Deforestazione: Terra! invita gli imprenditori italiani a boicottare APP

Una strana campagna firmata Pigna: "compra la carta e distruggi le foreste secolari". Una beffa che lancia l'allarme sulle imprese italiane che ancora hanno legami commerciali con il colosso cartario APP. L'associazione Terra! presenta il nuovo rapporto sulle attività forestali distruttive del colosso indonesiano e invita al boicottaggio gli imprenditori del nostro paese.

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A Roma, Piazza Venezia, è stato issato un finto striscione pubblicitario delle Cartiere Paolo Pigna che invitava alla deforestazione
Questa mattina nel cuore di Roma, a Piazza Venezia, è stato issato un finto striscione pubblicitario delle Cartiere Paolo Pigna. Il gigantesco striscione, di circa 200 metri quadrati, recitava: "Per deforestare abbiamo carta bianca: le cartiere Pigna contribuiscono ogni giorno alla distruzione delle foreste secolari". Una beffa che ha portato a galla l'ipotesi dell'associazione Terra! che anche le Cartiere Pigna acquistino prodotti dal famoso colosso cartario APP, noto per le politiche altamente distruttive nei confronti degli ecosistemi forestali.

"Il gruppo APP è un attore di spicco della drammatica conversione delle foreste torbiere in piantagioni - ha spiegato Sergio Baffoni, di Terra! - Chi acquista i suoi prodotti, diventa involontario complice della distruzione in corso nelle foreste indonesiane".

La APP vanta di avere la certificazione PEFC, ma dall'inizio delle sue operazioni, nel 1984, questo gruppo industriale ha trasformato in carta un milione di ettari di foreste pluviali nella sola isola di Sumatra, senza risparmiare aree ricche di carbonio con gravi conseguenze sul clima globale. L'azienda è divenuta il principale gruppo cartario indonesiano, ha esteso la propria area di attività al Borneo, e progetta di abbattere le foreste in Papua.

Come mostrano fonti di Terra!, la APP si appresta a conquistare il mercato italiano ed europeo. L'Italia infatti è il principale acquirente europeo di carta indonesiana, con importazioni che superano le 77.000 tonnellate tra carta, cartone, cellulosa, per un valore di oltre 40 milioni di euro. Nel 2009 editori, tipografie e rivenditori italiani di carta, ne hanno acquistata oltre 40.000 tonnellate soltanto dalle cartiere indonesiane del gruppo APP. Fonti di Terra! Hanno scoperto che anche le Cartiere Paolo Pigna acquistano prodotti da imprese del gruppo APP per diverse migliaia di euro.

"Che senso ha per le Cartiere Pigna vantare una certificazione prestigiosa come il Forest Stewardship Council quando si acquistano prodotti da un'impresa screditata come la APP? - ha concluso Baffoni -. Il FSC ha rifiutato di certificare la APP perché notoriamente associata a pratiche forestali distruttive. In questo modo si favorisce l'espansione sul mercato italiano dei prodotti della APP, che rischiano di mettere fuori gioco la produzione cartaria nazionale proprio in un momento di crisi, e si incoraggia la APP ad espandere ulteriormente le proprie pratiche distruttive in Indonesia, ai danni delle residue foreste pluviali e delle comunità che vi abitano".

Numerose imprese in tutto il mondo hanno già interrotto ogni legame con la APP, a causa delle sue pratiche distruttive, da Gucci, a Versace, a Ferragamo.

Ora, Terra! chiede alle imprese italiane di evitare ogni legame commerciale con la APP e le sue consociate, fino a quando non cesseranno definitivamente la conversione delle foreste naturali in piantagioni.

La conversione in piantagioni per l'industria cartaria è tra le prime cause della distruzione delle foreste pluviali torbiere dell'Indonesia e una minaccia per il clima globale. Quando vengono abbattute e drenate, la torba si decompone e fino a 300 tonnellate di carbonio per ettaro tornano in atmosfera, tanto che l'Indonesia è diventata il terzo paese per emissioni dopo Stati Uniti e Cina.

(Fonte: Salvaleforeste.it-Osservatorio sulle Foreste)

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10 Maggio 2010 - Scrivi un commento
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4 lettori hanno commentato questo articolo:
14/5/10 03:48, Cristina Nuvolari ha scritto:
Se le Cartiere Pigna sono sinonimo di eccellenza come scritto nel post, perche' invece di spiegare chiaramente da dove proviene la carta da loro utilizzata non fanno altro che diffidare e minacciare di azioni penali una Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilita' Sociale) che non ha fatto altro che porre l'attenzione su un problema grave?
Pigna dica chiaramente che non ha mai comperato e mai comprera' carta di origine distruttiva proveniente da APP o Indonesia, cosi' otterra' la mia stima, non paventando azioni legali e risarcimenti danni verso chi punta il dito verso un problema.
Ho l'impressione che ogni giorno che passa l'italia stia diventando un paese dove e' vietato esprimere le proprie opinioni, specie se contrarie a determinati gruppi economici o di potere.
11/5/10 12:39, Cartiere Paolo Pigna S.p.A. ha scritto:
Spettabile TERRA! Onlus, ci riferiamo alla Vs. incredibile iniziativa di ieri 10 c.m. di affiggere abusivamente sulla facciata di Palazzo Venezia, in Piazza Venezia, a Roma, un gigantesco striscione recante una falsa campagna pubblicitaria attribuita fraudolentemente alla ns. società, con contraffazione del nostro marchio, da Voi realizzata accusando la Cartiere Paolo Pigna di contribuire “ogni giorno alla distruzione delle foreste secolari”. Premesso che la Cartiere Paolo Pigna è un’azienda storica nel panorama cartario italiano, ove è sinonimo di eccellenza, e che il suo marchio è uno dei più affermati e popolari, specie presso il mondo della scuola e dei giovani, non possiamo che definire irresponsabile e illecito il Vostro gesto, il cui obiettivo appare quello di danneggiare la nostra azienda sul piano mediatico e della reputazione morale e commerciale. L’addebito da Voi rivoltoci con modalità tanto eccentriche quanto clamorose, finalizzate appunto alla più ampia risonanza giornalistica, è privo di qualsiasi motivazione e fondamento, risultando un puro atto di gratuita violenza. Vi diffidiamo pertanto, formalmente, dal persistere in tale iniziativa o reiterarla in qualsiasi forma, avvertendoVi che comunque, fin d’ora, Vi riteniamo responsabili dei gravissimi danni provocati con i Vostri atti alla nostra azienda e a quanti in essa e per essa lavorano. In ogni caso ci rivolgeremo anche al magistrato penale per la tutela dei nostri diritti da Voi ingiustamente lesi. Distinti saluti.
CARTIERE PAOLO PIGNA S.p.A
11/5/10 07:09, Cartiere Paolo Pigna S.p.A. ha scritto:
Informiamo che le Cartiere Paolo Pigna S.p.A. hanno dato mandato al proprio ufficio legale per denunciare, in sede civile e penale, l’associazione Terra! nonchè per richiedere un congruo risarcimento danni proporzionato alla diffusione e alla notorietà del marchio Pigna.
Cartiere Paolo Pigna S.p.A.
11/5/10 04:06, Antonio Brunori ha scritto:
“Terra” e la campagna contro la APP: che c’entra il PEFC?

In una recente dichiarazione di Sergio Baffoni di Terra! si associa la certificazione di catena di custodia PEFC della APP - Asia Pulp & Paper (Industria cartaria indonesiana) - alle distruzioni delle foreste in Indonesia e Sumatra.
Senza entrare nel merito della deforestazione in questa parte dell’Asia e del presunto coinvolgimento dell’industria indonesiana, con questo comunicato si vuol far aprire gli occhi sul modo di fare informazione sui temi delle foreste e delle relative certificazioni.
Con l’ennesima dimostrazione di finta ignoranza e di sfacciata malafede, Sergio Baffoni, dopo aver dichiarato che “Il gruppo APP è un attore di spicco della drammatica conversione delle foreste torbiere in piantagioni”, afferma che la “APP vanta di avere la certificazione PEFC”. Ovviamente tralascia l’informazione che la certificazione PEFC è relativa solo alle cartiere APP che acquistano cellulosa (quella si certificata) da boschi del Cile e della Scandinavia. Questo perché in Indonesia, Sumatra, Borneo e Papua non esiste lo schema di certificazione delle foreste PEFC, ma solo quella dello schema FSC, dove infatti alcune foreste della APP fino all’ottobre 2007 erano certificate FSC (informazione data solo per trasparenza di cronaca e di corretto inquadramento della situazione, non per danneggiare lo schema antagonista, sostenuto, tra gli altri, da “Terra!”).
Come in altre occasioni, il modo di usare l’informazione in questa maniera superficiale mira esclusivamente a danneggiare e non a denunciare, facendo perdere di credibilità a tutto il sistema e a centinaia di persone che lavorano seriamente, controllando le fonti e documentandosi prima di rilasciare certe dichiarazioni.
Antonio Brunori, segretario del PEFC Italia
info@pefc.it
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