Sardegna, i tentacoli della Mafia sull'eolico

Gli splendidi paesaggi della Sardegna, amati e declamati da poeti e cantanti, sono stati invasi da qualche anno da un numero sempre crescente di parchi eolici, favoriti nel nascere dall'assenza di un piano paesaggistico adeguato. Dietro questo nuovo business si celano i tentacoli lunghi della Mafia.

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di Andrea Degl'Innocenti

sardegna paesaggi bellezza
«La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi...». Fabrizio De André.
«La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso». Fabrizio De André.

La terra dei nuraghi e dei sughereti, del mare cristallino e della sabbia bianca, della pastorizia, delle alture brulle del Gennargentu. Amata da poeti, scrittori e cantanti. La terra dei venti. Ma il maestrale e lo scirocco, che da secoli spazzano gli altopiani sardi torcendo gli ulivi e modellando le rocce, si sono fatti portatori di cattive nuove.

Hanno condotto fin sull'isola i lunghi filamenti della malavita organizzata e dell'imprenditoria senza scrupoli, intrecciandoli poi in una fitta trama, e intricata, che ha al centro un unico business: quello dell'energia eolica. Dai primi del 2000 una selva di pale eoliche si è fatta strada su spiagge e altopiani, rimpiazzando sughereti e pascoli, stravolgendo irrimediabilmente il paesaggio.

Dietro un intreccio di affari e malaffari che un'inchiesta di Fabrizio Gatti sull'Espresso ha cercato di portare alla luce. È doveroso, innanzitutto, farsi una domanda preliminare: perché proprio in Sardegna, regione finora immune ai traffici mafiosi? Per due motivi fondamentali. I venti che ne spazzano il territorio durante tutto l'anno e l'assenza di un piano urbanistico regionale a tutela del suo patrimonio ambientale – per la cui mancata approvazione l'ex-Presidente della Regione Renato Soru fu costretto a dimettersi.

Ed ecco che srotolando man mano i fili intrecciati emerge una realtà inquietante di appalti pubblici e corruzione, in cui politici vanno a braccetto con piccoli e grandi imprenditori, i quali a loro volta vengono finanziati da capi-clan mafiosi, e i soldi sporchi vanno a finire in foreste di pali eolici.

Un primo caso riguarda una rete di persone che – secondo la Procura di Roma che sta indagando sul caso – riunitasi in una sorta di comitato d'affari, avrebbero messo le mani sugli appalti pubblici per l'energia eolica in Sardegna.

Gatti, nella sua inchiesta fa anche nomi e cognomi. Flavio Carboni, "noto faccendiere italiano", apparentemente coinvolto in casi molto ambigui della storia d'Italia, come l'omicidio di Roberto Calvi – assieme al boss di Cosa Nostra Pippo Calò – e la bancarotta del Banco Ambrosiano. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, ultimo indagato dalla Procura della Repubblica di Roma – e il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario da lui presieduto, perquisito il 4 maggio.

eolico spiagge paesaggio
Dai primi del 2000 una selva di pale eoliche si è fatta strada su spiagge e altopiani, rimpiazzando sughereti e pascoli, stravolgendo irrimediabilmente il paesaggio
Il costruttore Arcangelo Martino, ex assessore socialista al Comune di Napoli. Pinello Cossu, ex assessore ai Servizi sociali della provincia di Cagliari (Udc). Il direttore generale dell'Arpa (Agenzia regionale sarda per la protezione dell'ambiente) Ignazio Farris. Un magistrato tributario, Pasquale Lombardi.

Queste persone, il cui elenco è destinato ad allungarsi col procedere delle indagini, hanno gestito – secondo gli inquirenti – l'affare degli appalti in cui confluivano soldi di imprese e soldi dei clan per la costruzione del mega parco eolico della zona industriale di Cagliari.

Ma non finisce qui. Basta spostarci nella provincia di Ogliastra per trovare l'altopiano di Ulassai ricoperto di pali bianchi (ben 48, saranno 96 a fine lavori). La proprietà dell'impianto è di Sardeolica, una società del gruppo Saras dei fratelli Moratti. Ma ad iniziare il progetto è stato l'imprenditore Luigi Franzinelli, attualmente in carcere con l'accusa di corruzione aggravata e legami con Cosa Nostra, che ha in seguito ceduto la propria società alla Sardeolica, diventandone per un periodo amministratore delegato.

Insomma sembra che ovunque ci si giri nella selva di pale eoliche conficcate sul suolo sardo, ci segua l'ombra lunga della mafia e della corruzione. Sono gli stessi soldi sporchi che finanziano abusi edilizi, traffici di rifiuti tossici, cementificazione selvaggia, a finire nel turbine miracoloso delle energie rinnovabili.

energia nucleare
In mano alle persone sbagliate, persino un'energia pulita, innocua, come quella eolica, è riuscita a deturpare paesaggi. Figurarsi cosa potrebbe succedere con l'energia nucleare
La stessa mentalità, le stesse facce. Le stesse persone che cambiatesi d'abito diventano improvvisamente alfieri dell'ambiente.

Ma rispettare l'ambiente non vuol dire solo non inquinare, significa curarlo, guarirlo. E così come non si può affidare la cura di un malato a chi ha cercato un istante prima di avvelenarlo, non ha senso cedere la nostra bella terra a chi l'ha deturpata, pugnalata, umiliata. Non può esistere in ciò alcuna politica del “male minore”, del tapparsi naso ed occhi pur di garantire un adeguato sviluppo alle energie rinnovabili.

In mano alle persone sbagliate, persino un'energia pulita, innocua, come quella eolica, è riuscita a deturpare paesaggi rovinare per sempre coste ed altipiani bellissimi. Figurarsi cosa potrebbe succedere se le stesse persone gestissero qualcosa di ben più pericoloso come, che so, l'energia nucleare.

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6 Maggio 2010 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
8/5/10 15:36, Ogliastrino ha scritto:
Replica del Sindaco di Ulassai e di tutta la popolazione all'articolo Vento di Mafia
http://web.tiscali.it/comunediulassai/
prima entrate nel nuovo sito poi cercate il link (vento di mafia?) in basso a destra è tutto da leggere interessante.
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