alternative. decine e decine di testimonianze...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
TERRANAUTA TV
Influenza suina: si chiude la nostra campagna
Altri video su TERRANAUTA TV...
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità