Consumo Etico

Fattorie della bile e orsi: in Cina, Corea e Vietnam va in scena l’orrore

Lontano dai mass media e dalle coscienze di miliardi di esseri umani 10.000 orsi sono rinchiusi in delle gabbie minuscole per tutta la vita (20/30 anni) con un tubo conficcato nella cistifellea dalla quale viene estratta la bile.

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di Giovanna Di Stefano


In Cina, Corea e Vietnam esistono dei luoghi di tortura chiamati ‘fattorie della bile’ in cui circa 10.000 orsi sono in questo momento imprigionati a vita per l’estrazione della loro cistifellea, sostanza utilizzata per la preparazione di medicinali e profumi secondo la tradizione asiatica. In queste fattorie il possente corpo di questi animali è costretto tra le sbarre di una gabbia grande come loro stessi, nella quale sono condannati a rimanere per tutta la loro tragica esistenza, nella medesima posizione, ogni giorno, ogni minuto, senza poter mai uscire né muoversi, fino alla morte.

Gli orsi cosiddetti ‘della luna’ (moon bears) sono animali splendidi, maestosi e, come tutti gli orsi, estremamente giocosi e dinamici. Vivono nelle grandi foreste del continente asiatico, dal Pakistan fino al Giappone.


Andrew - il primo orso salvato
La caratteristica che li rende inconfondibili è una grande ‘V’, una sorta di mezza luna, che spicca sul manto scuro ornandogli il petto come un collare. Le loro orecchie rotonde li fanno assomigliare vagamente ai panda, i loro cugini più fortunati. Questi ultimi, noti per il loro manto bicolore, sono un simbolo della Cina: di loro parlano molti documentari che li mostrano mentre ‘sgranocchiano’ felicemente il loro bambù.

Agli orsi della luna invece non viene dato mai spazio da parte dei mezzi di comunicazione internazionali, sebbene la realtà delle fattorie della bile sia nota ormai da anni e sebbene si facciano sempre più insistenti e disperati gli appelli di Animals Asia Foundation – la fondazione nata nel 1998 per liberarli dalla prigionia - affinché le fattorie della bile vengano seriamente portate all’attenzione del grande pubblico e degli organi istituzionali internazionali per essere definitivamente chiuse. Il prima possibile.

Cosa sono esattamente queste fattorie della bile? Sono delle camere di tortura. Non basta parlare di ‘lager’ o di prigione, si tratta di una realtà ben peggiore, che va al di là di ogni umana immaginazione… Infatti chi ha inventato questi luoghi di tortura, umano certo non è. Questa è l’unica certezza che si delinea dopo i primi terribili istanti nella mente di chi si accinge a guardare con i propri occhi un filmato che ritrae ciò che quotidianamente accade in questi capannoni; questo è l’unico concetto che a stento si riesce a formulare di fronte ad una visione che ha dell’incredibile e manda in tilt il nostro cervello, probabilmente perché davamo per scontato che certe cose forse esistevano nel medioevo, ma mai più potevano trovare spazio nel XXI secolo. Invece le fattorie della bile sono state inventate proprio nel XX secolo, negli anni ’80, prima non esistevano. Ideate e realizzate dai commercianti cinesi, solo ed esclusivamente per lucro.

La bile d’orso per millenni è stata ritenuta una sostanza terapeutica con proprietà antinfiammatorie ed utilizzata quindi ampiamente dalla medicina tradizionale, non solo in Cina, ma anche in Giappone, Corea, Vietnam e in generale in tutti i paesi del mondo con un numero significativo di popolazioni asiatiche. Questi orsi sono stati da sempre cacciati e uccisi per estrarne il prezioso liquido che poi serviva per la preparazione di medicinali, saponi e profumi.

Al giorno d’oggi tuttavia tutti i medici (anche cinesi) sono concordi nell’affermare che i prodotti a base di bile d’orso possono essere facilmente sostituiti da alternative erboristiche o di sintesi, meno costose, più facilmente disponibili ed altrettanto efficaci.

La storia del calvario di questi sfortunati animali inizia per l’esattezza alla fine degli anni ’70, quando l’introduzione del divieto di caccia degli orsi della luna, divenuti specie protetta, ne ha decretato la condanna, non alla morte, come fino a quel momento si era verificato, ma ad una ‘vita’ di sofferenze indicibili.

Questi animali vennero infatti catturati – illegalmente – dai loro primi aguzzini i quali non potendoli uccidere pensarono di rinchiuderli in gabbie talmente piccole da non permettergli di fare il minimo movimento, per estrarne così comodamente la bile, tutti i giorni... Un sistema molto redditizio.


Imprigionato x 10 anni con imbragatura metallo
Per loro sfortuna gli orsi della luna vivono moltissimo e la condizione terribile in cui sono detenuti li rende pazzi. Le gabbie che li seviziano sono così strette da essere praticamente delle bare con la differenza che gli animali al loro interno sono vivi e tentano di suicidarsi per il dolore e la disperazione. Le loro ossa si deformano e molti, rinchiusi quando ancora cuccioli, rimangono nani perché non hanno lo spazio fisico per crescere.

A questo già allucinante quadro si aggiunge la pratica dell’estrazione della bile, che viene fatta ben due volte al giorno e che è estremamente dolorosa perché naturalmente praticata senza alcun tipo di anestesia. Agli orsi viene conficcato nell’addome un catetere - che vi rimane permanentemente per tutti i 15 - 20 anni della loro prigionia – che provoca una ferita profonda e sempre aperta.

Gli orsi non sopportano questa condizione, impazziscono letteralmente di dolore durante l’estrazione della bile e sbattono ripetutamente la testa contro le sbarre della gabbia con una violenza inaudita nel vano tentativo di suicidarsi; addentano le sbarre fino a farsi saltare i denti. I loro musi sono sfigurati dalle ferite che si infliggono, che purtroppo per loro però non sono letali e non li portano alla morte.

Ogni giorno questi animali sperano di morire ma nessuno li aiuta, nessuno sente le loro grida. Se però chi scrive conosce questa realtà, come molti altri, è perché qualcuno c’è stato che, nel lontano 1993, una volta scoperto ciò che succedeva ha deciso di non voltarsi dall’altra parte ma di mantenere fede ad una promessa, fatta proprio ad uno di loro…


Jill Robinson e la supporter Olivia N.
Il suo nome è Jill Robinson, una coraggiosa donna inglese che recatasi in Cina a visitare uno di questi luoghi allora ancora sconosciuti, mentre il proprietario mostrava orgoglioso ai visitatori la preziosa sostanza terapeutica, si allontanò dal gruppo per scendere nel seminterrato, dove immaginava si potessero trovare gli orsi. Una volta abituata alla oscurità lo spettacolo che apparve ai suoi occhi fu agghiacciante: una ventina di orsi imprigionati in strettissime gabbie simili a bare.

"Avevano il corpo pieno di piaghe e un catetere infilzato nell'addome: alcuni, resi pazzi dal dolore, sbattevano il cranio contro le gabbie fino a procurarsi orribili ferite; altri si erano spaccati i denti mordendo il ferro. Dalle sbarre vidi spuntare una zampa gigantesca e, inconsapevole dei rischi che correvo, volli toccarla. Allungai la mano, l'orso me la strinse dolcemente. Allora gli promisi che sarei tornata e che l'avrei salvato."

Da quel giorno, Jill Robinson ha dedicato tutta la sua esistenza al salvataggio degli orsi delle fattorie. Nel 1998 fondò l’associazione Animals Asia Foundation ed ebbe inizio la sua sfida: un lungo e febbrile lavoro di trattative con il governo cinese per documentare la terribile realtà e per far approvare il progetto per il salvataggio e il riscatto di questi orsi attraverso la chiusura definitiva di tutte le fattorie della bile e la riabilitazione degli animali così tremendamente martoriati.

La prima vittoria arriva nel luglio del 2000, dopo sette anni di faticosi negoziati: AAF perviene ad uno storico accordo che prevede di liberare 500 orsi della provincia di Sichuan e di non concedere ulteriori licenze per l’apertura di nuove fattorie.


Orso riabilitato
Dall’ottobre del 2000 sino ad oggi sono 247 gli orsi che sono stati affidati alle cure di AAF, tutti ospitati e riabilitati nel centro di recupero di Chengdou, in Cina, e in quello, di recente inaugurazione, in Vietnam. Questi due centri di recupero sono dotati di aree per la riabilitazione, di bellissime foreste di bambù che riproducono l’habitat naturale, di spazi attrezzati con amache, tronchi per arrampicarsi, percorsi con frutta e miele, tunnel, piscine e tutto ciò che fa sì che gli orsi siano stimolati, progrediscano e soprattutto dimentichino gli orrori subiti.

Il centro di Chengdou è aperto al pubblico ed ai visitatori, tra cui molte scolaresche, a cui vengono trasmessi messaggi educativi sul diritto di tutti gli animali ad una vita naturale, libera e priva di crudeltà

Nulla giustifica ciò che l’uomo sta commettendo nei confronti di questi animali, le torture indicibili alle quali li sottopone, in nome di tradizioni, credenze, ma soprattutto pura avidità. Il lavoro da fare è ancora moltissimo e la strada da percorrere lunga e in salita: l’obiettivo di AAF è salvare tutti i 10.000 orsi ancora imprigionati, fino a che l’ultimo di loro non verrà liberato dalle sbarre e dalla sua atroce agonia. Finché esisteranno fattorie della bile esisterà quindi anche Animals Asia Foundation.

29 Ottobre 2008 - Scrivi un commento
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3 lettori hanno commentato questo articolo:
5/5/10 21:16, JOANA BARAÚNA-BRASIL ha scritto:
Parabenizo a Sra. Jill Robinson pela sua coragem e amor pela vida dos animais. Vivemos em um mundo em que a vida para muitos não tem nenhum significado. Principalmente com os animais. Devemos amar a vida, a natureza, porque são elas que nos fazem crescer moral e espritualmente.
Que o homem tome mais consciência do valor da vida.
Que a luz do Poder Superior abençoe a Sra. JILL ROBINSON
e que continue com esse trabalho que tanto enriquece a vida dos animais e da humanidade que tem sentimento.
Afetuoso abraço.
Saúde, fé, amor e LUZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ
na sua caminhada.
JOANA BARAÚNA-São Paulo,5/5/2010
BRASIL
26/3/09 08:02, Irene ha scritto:
Sono pienamente d'accordo con voi, queste cose non dovrebbero esistere. Alcune iniziative dovrebbero fermarsi nel cervello dell'uomo, e non uscirne mai. Anzi, quando nascono alcune idee sarebbe bene prendere più volte a testate il muro, fino a far morire le cellule malate. Qui il problema è che non si è ancora capito che siamo solo di passaggio, che il mondo non è nostro, ma lo prendiamo in prestito.E siamo tenuti a restituirlo come lo abbiamo trovato, se non meglio. A scuola ci insegnano che bisogna rispettare le cose che non ci appartengono; forse gli insegnanti dovrebbero specificare che la prima tra queste cose è proprio la terra!!! L'uomo ha sempre avuto il potere di distruggere tutto. E' in assoluto la razza animale peggiore, ma purtoppo anche la più forte.
Torture sugli orsi, allevamenti di cuccioli di cani e gatti con l'unico obiettivo di fare pellicce...Bambini che dovrebbero correre e giocare, e invece vengono trasformati in soldati, costretti a sparare ai loro genitori, e violentati... Qualcuno da lassù dovrebbe intervenire e dare una bella lezione a tutti quanti... Ma come può esistere una realtà simile?
Ogni giorno che passa mi vergogno sempre di più di appartenere alla razza uomo.
3/3/09 08:05, Paolo Pescatori ha scritto:
Spero che queste notizie vengano diffuse e gli argomenti trattati in sede istituzionale mondiale, nella speranza di vedere terminate queste pratiche primitive,
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