L'Urlo

Treni vietati ai cani. E l’Italia va

Trenitalia dichiara guerra a zecche e pulci. Dal 1 ottobre i cani di media e grossa taglia non potranno più salire sui treni. E i disservizi? E i ritardi? E i sette milioni di umani che viaggiano con un cane? Chi vivrà vedrà.

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di Daniel Tarozzi


Siamo sicuri che siano i cani a essere sporchi?
La situazione dei treni in Italia è da sempre disastrosa. Treni sporchi, cari, lenti, ma soprattutto eternamente in ritardo.

Ma finalmente i vertici di Trenitalia, dopo approfondite analisi di mercato e lunghe riflessioni hanno scovato la causa di tutti i problemi del servizio ferroviario italiano: i cani di grossa taglia.

I diabolici quadrupedi, infatti, sarebbero responsabili della presenza di zecche e pulci sulle carrozze dei treni. Non quindi la mancanza di pulizia dei vagoni né l’inciviltà di alcuni “padroni” di cani. E i ritardi? E il servizio scadente? Bazzecole!

Dal primo ottobre, quindi, i treni saranno banditi a tutti gli animali eccedenti i sei chili. Per qualche misterioso motivo i cani piccoli, invece, potranno salire sulle splendenti carrozze ferroviarie, anche se rinchiusi in delle piccole gabbie.

Questi ultimi, comunque, dovranno essere muniti di un certificato del veterinario (rilasciato da meno di un mese) che ne attesti l'assenza di “infestazioni o patologie trasmissibili”. Sono esenti “i piccoli pesci” (ma non quelli grandi? E se ho un pesce rosso di sei chili?). “I cani guida per ciechi continueranno tranquillamente a viaggiare”, specifica l'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano. Evidentemente l’essere utili all’uomo rende questi animali meno sporchi e infettivi. Ma Soprano specifica: “voglio sottolineare che gli animali non pagheranno alcun biglietto. Ma abbiamo in cantiere anche modernissime procedure di disinfestazione, a caldo e a freddo, con certificazione di qualità: saranno impiegate dal 1˚ ottobre. E poi ci affideremo a nuove ditte per i servizi di pulizia, i primi bandi scadranno venerdì prossimo”.

Gli animali non pagheranno nessun biglietto... Meno male! Avevo temuto che pur non potendo salire sul treno dovessero comunque pagarlo!!!


E i cambiamenti climatici? Saranno a prova di zecca?
Al di là delle facili ironie, il problema è grave. Sono sette milioni gli italiani che convivono con un amico peloso. Come faranno a spostarsi se privi di automobile? E le nostre istituzioni, considerando il protocollo di Kyoto (firmato, ma non rispettato), i cambiamenti climatici in atto e gli incidenti stradali sempre presenti, non dovrebbero scoraggiare i cittadini dal prendere l’auto, anziché obbligarli a farlo?

Ancora una volta stupisce l’ottusità e il bigottismo dei vertici di questo paese. Non voglio negare che il problema delle zecche esista. Esiste eccome, così come ci sono cani che aggrediscono bambini, e persone che lasciano espletare i bisogni dei loro amici nei posti più improbabili, ma invece di punire l’inciviltà dei singoli, si finisce sempre per punire l’innocenza dei molti.

Ora devo chiudere il pezzo, perché tra poco mi parte il treno. Aspettate un attimo... cos’è questa voce?

“Annuncio ritardo: vi comunichiamo che Trenitalia ancora una volta ha confermato di essere in ritardo sui tempi di almeno quindici anni. Ci scusiamo per il disservizio”.

23 Settembre 2008 - Scrivi un commento
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