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Pesticidi: a Treviso incremento del 20%

In provincia di Treviso i dati ARPAV relativi all'uso di pesticidi confermano che l'incremento registrato solo nel 2008 è stato pari al 20 per cento. Un dato preoccupante che arriva nonostante siano ormai note a tutti le conseguenze che questi prodotti possono avere non solo sull'ambiente ma anche sull'organismo umano: dalla perdita di memoria, alla depressione, all’insonnia e alla perdita della fertilità.

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Nella provincia di Treviso nel 2008 c'è stato un aumento dell'uso di pesticidi pari al 20%
Finalmente, dopo aver chiesto l’intervento del Difensore Civico Regionale ed in ritardo di un anno, ci sono pervenuti i dati rilevati dall’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e protezione Ambientale del Veneto, ndr) relativi alla vendita dei pesticidi, utilizzati soprattutto per la viticoltura del prosecco.

Come era ampiamente previsto, a partire dal trend di vendita degli anni precedenti e dall'aumento consistente delle nuove superfici vietate vicino alle strade e alle case - e non ancora regolamentate dal tanto strombazzato nuovo regolamento di polizia rurale della zona del prosecco - nel 2008 si è registrato un incremento significativo.

Nella Provincia di Treviso, dai 3 milioni e centomila Kg. del 2007 si è passati a 3 milioni e 700 mila kg nel 2008 con un incremento del 20 %.

Il famigerato “mancozeb” (classificato dalla UE interferente endocrino ma utilizzabile fino al 2015) mantiene il suo primato fra i fungicidi (dopo lo zolfo) e registra vendite pari a 150 tonnellate con un incremento del 26 % sul 2007.

Fra gli insetticidi il più venduto è il “clorpirifos” con 2.567 lt. Recentemente l’Istituto Superiore della Sanità ne ha accertato la capacità nefasta di agire nell’organismo umano come “interferente endocrino”.

Fra i diserbanti il più venduto risulta il composto organofosforico “glifosate” con quasi 18.000 lt.

Ricordiamo che il Reparto di Tossicologia Alimentare e Veterinaria del Dipartimento di Salute Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare ha effettuato diversi studi sugli effetti dei pesticidi della categoria degli organofosforici (a cui appartiene oltre al glifosate anche il citato clorpirifos) e dei ditiocarbammati (maneb, mancozeb, metiram, propineb, tiram e zineb) rilevando la loro capacità di alterare i meccanismi di regolazione ormonale con effetti deleteri.

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Le alterazioni che possono provocare nell’organismo umano vanno dalla perdita di memoria, alla depressione, all’insonnia e alla perdita della fertilità
Le alterazioni che possono provocare nell’organismo umano vanno dalla perdita di memoria, alla depressione, all’insonnia e alla perdita della fertilità.

Particolarmente gravi gli effetti sulle donne in gravidanza e quindi sui feti e sui bambini in quanto possono interferire in maniera permanente con lo sviluppo neurocomportamentale.

Negli adulti riguardano effetti sul sistema riproduttivo in particolare l’infertilità maschile.

Dobbiamo tener presente che la salute umana può essere compromessa non solo a causa dell’esposizione diretta ma anche per una scarsa o inefficace tutela della legislazione vigente in materia di sicurezza alimentare da almeno due punti di vista:

1- tenendo conto delle recenti acquisizioni scientifiche nella definizione dei limiti massimi di residui per i pesticidi negli alimenti, tutelando sempre di più il feto e il bambino, che possono essere maggiormente suscettibili;

2- valutando attraverso appropriati modelli sperimentali gli effetti sinergici dovuti alla presenza contemporanea negli alimenti di più pesticidi con lo stesso meccanismo.

È importante anche rilevare gli effetti di questo “bombardamento” di molecole artificiali sull’ambiente in generale: acqua, aria, suolo, flora, fauna, molecole formate da recenti principi attivi sintetici estranei all’evoluzione degli organismi viventi.

Ad esempio: da un nostro calcolo empirico questi 3 milioni e 700 mila kg di pesticidi venduti hanno richiesto almeno dai 10 ai 12 milioni di ettolitri di acqua per miscelarli, che è stata poi riversata nelle colture e quindi ritornerà in circolo contaminando prima l’aria, le acque superficiali, e poi le falde più profonde, che stanno ricevendo ora i pesticidi percolanti dispersi anni fa.

Dietro a tutto questo c’è la tutela della salute (e della biodiversità) che sta dimostrando con dati preoccupanti dell’ULSS quanto sia ancora in forte aumento (e correlata all’aumento di pesticidi) l’incidenza delle neoplasie maligne nel nostro territorio.

Gianluigi Salvador - Referente energia e rifiuti WWF Veneto

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