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Louisiana, fuoriuscita di petrolio "colpo di grazia" per la biodiversità

Sette giorni fa è affondata una piattaforma petrolifera nel golfo del Messico di fronte alle coste della Louisiana. Ora, la fuoriuscita di petrolio minaccia la biodiversità di questi luoghi, già a rischio per le forti pressioni provocate dalla pesca a strascico e dalle quantità di nutrienti provenienti dal fiume Mississippi.

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macchia nera petrolio louisiana
“La marea nera fuoriuscita da una piattaforma petrolifera affondata 3 giorni fa sta raggiungendo le coste della Louisiana"
“La 'tragedia' del Golfo del Messico, ovvero, la marea nera fuoriuscita da una piattaforma petrolifera affondata 7 giorni fa e che sta raggiungendo le coste della Louisiana, va a sommarsi alle problematiche che quest’area regolarmente subisce a causa dell’eccessivo apporto di nutrienti provenienti dal fiume Mississipi – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile Programma Mare del WWF Italia –. Inoltre la marea nera sta raggiungendo i paradisi naturali come l'arcipelago delle Chandeleurs area di nidificazione di uccelli marini già colpiti dal disastro Katrina”.

In quest’area i fondali sono già sottoposti ad una forte pressione della pesca a strascico mentre l’economia principale è basata su un’intensa pesca dei gamberi. Inoltre, il fiume stesso sversa enormi quantità di nutrienti che provocano una mancanza di ossigeno nei fondali del Golfo creando delle vere e proprie "Dead zones": qui le conseguenze sono mortalità e stress delle popolazioni cosiddette “bentoniche e bentonectoniche”, vale a dire specie che vivono a contatto col fondo (pesci, molluschi e crostacei).

Questa immensa marea nera che si sta propagando in velocità può dunque rappresentare il “colpo di grazia” per la biodiversità e il sistema riproduttivo che sono alla base dell’economia della pesca.

“Al di là dell’adozione di severe norme e regole per evitare simili tragedie, è del tutto evidente che il mondo deve prepararsi a liberarsi dalla dipendenza da combustibili fossili e iniziare una nuova era. Le trivellazioni e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi sono e saranno sempre più complessi, richiedono e richiederanno grossi sforzi, comportano e comporteranno sempre nuovi pericoli anche ambientali. Invece di prepararsi a raschiare il fondo del barile, occorre creare le condizioni per farne a meno, sfruttando le tecnologie alternative, pulite e rinnovabili, già oggi disponibili sia in campo energetico che per i trasporti” ha aggiunto Mariagrazia Midulla, responsabile Programma Clima.

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27 Aprile 2010 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
16/6/10 14:48, stefano ha scritto:
da una nave in superficie raggiungere la fuoriuscita del petrolio innestare un nella perdita e spruzzarci dentro ad altissima pressione della schiuma isolante in poliuretano in modo da fermare la perdita e riuscire poi a lavorarci con qualsiasi cosa vicino per chiudere il tubo definitivamente non si puo fare vero? e una cosa che mi viene in mente tutti i giorni mentre lavoro stiamo indifferenti mentre il nostro mondo si sta inquinando ogni minuto a vista d occhio ...... magari ho detto una cavolata almeno ci provo a spremere il cervello per una soluzione mentre altri se ne fregano ciao a tutti stefano
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