WWF

La coppia di cicogne bianche si ricongiunge a Bolgheri

Anche quest’anno nell'Oasi WWF Padule di Bolgheri si è ricongiunta la coppia di cicogne bianche che, giunte dall’Africa, hanno scelto di fare il nido in questa oasi toscana.

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In occasione della festa della donna è giunto a Bolgheri il maschio di Cicogna bianca che si è ricongiunto con la compagna arrivata a febbraio
In occasione della festa della donna è giunto a Bolgheri il maschio di Cicogna bianca che si è ricongiunto con la compagna arrivata a febbraio.

“Siamo alla terza stagione riproduttiva che inizia sotto i fiocchi di neve.  E' qui che nelle precedenti due stagioni riproduttive il loro sodalizio è riuscito a portare a termine con successo l’accrescimento di 7 giovani cicogne, tutte involate. Ora questo miracolo, per il quale noi ci limitiamo ad essere affettuosi custodi, probabilmente si replicherà anche quest’anno, il maschio di Cicogna bianca ha fatto la sua comparsa sul talamo nuziale per una nuova e, come sempre, affascinante stagione in cui la coppia condividerà giorni di sole, di pioggia, di vento, di caldo torrido, di cure amorevoli, con l’unico e supremo obiettivo di propagare la specie ed il rito delle nacchere" dice il Direttore dell'Oasi WWF Padule di Bolgheri Paolo Maria Politi.

L’oasi WWF sorge su un’area costiera toscana con coltivi, incolti, prati umidi, bosco allagato a Frassino ossifillo, stagni per circa 150 ettari, tombolo costiero e arenile. L'Oasi di Bolgheri, per scelta del Marchese Mario Incisa della Rocchetta, tra i fondatori del WWF Italia, divenne la prima Oasi privata ad essere istituita in Italia nel 1959. Divenne Oasi del WWF nel 1968.

Le migrazioni degli uccelli sono importanti processi ecologici riconosciuti anche nell'ambito del Piano d'azione Regionale per la Biodiversità, accordo congiunto Regione Toscana, Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente e WWF.

Le migrazioni interessano anche i mammiferi terrestri come i pipistrelli e marini come i cetacei, pesci di fiume e di mare, tartarughe marine e numerosi insetti quali le farfalle diurne e notturne.

L'alterazione degli habitat, l'intensa attività venatoria, il bracconaggio, linee elettriche ad alta tensione, impianti eolici su aree di crinale o costiere e i fenomeni di inquinamento luminoso sono alcune delle principali cause di minaccia per le specie migratrici, la cui mitigazione deve costituire un obiettivo delle politiche di conservazione della natura.

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15 Marzo 2010 - Scrivi un commento
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