Gorilla a rischio estinzione entro il 2025

Le ricerche dimostrano sempre più la vicinanza evolutiva di esseri umani e gorilla, ma l'uomo non si cura della parentela e continua imperterrito a minacciare direttamente o indirettamente la sopravvivenza del cugino ominide che, stando alle indagini più recenti, potrebbe estinguersi entro il 2025.

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di Andrea Boretti

gorilla uomo somiglianza genetica
Alcune ricerche condotte nel 2003 dall'Università americana Wayne di Detroit dimostrano come uomo e scimmie siano molto più simili di quanto si pensi
Alcune ricerche condotte nel 2003 dall'Università americana Wayne di Detroit dimostrano come uomini e scimmie siano molto più simili di quanto si pensi. Lo scimpanzé avrebbe una similarità genetica con l'uomo del 99,4%, subito dopo ci sarebbero i gorilla.

Il WWF racconta di una recente ricerca che avrebbe testimoniato l'utilizzo da parte dei gorilla di strumenti. Con un bastone essi si aiuterebbero a raccogliere la frutta o controllerebbero la profondità di un fiume prima di attraversare. Il gorilla, secondo le ricerche, appartiene anche per questo al genere homo ed è quindi un nostro strettissimo parente.

Sempre nel 2002 un altro studio dava notizie decisamente meno positive: solo il 10% degli attuali gorilla sarebbe sopravvissuto entro il 2030. Se la ricerca già di per sé attirava l'attenzione sulla moria del gorilla, oggi, a 8 anni di distanza, una nuova indagine disegna un quadro ancora più allarmistico: il gorilla potrebbe estinguersi dal centro Africa entro il 2025. Lo studio del 2002 non teneva conto della domanda crescente di legname e altri metalli proveniente dalla Cina e dal Far-East.

"Estinguersi" però non è forse la parola giusta, la particella riflessiva, infatti, da l'idea che sia il gorilla a volersi estinguere, che stanco di questa vita stia piano piano scomparendo. La verità è che il gorilla non si estingue, ma viene massacrato continuamente in maniera diretta - la caccia e il commercio della sua carne - o in maniera indiretta - la limitazione del suo habitat.

Oggi ci sono circa 110mila gorilla in una zona del centro Africa divisa tra Congo, Gabon, Camerun, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, Nigeria e Angola. Fino ad ora il bacino del Congo con la sua foresta pluviale era stato un rifugio sicuro per gorilla e altre scimmie, adesso la situazione è cambiata e si è fatta critica.

gorilla commercio
Particolarmente preoccupante è la zona della Repubblica Democratica del Congo dove i guerriglieri hanno minato grandi tratti di territorio abitato dai gorilla per il commercio illegale di legname e metalli
Particolarmente preoccupante è la zona della Repubblica Democratica del Congo dove i guerriglieri hanno minato grandi tratti di territorio abitato dai gorilla per il commercio illegale di legname e metalli (tra i quali l'oro) che vengono poi utilizzati nella produzione anche di telefoni cellulari. Questo commercio genera un mercato che vale tra i 14 e i 50 milioni di dollari e serve a finanziare la battaglia contro l'esercito congolese. Il cibo per la guerriglia arriva poi sempre più da scimmie e gorilla cacciati da bracconieri professionisti.

Ma non finisce qui. Pare che il virus Ebola abbia già dato un contributo alla morte dei gorilla. In migliaia sarebbero infatti deceduti in conseguenza della contrazione del virus e stime non ufficiali parlano del 90% di mortalità per gli animali infettati.

Qualche buona notizia arriva anche dal mondo dei primati. Circa 750 esemplari sono stati ritrovati ancora vivi in una zona del Congo dove il conflitto era stato molto molto forte e altri gorilla, questa volta nella zona di confine tra Uganda e Rwanda - le Virungas - sono stati ritrovati nonostante il lungo periodo di instabilità della località.

La sopravvivenza di questi ultimi pare sia dovuta in gran parte al duro lavoro dei Ranger (ne sono stati uccisi 190 solo negli ultimi anni) che in questo territorio vigilano proprio sulla sopravvivenza dei gorilla. Primati aiutano altri primati, o meglio, esseri viventi che aiutano altri esseri viventi, è scandaloso capisco, ma in Africa, si sa, succedono cose strane.

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31 Marzo 2010 - Scrivi un commento
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