Legambiente

Sardegna: uno scorretto uso del suolo tra le cause della tragedia

Secondo Legambiente occorre una seria riflessione sulla necessità di prevenire il dissesto idrogeologico in Sardegna come altrove.

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A distanza di meno di dieci anni dalla alluvione che aveva colpito i territori di Capoterra e Assemini, si è ripetuto nel cagliaritano un evento meteorico di particolare intensità durante il quale sono state misurate piogge di portata oraria pari a 80 mm. tali da provocare allagamenti, esondazioni e purtroppo vittime umane.

“Oltre 300 millimetri di pioggia caduti in poche ore sono un evento eccezionale ma non dimentichiamo che con il cambiamento climatico, purtroppo, ci troveremo sempre più spesso di fronte a eventi metereologici estremi e dobbiamo assolutamente evitare che si trasformino sempre in tragedia. Con una maggiore prevenzione e un’adeguata pianificazione del territorio, infatti, si sarebbe potuto evitare che il nubifragio di ieri diventasse una catastrofe”.

Così il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana, ha commentato l’alluvione che ieri ha drammaticamente colpito la Sardegna meridionale.

“Occorre una seria riflessione sulla necessità di prevenire il dissesto idrogeologico in Sardegna – ha aggiunto Tiana - ma soprattutto convincere gli Enti locali ad applicare il piano messo a punto dalla Regione. Purtroppo, infatti, le prescrizioni delle norme di attuazione fatte dalla Regione, con l’approvazione nel 2004 del PAI (Piano d’Assetto Idrogeologico ) sono state percepite spesso solo come vincolo a qualunque attività edificatoria, per cui l’adeguamento è stato eseguito dai Comuni con grande lentezza e in molti casi perfino ignorato. Invece è proprio l’intensa urbanizzazione lungo il reticolo di corsi d’acqua minori intorno a Cagliari ad essere tra le prime cause del dissesto. Mi auguro dunque – ha concluso il presidente di Legambiente Sardegna - una rapida inversione di tendenza da parte degli amministratori perché una corretta e rigorosa pianificazione del territorio è fondamentale per la sicurezza della popolazione”.

“E’ bene ricordare – aggiunge Franco Saba della Segreteria Regionale di Legambiente - che insediamenti sviluppatisi nella litoranea del settore occidentale del Golfo Di Cagliari, siano stati negli anni scorsi aspramente censurati dalle associazioni ambientaliste perché inseriti in un contesto senza tenere debitamente conto del rischio idrogeologico, ossia del rischio di alluvioni ed esondazioni.”

“Eventi similari - conclude Saba - stanno diventando sempre più frequenti nel territorio regionale, ma anche negli altri Paesi mediterranei e dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che i cambiamenti climatici sono una realtà con la quale dobbiamo fare i conti e che ci obbliga a riflettere sulla influenza dei nostri modelli di vita e di sviluppo sui fenomeni complessi e delicati come quelli climatici.”

La scelta di Legambiente di assumere il tema dei cambiamenti climatici come cornice strategica delle attuali campagne di informazione e di lotta risulta quanto mai appropriata e meritevole di sostegno soprattutto alla luce delle posizioni governative che vogliono rimettere in discussione gli obiettivi comuni di riduzione dei gas serra e di risparmio energetico ( i famosi – 20 +20+20 ).

22 Ottobre 2008 - Scrivi un commento
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