Batterie e accumulatori, ancora pochi giorni per recepire la direttiva europea

Pur essendo trascorsi ormai due anni dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, l’Italia si trova ancora una volta a rincorrere le scadenze. Eppure la direttiva europea imporrebbe novità non di poco conto.

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


Entro il 26 settembre prossimo l’Italia è obbligata a recepire la direttiva europea 2006/66/CE che disciplina le nuove modalità di produzione ma anche di smaltimento di pile e accumulatori e che di fatto abroga la direttiva 91/157/CEE.

Pur essendo trascorsi ormai due anni dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, l’Italia si trova ancora una volta a rincorrere le scadenze e da parte degli uffici del ministero per le politiche comunitarie ci hanno fatto sapere che «stiamo lavorando per rispettare la scadenza» e che probabilmente «sarà predisposto in tempo un decreto legislativo che recepirà la direttiva entro la fine di settembre». In realtà questo significa ovviamente che poi il decreto dovrà percorre tutto il consueto iter amministrativo prima di diventare operativo. Nel frattempo quindi non cambierà nulla e sugli scaffali dei negozi continueremo per un po’ a trovare le stesse batterie, così come resteranno per il momento immutati gli obiettivi di raccolta e smaltimento.

Eppure la direttiva europea imporrebbe novità non di poco conto: stretta sull’uso di sostanze pericolose (come cadmio e mercurio), innalzamento dei target di raccolta differenziata e riciclaggio di quelle divenute rifiuti.

In particolare sarebbe vietata la commercializzazione delle pile e degli accumulatori contenenti più dello 0,0005% di mercurio in peso, ad eccezione delle batterie a bottone con un tenore della medesima sostanza non superiore al 2%. Mentre per le batterie portatili (comprese quelle incorporate negli apparecchi) è imposta la soglia massima di cadmio dello 0,002%. Però tutte queste limitazioni non valgono per i sistemi di emergenza e d’allarme, per gli strumenti medici e per gli utensili elettrici senza fili.

Per le pile giunte a fine vita, le nuove soglie minime di raccolta che l’Italia e gli altri Stati membri dovranno garantire sono: del 25% entro il 26 settembre 2012 e del 45% entro il 26 settembre 2016.

L’Italia sarà anche tenuta a rispettare entro il 26 settembre 2011 le soglie minime di riciclo: per le batterie al piombo/acido, il 65% in peso medio di pile e massimo riciclaggio del contenuto di piombo che sia possibile evitando costi eccessivi; per gli accumulatori al nichel-cadmio il 75% in peso medio di pile e massimo riciclaggio del contenuto di cadmio che sia possibile evitando costi eccessivi e per gli altri rifiuti di pile ed accumulatori, il 50%.

Fonte Greenreport

9 Settembre 2008 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Un Futuro Senza Luce?

Il nostro sistema energetico spreca e disperde nell'atmosfera più energia di quanta ne utilizzi....
Continua...
Salvare l'Ambiente Conviene

Quello di Jacopo Fo è un libro di valide e ragionevoli alternative all’insegna di un duplice...
Continua...
EBooks - Come Evitare la Trappola Nucleare

Anteprima ebook 1987: con un referendum abrogativo gli italiani dicono NO al nucleare.2007: nonostante la...
Continua...
Risparmiare sui Consumi

Risparmiare energia, ridurre i consumi, riciclare correttamente i rifiuti: ecco una guida agile per...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
TERRANAUTA TV
Peak Oil - How Will You Ride the Slide
Altri video su TERRANAUTA TV...
ARTICOLI CORRELATI
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità