Balene: l’Australia investe sulla vita

Il governo australiano ha deciso di avviare un piano internazionale di ricerca non letale sulle balene. “La ricerca non ha bisogno di arpioni”. Dal Giappone, però, la caccia riparte…

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google

di Alessandra Profilio


Ricerca non vuol dire strage. Il governo laburista australiano ne è fermamente convinto e proprio per questo ha deciso di investire diversi milioni di dollari per dimostrare l’efficacia della ricerca non letale sulle balene.

Ricognizioni aeree, etichettatura satellitare di esemplari, studi genetici e metodi acustici: questi gli strumenti previsti dal programma australiano per acquisire informazioni sui giganti del mare.

“La ricerca non ha bisogno di arpioni”, ha dichiarato oggi il ministro dell’Ambiente australiano Peter Garrett; sembrerebbe un’affermazione ovvia, eppure, stando ai fatti, non è così scontata.

L’alibi della ricerca scientifica, infatti, permette da tempo al Giappone di aggirare la legge ed uccidere circa 1000 balene ogni anno.

La caccia a questi grandi mammiferi ha origini antiche e solo nell’ultimo secolo gli esemplari uccisi sono stati due milioni: una cifra talmente alta da condurre molte specie vicinissimo all’estinzione.

Per porre fine a questa carneficina nel 1986 l’IWC, Commissione Baleniera Internazionale, ha sancito, con una moratoria internazionale, il bando mondiale della caccia alla balena per scopi commerciali.

Tuttavia, nonostante il provvedimento, sono ancora molte le navi baleniere che ogni anno tingono il mare di rosso.


Una carcassa insanguinata viene issata a bordo di una baleniera giapponese

Dal 2003, infatti, alcuni paesi, tra cui il Giappone, aggirano il divieto adducendo come giustificazione del massacro una “ricerca scientifica” ben poco credibile. In realtà da anni dietro il pretesto della scienza si cela un’operazione costosissima volta alla produzione di enormi quantità di carne destinate al consumo umano ma che, secondo i sondaggi, nessuno sembra gradire (persino la maggior parte dei giapponesi dichiara di non aver mai mangiato carne di balena).

Il gradimento dei nipponici per la carne dei cetacei sembra essere diminuito ulteriormente. Il ministro australiano dell’Ambiente ha comunicato che, secondo fonti giapponesi, quest’anno la quota di cetacei da uccidere scenderà da 1000 a 750 esemplari circa.

Considerato il divieto internazionale alla caccia per scopi commerciali, la carne di balena è una merce di contrabbando.

La corruzione del cosiddetto programma di ricerca scientifica giapponese sulla caccia alla balena è stato svelato lo scorso maggio da Greenpeace. L’associazione ha scoperto infatti che al ritorno dall’Antartide i balenieri giapponesi inviavano a casa centinaia di scatole contenenti carne di balena contrabbandata. Gli attivisti hanno prelevato una di queste scatole, che secondo la bolla di accompagnamento avrebbe dovuto contenere cartone, e vi hanno trovato carne di balena affumicata per un valore di oltre 2.300 euro.


Anche l’Australia è intenzionata a scoprire le reali motivazioni della caccia ai grandi mammiferi e a tal fine ha incluso nel proprio piano di ricerca una valutazione del programma scientifico del Giappone, che secondo Tokyo fornisce dati cruciali su popolazione, abitudini alimentari e distribuzione nell’Oceano Pacifico e nei mari antartici.

Il piano di ricerca internazionale non letale costituirà un’importantissima sfida alle navi di morte giapponesi. Peter Garrett ha invitato tutti i paesi membri della Commissione Baleniera Internazionale a partecipare a questa “eccitante nuova impresa” ed ha inoltre affermato che il suo paese accoglierà volentieri la partecipazione del Giappone.

Il governo di Tokyo però non sembra propenso a cambiare le proprie abitudini: proprio oggi è stata inaugurata la stagione della caccia con la partenza della Nisshin Maru, la principale nave baleniera giapponese. La strage continua…

16 Novembre 2008 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Il Tao della Biologia

«È l’uomo che deriva dalla scimmia o la scimmia che deriva dall’uomo?» Il...
Continua...
La Biologia delle Credenze - Nuova Edizione 2007

Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, Awards Bruce Lipton dimostra che ciò in cui...
Continua...
Diventa Vegan in 10 Mosse

Vegan è chi sceglie di escludere completamente dalla propria alimentazione, dall'abbigliamento e dalla cura...
Continua...
Cosa Mangia il Pollo che Mangi

Che cosa ha mangiato il pollo che stiamoper gustare in punta di forchetta?Come sono stati coltivati i fagioli...
Continua...
Senza Latte e Senza Uova

Uova, latte e derivati: un gruppo di alimenti che compaiono, a volte in abbondanza e troppo spesso, in...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
TERRANAUTA TV
Tiziano Terzani: hai mai sentito gli urli di un macello?
Altri video su TERRANAUTA TV...
ARTICOLI CORRELATI
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità