L'Urlo

Responsabilità globale: un battito d’ali di farfalla salverà il mondo

I comportamenti ormai sono globalizzati, nessun gesto può essere compiuto senza pensare alle sue conseguenze. Proviamo a partire per le vacanze con una diversa consapevolezza del noi, dell'altro e del pianeta.

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di Daniela Mazzoli


Roma, Via di Torrevecchia: quando scendo in strada e attraverso le strisce con le bottiglie di plastica in una mano e sotto il braccio, e la busta con l’immondizia ordinaria nell’altra, molte delle macchine che con fastidio frenano a un millimetro dal mio corpo mi guardano con occhi un po’ sorpresi un po’ compassionevoli.

Quando, poi, infilo nel contenitore blu le bottiglie una a una si capisce proprio quello che pensano, una specie di vignetta gli si materializza sul cruscotto: sono un’allocca, una che guarda troppa televisione, che si lascia impressionare dai falsi allarmismi sulla storia dell’inquinamento e soprattutto una che crede davvero alla sorte di quei rifiuti separati.

Loro, invece, non hanno tempo né voglia di lavorare al posto del Comune, loro hanno già tanto a cui pensare tra figli, mutuo e bollette. La fatica di vivere diventa lasciapassare per qualsiasi comportamento inferiore alle norme di civile convivenza.

E si cullano nel pensiero, in realtà per niente consolatorio, che tanto alla fine quei rifiuti verranno mischiati di nuovo, in barba a tutto il nostro impegno, e nessuno rispetterà veramente la differenza di destinazione. Il cattivo funzionamento di tante cose in Italia, ma forse si dovrebbe dire di una certa Italia, ha indotto comprensibilmente i cittadini a un comportamento passivo prima, connivente poi rispetto all’etica dei comportamenti e alla sopraffazione altrui.


Dalle file in cassa al supermercato fino al parcheggio riservato agli invalidi l’istinto nazional-popolare è quello di fregare il prossimo, di passare avanti, di superare gli ostacoli abbattendo a gomitate i vicini. Colpa, certo, del fatto che troppe volte e per troppo tempo le irregolarità sono state compiute sotto gli occhi di tutti, registrate come metodo, acquisite come regola.

Un po’ come accade -ovviamente da sempre e ancora per molto tempo- con la questione dei raccomandati. Nessuno, davvero, per quanto finga un iniziale disappunto, si meraviglia ormai di una telefonata fatta a favore di qualcuno o di una parentela che giustifica la presenza di alcuni assunti al posto di qualcun altro.

Siamo serenamente abituati al fatto che le cose vanno in questo modo e non sia possibile invertire la rotta. Non sopravvive in noi la convinzione che un fondo di buonsenso e di giustizia possa averla vinta su tanti banali soprusi. Così, probabilmente, va anche per i piccoli comportamenti quotidiani. Non so se andando in vacanza -quando cioè siamo in un posto dove nessuno ci conosce e probabilmente non torneremo mai più- le cose possano migliorare.


Però, ecologicamente parlando, sarebbe “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, se il tempo di queste ferie lo usassimo per qualche opportuna riflessione sul destino nostro e dei vicini di casa, dei colleghi d’ufficio, dei parenti lontani, dei bambini del sud-est asiatico.

Insomma, con questo tempo a disposizione in più, potremmo permetterci di allargare un po’ la visione del nostro solitamente piccolo mondo e aumentare la consapevolezza che nessun futuro succederà singolarmente. Siamo e saremo sempre legati da un destino comune, in cui le conseguenze eventualmente negative ricadranno su chi non ha responsabilità dirette.

Naturalmente vale anche per il bene compiuto e la correttezza con cui si opera. Quindi modificando ciò che possiamo, intanto noi stessi, daremmo il via a una differenza migliorativa in grado di determinare cose anche molto lontane da noi. Forse gli automobilisti che mi guardano tornare indietro a mani vuote e con aria soddisfatta non lo sanno, ma è la strada sotto le loro finestre che ho liberato dall’odore tossico della spazzatura.

29 Luglio 2008 - Scrivi un commento
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2 lettori hanno commentato questo articolo:
8/8/09 12:31, Sergio BOSCHIAN ha scritto:
Daniela con grande lucidità ed acume ha radiografato il modo di "pensare" e sopratutto di "essere", e questo è già molto più grave, di gran parte di NOI cittadini a cui piano piano nel TEMPO a forza di esempi "negativi" mostrati a qualsiasi livello è maturato il SEME di essere portatori solo di Diritti e non anche di Doveri verso se stessi e gli altri, che ricordo poi in definitiva siamo sempre NOI !!!
In questo modo ogni "non azione" a favore della Qualità della VITA sociale collettiva, ha un suo alibi; perchè devo (!?) farlo IO se non lo fanno sopratutto quelli altri !!!???
Ecco perchè in ognuno di NOI, nessuno escluso, c' è una grande forza inespressa che è pronta a dare i suoi copiosi e "buoni" frutti se solo NOI lo vogliamo; come (!?), con la forza potente e sempre valida dell'ESEMPIO civico ed etico !!!

SDEI
19/3/09 10:06, Bubu ha scritto:
Bene portare le bottiglie di plastica nell'apposita raccolta.
Meglio utilizzare bottiglie in vetro.
Meglio ancora sarebbe ripristinare il vetro a rendere come qualche anno fa.
Arianna Editrice
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