CO2: la molecola che controlla il clima

Cassandra cercò di avvertire i suoi concittadini troiani del pericolo che la città correva, ma non fu creduta. È una cosa che si verifica comunemente anche oggi quando qualcuno cerca di avvertirci di qualche verità scomoda, per esempio l'esaurimento delle risorse o il riscaldamento globale. Fattore determinante di quest'ultimo processo è la presenza di CO2 nell'atmosfera. Ma sulla famosa molecola si fa ancora tanta confusione.

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di Ugo Bardi

molecola co2
La molecola di CO2 nella versione sorridente. Immagine tratta da Watt's up with that
È curioso quanta confusione si faccia sul ruolo del biossido di carbonio (CO2) nel determinare il clima terrestre. C'è chi non ci crede proprio, chi dice che questo ruolo è sovrastimato, chi accusa i climatologi di essersi fissati sul "solo CO2" e di trascurare tutto il resto, chi dice che l'atmosfera è già satura di CO2 e chi nota che il CO2 è utile per le piante e quindi più ce n'è, meglio è.

Forse allora è bene ricominciare dall'inizio e notare che non stiamo parlando soltanto di modelli, ma anche di dati sperimentali che hanno una lunga storia. Solo il fatto che esistesse una molecola di biossido di carbonio è una cosa relativamente recente. Fu scoperta nel 1600 da Van Helmont che, all'epoca, la chiamò "gas di legna". Ci volle molto tempo per capire il ruolo della CO2 nella chimica delle piante, mentre i primi esperimenti di assorbimento della luce solare da parte dei vari gas atmosferici furono fatti dall'Irlandese John Tyndall nel 1859. Già a quei tempi, Tyndall si rendeva benissimo conto degli effetti riscaldanti dei vari gas serra. Prima di Tyndall, ci aveva speculato sopra Joseph Fourier (quello della serie di Fourier), ma senza avere dati sperimentali.

Dopo il lavoro di Fourier e Tyndall, toccò a Svante Arrhenius in un lavoro del 1896 in cui sistematizzò l'effetto del CO2 in una teoria che è tuttora perfettamente compatibile con quelle moderne. Arrhenius aveva già capito che l'effetto del CO2 non è lineare con la concentrazione e aveva proposto la legge logaritmica che si usa ancora oggi. Aveva anche fatto qualche calcolo approssimato sulla quantità di CO2 emessa dall'attività umana e concluso che non ci sarebbero stati problemi. Ahimé, questa conclusione era valida solo per le piccole emissioni dei suoi tempi.

Dopo Arrhenius, la questione dell'effetto del CO2 sull'atmosfera è rimasta più o meno dormiente per diversi decenni. Mancavano dati e mancava anche una comprensione dettagliata dei meccanismi di riscaldamento dell'atmosfera. Solo negli anni '30 si è cominciato a notare sia l'aumento della concentrazione di CO2 come della temperatura globale. Il primo ad accorgersene è stato Guy Stewart Callendar che aveva già ipotizzato l'esistenza di una correlazione fra le due cose. Ma si è dovuto aspettare il 1952 per i primi modelli fisici di Lewis Kaplan. Poi, negli anni '60, è stato il turno di Roger Revelle (figura simile al maestro di Al Gore nel film "Una scomoda verità”). Con Revelle è cominciata la moderna climatologia e da allora le conferme sperimentali e teoriche si sono accumulate al punto che l'effetto fondamentale del CO2 sul clima è diventato una cosa ovvia per chiunque sappia qualcosa dell'argomento.

molecola co2
La molecola di CO2 nella versione triste a indicare che il CO2 è essenziale per la vita ma può anche fare grossi danni. Immagine tratta da Watt's up with that
Rimane, tuttavia, una pervicace opposizione al concetto che il CO2 di origine umana abbia un effetto importante sul clima. È un'opposizione sostanzialmente ideologica che però tende a riciclare argomentazioni scientifiche già usate ai suoi tempi contro l'interpretazione di Arrhenius. Ci vorrebbero parecchie pagine per demolire questi argomenti. Comunque, li ha già demoliti egregiamente Stefano Caserini con il suo libro A qualcuno piace caldo che consiglio a quelli che sono genuinamente curiosi di sapere come stanno le cose ma che rimangono perplessi di fronte alle bordate anti-scientifiche che si leggono su internet.

Tuttavia, vorrei spiegare una cosa che non appare sempre chiarissima nel dibattito: come mai diamo tanta importanza al CO2, apparentemente trascurando tutti gli altri gas serra? In effetti, ci sono molti gas serra (o climalteranti). Secondo i dati di un articolo di Kiehl e Trenberth (1996) il contributo del CO2 è certamente importante nel budget energetico dell'atmosfera - nettamente più importante di gas come il metano, l'ozono e altri. Ma il contributo del CO2 è solo al secondo posto - circa il 25% del totale. Quello del vapore acqueo è più del doppio; il 60% in una giornata senza nuvole.

Come mai allora si da tanta importanza al solo CO2? Non sarà veramente un complotto dei climatologi? Eh, beh, ci sono qui un paio di punti cruciali del quale bisogna ricordarsi. Il primo è il tempo di residenza dei vari gas nell'atmosfera.

La faccenda del tempo di residenza del CO2 va un po' spiegata. Ci sono vari effetti che possono rimuovere il CO2 dall'atmosfera. Ce ne sono alcuni che hanno scale di tempi di qualche anno, per esempio il ciclo biologico della fotosintesi e quello del discioglimento del CO2 alla superficie degli oceani. Altri cicli che coinvolgono il CO2 hanno scale dei secoli o millenni, ma nessuno di questi rimuove definitivamente il CO2 dal sistema. Per esempio il CO2 si dissolve in parte nelle acque profonde dell'oceano, ma questo si può saturare. Il ciclo che veramente rimuove in modo definitivo il CO2 dall'ecosfera è il ciclo "lungo", ovvero il lento processo di erosione dei silicati che a lungo termine trasporta il carbonio a grandi profondità nel "mantello" terrestre. Da lì, il CO2 viene poi riemesso dai vulcani. È un ciclo lunghissimo che dura centinaia di migliaia di anni, o forse anche milioni di anni.

Allora, è chiaro che il CO2 che immettiamo oggi nell'atmosfera rischia di rimanere lì per millenni o forse anche per milioni di anni. Qui sta la differenza con il vapore acqueo. Il vapore acqueo è un gas serra ma non è quello che si chiama una "forzante climatica." Anche se buttassimo nell'atmosfera una quantità di vapore acqueo tale da raddoppiarne la concentrazione, l'eccesso sarebbe eliminato per condensazione e ritornerebbe negli oceani in poche settimane.

cassadra Max Klinger
È curioso quanta confusione si faccia sul ruolo del biossido di carbonio (CO2) nel determinare il clima terrestre
E non finisce qui: il CO2 ha anche la caratteristica di avere un "feedback negativo" ovvero un effetto stabilizzante sulle temperature. Il ciclo "lungo" del carbonio dipende dalla velocità di erosione dei silicati. Più è caldo, più i silicati si erodono rapidamente e quindi riducono la concentrazione di CO2 nell'atmosfera, raffreddando il pianeta. Se il clima si raffredda, allora succede il contrario. Quindi, l'effetto tende a mantenere stabile la temperatura. Il vapore acqueo non ha un feedback negativo del genere.

A questo punto, credo che avrete capito perché il CO2 è tanto importante. Oltre a essere fondamentale per la vita, è la molecola che controlla il clima terrestre e che lo ha controllato per miliardi di anni.

È tanto importante che meriterebbe un nome più descrittivo di quello della sua formula chimica (biossido di carbonio). Dopotutto, non diciamo "ossido di di-idrogeno" per l'acqua. Chissà, forse potremmo ritirar fuori il vecchio nome di "flogisto" che, infondo, era il nome dato alla sostanza emessa dai corpi che bruciavano. E quando brucia una sostanza organica, si emette CO2. Ma è poco probabile che l'idea prenda piede e comunque non è importante il nome. L'importante è rendersi conto di quello che succede e che troppo CO2 nell'atmosfera non è una buona cosa.

Articolo tratto da http://ugobardi.blogspot.com/

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21 Giugno 2010 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
1/7/10 10:17, PIERO IANNELLII ha scritto:
LA BUFALA DEL RISCALDAMENTO, la follia della CO2.
NON NE POSSIAMO PIU'!

Queste le ultime "REALI" notizie in proposito di CO2:

Professor Don J. Easterbrook, emerito Geologo presso la Western Washington University.

Approfonditi studi climatici, realizzati attraverso dei carotaggi nel ghiaccio effettuati tra la Groenlandia e l’Antartico, hanno evidenziato ciò che in tanti sapevano già: un’alternanza climatica che vede alternarsi, nel corso di migliaia e migliaia d’anni, periodi freddi e periodi caldi.

Secondo lo studio non emerge correlazione alcuna tra la quantità di anidride carbonica in atmosfera e il riscaldamento globale.

Appare invece evidente un collegamento coi cicli solari, le macchie solari e l’attività solare in genere. Le piccole ere glaciali ebbero, sempre secondo il Geologo, un unico fattore scatenante: il minimo solare.

http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=15&ved=0CF4QFjAO&url=http%3A%2F%2Fwww.meteogiornale.it%2Fnotizia%2F18255-1-cambiamenti-climatici-riscaldamento-globale-o-piccola-era-glaciale&ei=el8sTN3oKN_fsAaW6MCpAg&usg=AFQjCNGZ02rFDnmAIQqu0ktXNmDus8F_YA&sig2=BkMK2x2oPAZyv7FAvEAyjA

Ma al riguardo per chi volesse approfondire:
http://www.wikio.it/article/riscaldamento-globale-effetto-serra-provocato-truffa-197551755

DUNQUE. NIENTE RISCALDAMENTO.

NIENTE CO2'.. da incriminare.
E allora queste diatribe sulla “RIDUZIONE” della co2 a cosa servono?

Se la "bugia" del riscaldamento è il "crimine".. quale sarà il "MOVENTE"?

Da evidenziare è il costo delle fantomatiche rinnovabili, della truffa che si stà perpretando fra l’indifferenza generale, grazie al "conto energia".

http://www.wikio.it/article/fotovoltaico-eolico-eccovi-energie-alternative-195814820#news195814820

Vengo al dunque.

L’energia costa "6" cent. il kW.
Ma la pagiamo "48" cent se proviene dal fotovoltaico o eolico.
Più ulteriori cospiqui finanziamenti "pubblici", per la stessa realizzazione degli impianti.

Si giustifica tale delirio in funzione della riduzione dell’emissione della co2.

Ma se l’effetto serra “NON” esiste.. questi sperperi a cosa servono?

A finanziare “associazioni” …e aziende "RINNOVABILI"?
A vendere e comprare "FUMO", CO2, peraltro trasparente?

Un esempio “CHIARIFICATORE”?
Al nome di Al Gore si associano nomi di aziende dai nomi altisonanti come la Chicago Carbon Exchange (CCX)

Ci si fanno i “DINDINI” con il “RISCALDAMENTO GLOBALE”?
Una allegra brigata di ambientalisti ed ecologisti ma, soprattutto, finanzieri d’assalto..venditori di CO2'

Ma torniamo nella nostra povera psico-eco-Italia.

Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno( anche personale) dei prossimi decenni. Centinaia di milioni di euro.

La parola magica è Carbon Credit.

I certificati di credito di emissione di CO2 un patrimonio enorme che i parchi possono vendere dopo averli acquisiti come conseguenza della piantumazione di alberi.

Personaggi ed interpreti di questo grande affare:

- La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit Internazionali . ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)

- Legambiente è propietaria del 10% delle azioni di Sorgenia (Presidente onorario di legambiente Ermete Realacci , Alcuni membri della segreteria nazionale .Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggi

- Legambiente e Sorgenia insieme a tutte le industrie del settore energetico alternativo( e non) sono riunite in una “non profit” che si chiama Kyoto Club. (presidente Massimo Orlandi – Vicepresidente Ermete Realacci, Direttore Kyoto club service Mario Gamberale )

- Ermete Realacci e Duccio Bianchi posseggono il 25% della società s.r.l. Ambiente Italia Ricerche e servizi in Campo Energetico. (CCIAA Milano –REA 145656)

- Legambiente , Legambiente Lombardia, Kyoto Club e Ambiente Italia sono comproprietari della società s,.r .l. Azzero CO2 (CCIAA Roma REA 1137033) specializzata in compravendita di Carbon Credit.( Amministratore delegato Mario Gamberale Vicepresidente Antonio Ferro, consiglieri Duccio bianchi; Andrea Poggio, Edoardo Zanchini,)

- Kyoto club e Federparchi fondano la onlus Parchi per Kyoto con il supporto tecnico di Azzero Co2. (Presidente Matteo Fusilli, Vice Presidente Massimo Orlandi, Consigliere Mario Gamberale, direttore comunicazione Antonio ferro)

L’attenta lettura di quanto esposto porta a tre considerazioni:

1″.Il controllo di Federparchi garantisce la prosecuzione e la gestione negli anni di progetti di piantumazione in tutti i parchi e le aree protette Italiane.

2″.Ermete Realacci, Ministro ombra del PD , Componente della Commissione Parlamentare Ambiente , Presidente Onorario di Legambiente, Presidente di Symbola, Vicepresidente di Kyoto Club, comproprietario di ambiente Italia e Azzero Co2 è titolare di un enorme e vergognoso conflitto di interessi.

3″. Legambiente non può più definirsi una associazione ambientalista.

Il resto potrete leggerlo qui, esposto in maniera più dettagliata.

http://www.wikio.it/article/cambiamenti-climatici-effetto-serra-bufala-internazionali-199322511#news199322511

Cordialmente.

Piero Iannelli
pieroiannelli@gmail.com
N.Cell.: 3398513962
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