Editoriale

Prestigiacomo ministra dell’ambiente. Scelta coraggiosa o specchietto per le allodole?

Legambiente e WWF salutano positivamente la nuova guida del ministero e festeggiano lo scampato pericolo. L'esistenza del ministero, infatti, era stata messa in discussione. Proviamo ad analizzare la scelta del governo senza pregiudizi.

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di Daniel Tarozzi


Questo giornale non si occupa di politica. Ma la politica si occupa, o almeno dovrebbe occuparsi, dei temi trattati da questo giornale.

Impossibile quindi non commentare in questa sede la scelta della nuovo Ministro dell’Ambiente, che ieri pomeriggio ha giurato di fronte al Presidente del Consiglio: Stefania Prestigiacomo.

La mia prima reazione non è stata positiva. Ho pensato che la ministra non fosse una persona particolarmente competente in materia e che averle affidato quel ministero andasse interpretato come un segnale negativo.

Ma poi mi sono ricordato che fino a pochi giorni prima la stessa esistenza del ministero dell’ambiente era stata messa in discussione.

A questo proposito il WWF Italia, attraverso il suo presidente Enzo Venini ha dichiarato: ” La scelta di mantenere un Ministero dedicato all’Ambiente e alla difesa del territorio da legittimità ad un tema complesso non solo al livello nazionale ma anche per i delicati rapporti e gli improrogabili impegni internazionali, dalla sfida sui cambiamenti climatici alla crisi alimentare legata a filo doppio con la difesa della biodiversità sull’intero pianeta”.

Inoltre, Legambiente ci ha ricordato che la Prestigiacomo è stata una” dei pochi parlamentari del pdl che ha sottoscritto il nostro patto per l’ambiente” e che quindi ”è interessante sottolineare che il nuovo ministro, condividendo quei principi, ritenga che la sfida ecologica sia una grande occasione di crescita, anche economica e sociale del nostro Paese.

In effetti, se alle parole e agli impegni presi durante la campagna elettorale seguiranno i fatti, c’è da tirare un sospiro di sollievo. Il patto che Legambiente aveva proposto a tutti i parlamentari, infatti, prevedeva fra i 13 punti centrali la realizzazione delle infrastrutture utili, l’abbandono definitivo dell’opzione nucleare, la demolizione degli ecomostri, l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale, il rinnovamento dell’economia sfruttando la lotta ai cambiamenti climatici e l’investimento sulla qualità culturale dei territori. La ministra ha sottoscritto 12 punti su 13. Il suo no ha riguardato la questione del nucleare, che il nuovo governo sembra voler portare avanti a tutti i costi.

Legambiente, però, non è sembrata preoccupata da questo no.

”Rispetto alla possibilità di veder nominati ben peggiori personaggi – ha infatti affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – quella del nucleare non era la questione su cui fare il discrimine. Primo perché comunque non è in capo al Ministero dell’Ambiente; secondo perché era scontato che su questo tema, sul quale ovviamente continueremo a dare battaglia, fossimo su fronti diversi; terzo perché in quel comunicato citiamo solo alcune questioni a livello generale. In questo momento, insomma, è per noi più importante vincolare l’individuazione della Prestigiacomo alle tante potenziali positività sulle quali non abbassiamo la guardia e quindi aspettiamo azioni concrete di governo”.

Dal mondo ambientalista, quindi, arrivano giudizi positivi sulla scelta della nuova guida del Ministero.

In effetti, il fatto che sia una donna a dettare la politica ambientale è un fattore positivo. Persino l’ex Ministro Pecoraro Scanio, che proprio in queste ore lascia la carica, ha affermato: “molte volte le donne hanno un’attenzione maggiore all’ambiente. Insomma penso che possa essere un bene”. La Prestigiacomo, inoltre, ha già dimostrato in passato di saper portare avanti anche battaglie fuori dal coro, come fece nel 2001 per le quote rosa. Resta da capire quanto il quarto governo Berlusconi, che in passato ha dato prova di totale disinteresse per le questioni ambientali, saprà rinnovare la propria visione del mondo.

Ricordiamo infatti che nelle precedenti legislature, i vari governi guidati dal Cavaliere si distinsero per il condono edilizio, il tentativo costante di forzare la riapertura della caccia nei periodi in cui era vietata e la progettazione delle “grandi opere” senza alcuna considerazione delle valutazioni di impatto ambientale. Ma soprattutto, quelle legislature si distinsero per il totale disinteresse verso le energie rinnovabili e l’abbattimento degli sprechi energetici.

I continui richiami di questi giorni al Ponte sullo Stretto e al nucleare non fanno ben sperare. Il rischio che quella della Prestigiacomo resti una voce inascoltata, è molto forte.

Le associazioni ambientaliste e tutti i cittadini che hanno a cuore il loro futuro dovranno quindi organizzarsi per proteggere una nuova specie in via di estinzione: la coscienza ambientalista.

La redazione di Terranauta, vigilerà sull’operato della ministra e del suo governo. Chi fa comunicazione ha il dovere di informare i cittadini su quanto sta accadendo intorno a loro. Oggi tutti parlano di ambiente e di ecologia, ma in pochi lo fanno con cognizione di causa.

In Italia, la disinformazione è totale e la coscienza ecologica solo ora comincia faticosamente a diffondersi. Nessun governo, (e la campagna elettorale lo ha dimostrato) adotterà delle politiche veramente innovative in materia di ambiente se non capirà che per i cittadini questa è diventata una priorità.

Oggi ci sono molti modi per influire sulla politica e sull’economia. E quasi tutti riguardano il nostro modo di fare la spesa e di consumare.

L’invito ai nostri lettori è di fare politica ogni giorno, con ogni singolo euro speso, con ogni singola scelta quotidiana. La politica riflette (in negativo) quello che è il nostro paese. Miglioriamo il paese e migliorerà anche la classe politica.

Nel nostro piccolo, cercheremo di continuare a informarvi sulle scelte che ognuno di noi può fare per cambiare davvero questo paese.

Non c’è sicurezza, non c’è benessere, non c’è futuro senza la salvaguardia della nostra casa, del nostro paese, del nostro pianeta.

8 Maggio 2008 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
19/3/09 17:47, dAvide lunella ha scritto:
sono davide lunella ho uno stabilimento balneare in provincia di napoli non vogliono farci apre nella prossima estate perche dicono che che la sabbia e inquinata pero solo per un piccolo tratto come e possibile ? dietri ci sta una volonta politica che non ci vuole far aprire chiedo agliuto alla prestigiacomo per cortesia se potete darmi una mano rispondetemi con un email a gioca1989@hotmail.it vi scongiuro non so a chi rivolgermi
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