Silent running, una profezia vecchia quarant'anni

Circa 40 anni fa venne realizzato Silent running, un film di fantascienza che, secondo l'interpretazione del nostro autore Filippo Schillaci, ha anticipato la condizione in cui la Terra si sarebbe trovata negli anni futuri, rivelandosi una profezia sul presente che ci troviamo a vivere. Scopriamo perché.

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google

di Fillippo Schillaci

silent running pianeta distruzione
Silent running ha una grandezza che al capolavoro di Kubrik manca, la grandezza di uno sguardo attento e accorato, chinato sul presente
La fantascienza migliore è quella che invecchia presto. La migliore in assoluto è quella che nasce già vecchia, quella che, in altre parole, non ci parla di un futuro immaginario e irrealistico, bensì finge di farlo per parlarci del presente.

Facciamo un po’ di storia: 1969, Stanley Kubrik gira 2001, Odissea nello spazio, un capolavoro abbagliante che entra immediatamente nella storia del cinema. Tre anni dopo Douglas Trumbull, che in quel film aveva collaborato alla realizzazione degli effetti speciali, gira Silent running, un’operina ben fatta, ma senza grandi impennate stilistiche che sembra meritare appena una citazione nelle varie storie del cinema uscite nel frattempo.

Eppure Silent running ha una grandezza che al capolavoro di Kubrik manca, la grandezza di uno sguardo attento e accorato, chinato sul presente. E che sguardo! Sono passati 40 anni, gli attori che lo hanno interpretato sono degli anziani pensionati, Trumbull non so cosa faccia e quel presente si è amplificato fino a spalancarsi oggi in tutta la drammaticità che la sua “operina minore” prefigurava. Se è vero che l’immenso respiro cosmico dell’opera di Kubrik ha una valenza letteralmente universale che la pone al di fuori e al di sopra della Storia, e che ci obbliga a confrontarci con la giusta misura dell’uomo, quale solo in rapporto allo spazio e al tempo profondi si può percepire, l’opera di Trumbull al contrario, pur svolgendosi interamente nelle più remote regioni del sistema solare, è concentrata sulla Storia, su una fase cruciale di essa, su un istante, quello in cui si sceglie fra il giardino e il deserto.

Una scelta che contiene in sé la tragicità dei passi irreversibili, una scelta che è per sempre. Essere un giardiniere, ci dice il compositore (e giardiniere) Walter Branchi, significa aver cura, aver cura di quel pezzetto di mondo che ci circonda. Ecco, Silent running è un film su questo obbligo morale dell’uomo, sul suo venir meno. Narriamolo.

odissea spazio cinema fantascienza
1969, Stanley Kubrik gira 2001, Odissea nello spazio, un capolavoro abbagliante che entra immediatamente nella storia del cinema
Nelle immagini iniziali si è immersi in una natura dalle forme e dai colori splendidi. La sensazione di essere in un luogo della Terra dove la vita è rimasta indisturbata e perfetta. Ma non è così: la Terra ha subito un processo di urbanizzazione totale che ha annientato ogni traccia degli ecosistemi naturali. Perfino delle aree protette, dei grandi parchi di un tempo non resta nulla, e gli ultimi brandelli di essi sono stati esiliati in grandi cupole trasparenti agganciate ad astronavi che orbitano nelle zone esterne del sistema solare.

E’ a bordo di una di queste astronavi che ci troviamo; quattro uomini la pilotano. Uno di essi, il botanico Freeman Lowell, vive in simbiosi con le piante e gli animali ospitati nelle cupole. Dei rimanenti tre è meglio tacere. Guardatevi intorno, nelle strade di una qualsiasi città, cercateli fra i giovani che ciondolano per ore con l’espressione inebetita davanti all’ingresso di un Mc Donalds o di una discoteca, dopo giornate trascorse ad assorbire valanghe di televisione spazzatura e videogiochi necrofili, convinti che quell’orgia di vuoto plastificato sia il migliore dei mondi possibili. E’ lì, in questo presente, che li troverete.

Ciò che per Lowell è «cibo vero» per gli altri membri dell’equipaggio è «quella roba che tiri fuori dalla terra sporca», mentre l’unico cibo degno di questo nome è quello dall’aspetto e dal sapore standardizzato che viene fuori automaticamente dalle macchine dell’astronave. Non dobbiamo fare un gran volo di fantasia per immaginarcelo, non è altro che il cibo preconfezionato, precotto, precolorato, preconservato che ben conosciamo dai banconi dalla “grande distribuzione” i quali sono già adesso l’unica fonte alimentare che il cosiddetto “uomo medio” è in grado di concepire.

Quando dalla Terra giunge l’ordine di abbandonare il progetto, distruggere le cupole con il loro carico di vita e far tornare le astronavi al traffico commerciale, Lowell rifiuta di obbedire, anche se per far ciò è costretto a ricorrere a mezzi estremi, ovvero uccidere gli altri membri dell’equipaggio e dirottare l’astronave, con l’unica cupola superstite, su un’orbita ancora più esterna. Il suo tentativo fallisce.

Quando viene rintracciato, fa esplodere l’astronave e se stesso dopo aver sganciato la cupola e affidato la cura delle piante e degli animali a un piccolo automa. E’ questa l’ultima immagine, che unisce desolazione e struggente speranza: l’unica superstite isola di vita della Terra, sperduta nello spazio e sempre più piccola e lontana, in attesa di un improbabile ritorno.

terra universo distruzione
Non ci vuol molto, dicevo, a riconoscere in questo apologo quello che sta accadendo oggi sulla Terra
Non ci vuol molto, dicevo, a riconoscere in questo apologo quello che sta accadendo oggi sulla Terra. L’Europa è ormai cementificata, zone sempre più vaste degli altri continenti lo sono a loro volta, le foreste primarie vengono distrutte, gli oceani saccheggiati, la stessa distanza culturale dell’uomo dal mondo naturale si è ingigantita al punto che ormai ogni manifestazione di vita non umana è vista come estranea, infetta, pericolosa, ripugnante.

Non sappiamo quando iniziò, ma sappiamo che nell’età del bronzo la pianura padana era ancora un’unica foresta. Oggi non ne rimane nulla. Le foreste, gli ecosistemi, le comunità viventi sono circoscritte, imprigionate nelle cosiddette riserve naturali, già in sé un’aberrazione perché presuppongono che lo stato di una condizione naturale sana sia un’eccezione quando dovrebbe essere la norma. E perfino tali aree si comincia a metterle in discussione; comincia a farsi strada l’idea che forse sono troppe, che in fondo si possono “riperimetrare”, cioè restringere.

Conosco una scuola della Brianza in cui esisteva fino a poco tempo fa un suggestivo stagno circondato da una folta vegetazione palustre. Fu lasciato per anni in penoso abbandono, infine fu interrato e la vegetazione rasa al suolo. Quando si comincia a pensare che uno stagno può essere prosciugato, che un albero può essere abbattuto, che un animale può essere ucciso, le porte del deserto sono già spalancate. Per questo dico che Silent running parla del presente.

PER SAPERNE DI PIU' SULL'ARGOMENTO
Scegliere un Film 2009

Come i cinque precedenti volumi (2004, 2005, 2006, 2007 e 2008) di successo, scegliere un film 2009 è uno...
Continua...
 
23 Marzo 2010 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD

Un film-indagine che ci porta a riflettere sulle basi etiche della nostra società dei consumi: trasparente,...
Continua...
Adesso Basta

Un lavoro, una carriera manageriale invidiabile già a soli 30 anni, una casa di lusso, la possibilità di...
Continua...
La Rivoluzione del Filo di Paglia

Questo libro rappresenta un punto di svolta per riavvicinarsi con occhi fiduciosi e non distruttivi alla...
Continua...
Guida alla Casa Ecologica

Con guida alla casa ecologica paolo bevitori prosegue un percorso iniziato con la pubblicazione dei due...
Continua...
La Terra è Viva

Un testamento ambientale che annoda le radici dell'ecologia moderna con le lontane tradizioni rurali...
Continua...
Manuale Pratico di Ecologia Quotidiana

Vivere in maniera più ecologica in casa, in ufficio, a scuola, per strada: come riciclare, ridurre i rifiuti,...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
TERRANAUTA TV
Se avessero voluto venire sarebbero venuti...
Altri video su TERRANAUTA TV...
ARTICOLI CORRELATI
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità