L'Urlo

Un mondo alla rovescia. Quando il buon senso diventa "virtù"

Oggi viviamo in un mondo alla rovescia: gli amministratori che svolgono in maniera integra e consapevole il proprio compito sono considerati dei virtuosi, mentre la casta corrotta, sprecona e clientelare è ormai accettata come la normalità. Quello di cui ci sarebbe bisogno è un primo passo che chiarisca nuovamente cosa è giusto e cosa è sbagliato.

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di Francesco Bevilacqua

Contro la casta
Nel nostro Paese la casta corrotta, sprecona e clientelare è ormai accettata come la normalità

Provate a prendere il mondo in cui viviamo oggi, il contesto in cui ci muoviamo quotidianamente – il nostro paese, la sua classe politica, il mondo del lavoro, i mercati, gli stili di consumo, le relazioni sociali, l’educazione scolastica, tutto quanto – e ribaltatelo, come se doveste far cominciare a scorrere la sabbia di una clessidra. Ecco, allora forse in quella condizione, ribaltato, sottosopra, capovolto, si potrebbe avvicinare a quella che dovrebbe essere la normalità. Perché una delle più subdole operazioni che è stata compiuta è proprio quella di alterare la percezione che abbiamo di ciò che ci circonda, di impedirci di distinguere il bene dal male, il giusto dall’errore, il sano dal malato.

È anche una questione banalmente semantica. Faccio un esempio, forse il più chiaro ed evidente che mi possa venire in mente. Per chi non lo sapesse, esiste un’associazione denominata Associazione dei Comuni Virtuosi, che da ormai cinque anni raggruppa le amministrazioni comunali italiane più meritevoli e impegnate in buone pratiche di governo. Sono membri il comune di Avigliana, che ha proposto un PSCL (Piano di Spostamento Casa-Lavoro studiato per ottimizzare la mobilità, soprattutto quella pubblica); il comune di Cassinetta di Lugagnano, che ha approvato un piano regolatore a crescita zero per fermare il consumo del territorio; o ancora il comune di Camigliano che ha varato un progetto di compostaggio domestico denominato Restituiamo alla terra i frutti della terra. Questi sono solo alcuni esempi delle numerose amministrazioni coinvolte in questo progetto. Ma perché chiamarla Associazione dei Comuni Virtuosi? Una delle definizioni che fornisce il dizionario di questo aggettivo è "onesto, che è conforme alla morale". Da ciò dobbiamo quindi dedurre che chi non è virtuoso ha un comportamento immorale e disonesto? Sembra una forzatura, ma è proprio così. Perché realtà amministrative che svolgono in maniera impeccabile la propria attività, che gestiscono il territorio nell’interesse esclusivo dei cittadini, che si rifanno a modelli di sostenibilità e compatibilità ambientale, sociale ed economica non possono rappresentare la normalità? Perché devono essere degli esempi eccezionali che si devono solo alla volenterosa azione dell’Associazione e degli amministratori che ne fanno parte? A ben vedere è proprio così, poiché, per quanto estremamente positive, queste esperienze rappresentano una parte decisamente minoritaria rispetto al mondo politico e amministrativo italiano, generalmente orientato verso pratiche molto meno “virtuose”.

Comuni virtuosi
Ma perché chiamarla Associazione dei Comuni Virtuosi? Una delle definizioni che fornisce il dizionario di questo aggettivo è "onesto, che è conforme alla morale"
Il punto è proprio questo: ci hanno fregato anche con le parole. Per parlare di realtà che dovrebbero costituire la regola dobbiamo ricorrere ad aggettivi come “virtuoso”, “eccezionale”, “innovativo”, se non adoperare un approccio quasi conflittuale. Marco Boschini, ideatore dell’Associazione, ha scritto un interessantissimo libro insieme a Michele Dotti intitolato L’Anticasta, in cui i due autori descrivono queste esperienze amministrative “illuminate”. Sono stati costretti però a usare il prefisso anti- per ribadire l’alterità rispetto a una realtà, quella appunto della casta, che è oggi è purtroppo la componente maggioritaria. Ma proprio tale componente si meriterebbe più di tutti il prefisso anti-: anti-politica, poiché fa di tutto fuorché l’interesse del paese e dei suoi abitanti; anti-economica, perché ci ha trascinato nel bel mezzo della crisi che stiamo vivendo e pagando noi in prima persona; anti-sociale, perché distrugge le relazioni fra le persone riducendole a meri scambi mercantili; anti-locale, perché favorisce l’interesse di soggetti che non appartengono al territorio e sono qui solo per sfruttarlo.

E perché le fonti che forniscono notizie libere e non censurate devono essere considerate di controinformazione? L’informazione dovrebbe essere una sola, né pro né contro, ma obiettiva, seria e integerrima. Provate ad affiancare anche solo uno fra questi tre aggettivi ai maggiori telegiornali e quotidiani italiani e vi scapperà quasi da ridere. La controinformazione sembra qualcosa di clandestino, di abusivo, di reazionario, quando in realtà è l’unico canale che dice le cose come stanno, che si sottrae al controllo condizionante e che non altera la realtà.

Ma non ci rendiamo conto che la cosiddetta normalità dovrebbe essere costituita dalla preservazione delle identità, dal sostegno alle economie del territorio, dall’incentivazione al riciclaggio e al riuso, dalla ricerca di fonti energetiche rinnovabili, dallo studio di politiche urbanistiche a basso impatto ambientale, dalla riscoperta dei legami comunitari, dalla tutela dell’ambiente e della natura? Queste tematiche oggi vengono considerate “virtuose” perché nessun politico le prenderà mai in considerazione ed è più comodo dipingerle come l’eccezione alla regola, come la bella iniziativa di qualche amministratore particolarmente zelante e volenteroso. Quando mai sentirete parlare Fini, Di Pietro o Bersani di picco del petrolio, di piano urbanistico a crescita zero, di chilometro zero? Quando mai i partiti e i parlamentari nazionali – salvo rarissime eccezioni – hanno presentato o presenteranno iniziative volte a tutelare l’economia locale, a limitare l’utilizzo della chimica in agricoltura, a costituire gruppi di acquisto solidale?

Eppure, nonostante ciò che ci dicono durante le conferenze stampa e i grandi congressi, la normale amministrazione è proprio questa. Si tratta di curarsi del benessere del territorio e dei suoi abitanti, né più né meno. Ma siccome oggi non lo fa nessuno, viene presentato come una piacevole eccezione, degna di lode ma pur sempre un surplus rispetto alle incombenze ordinarie. Quando poi queste esperienze virtuose escono dal seminato e vanno a pestare qualche piede che conta, ecco che i sorrisi e i complimenti di circostanza vengono meno in luogo del pugno di ferro, come nel caso del commissariamento del comune di Camigliano, uno dei membri dell’Associazione Comuni Virtuosi che si è distinto maggiormente per l’applicazione di buone pratiche.

È quindi questo il senso del mio sfogo, forse un po’ retorico ma sicuramente molto sentito: ciò che oggi dovrebbe essere la normalità è stato trasformato nell’eccezione e la gente purtroppo si è prontamente adeguata a questa nuova visione. Ciò che invece dovrebbe rappresentare una inaccettabile devianza è la quotidianità. Leggi bavaglio, pieno appoggio a chi perpetra sanguinose violazioni del diritto internazionale, finanziamenti a opere tanto faraoniche quanto assurde, porzioni di territorio regalate a potenze straniere per costruire basi militari, sperpero e appropriazione indebita di denaro pubblico e la lista potrebbe proseguire per molte pagine. Tutti comportamenti che in un mondo “normale” sarebbero illegali, moralmente deprecabili, politicamente inaccettabili, ma che nella nostra Italia costituiscono l’ordinario. Assuefatti alla sostituzione e alla mistificazione dei valori che sono state operate sotto il nostro naso, tuttavia, siamo insensibili a tutto ciò. Il massimo che riusciamo a fare è allontanarci schifati o cambiare canale quando il telegiornale descrive sommessamente l’ennesimo scandalo politico, licenziamento di massa o nuova falsa promessa di ripresa economica.

È per questo che è fondamentale non solo agire e supportare le iniziative brevemente descritte in precedenza, ma anche e soprattutto svegliarci dal torpore in cui siamo caduti, comprendere che quello che ci spacciano per normalità è un’intollerabile aberrazione, rivoltare il paradigma che ci è stato imposto, rovesciare il mondo e capire che quelli che stanno camminando sul soffitto non siamo noi, ma loro.

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23 Giugno 2010 - Scrivi un commento
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2 lettori hanno commentato questo articolo:
23/6/10 10:46, IlFluoroètossico ha scritto:
E non parliamo poi degli strumenti del sistema corrotto. Primo di tutti la psichiatria.
Ho un amico che è stato rinchiuso in psichiatria semplicemente perchè non seguiva il modello del sistema.
Nella società dei pazzi, i pochi lucidi diventano i pazzi.
Siamo prigionieri signori miei! Prigionieri! Poichè coloro che non si abbassano ai livelli del sistema corrotto vengono perseguitati.
E quante storie conosco di persone che per via della loro sincerità d'animo o semplice rifiuto verso la malvagità di questo sistema corrotto sono stati assaliti e perseguitati, e nessuno li difende. Perchè il sistema stesso non ha a cuore l'essere umano, ma semplicemente il profitto personale, ed ogni persona diventa schiava.
Ditemi cosa può fare una persona quando si trova da sola imprigionata con la forza e nessuno la difenda perchè la legge chiaramente è un semplicemente un altro strumento del sistema corrotto, non fatto per aiutare le persone, ma bensì per schiavizzarle. L'unica legge che esiste in questo mondo è quella di Dio, troppe persone se lo sono scordato, siamo ad un momento cruciale nella storia dell'umanità.
Siamo al limite, c'è troppa feccia e troppo odio nel mondo, siamo vicini al giudizio finale, e per me è così chiaro che lo posso vedere ad occhi aperti. Ma vedo che siamo rimasti in pochi a vedere le cose chiaramente in questo mondo, chiedo solo a tutti gli altri che hanno questo sentimento profondo come me di riunirsi, riniuniamoci prima della fine, prima del crollo di questo obsoleto sistema, per costruire un futuro e per far sì che la corruzione venga sanata, bisogna combattere per sanare la corruzione e per distruggere questo sistema di soprusi e violenze. Perchè il giorno è vicino, non fatevi ingannare dalle ridicolizzazioni dei programmi televisivi, nel 2012 succederà qualcosa di catastrofico e da quella data in poi vi saranno cataclismi e cambiamenti che sconvolgeranno il mondo per come lo si conosce ora.
Vi prego di contattarmi questo sentimento comune.
23/6/10 10:28, IlFluoroètossico ha scritto:
E non parliamo poi degli strumenti del sistema corrotto. Primo di tutti la psichiatria.
Ho un amico che è stato rinchiuso in psichiatria semplicemente perchè non seguiva il modello del sistema.
Nella società dei pazzi, i pochi lucidi diventano i pazzi.
Siamo prigionieri signori miei! Prigionieri! Poichè coloro che non si abbassano ai livelli del sistema corrotto vengono perseguitati.
E quante storie conosco di persone che per via della loro sincerità d'animo o semplice rifiuto verso la malvagità di questo sistema corrotto sono stati assaliti e perseguitati, e nessuno li difende. Perchè il sistema stesso non ha a cuore l'essere umano, ma semplicemente il profitto personale, ed ogni persona diventa schiava.
Ditemi cosa può fare una persona quando si trova da sola imprigionata con la forza e nessuno la difenda perchè la legge chiaramente è un semplicemente un altro strumento del sistema corrotto, non fatto per aiutare le persone, ma bensì per schiavizzarle. L'unica legge che esiste in questo mondo è quella di Dio, troppe persone se lo sono scordato, siamo ad un momento cruciale nella storia dell'umanità.
Siamo al limite.
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