Antonia Venzo, dall'Aloe la ricetta per un mondo migliore

Antonia Venzo è da anni impegnata nella fitoterapia e nell’agricoltura biologica. A lei si deve, fra l’altro, l’introduzione dell’Aloe in Italia. In questa intervista ci racconta la sua storia, dagli inizi difficili agli scontri con i poteri forti, facendo emergere le contraddizioni di una società governata dalle multinazionali. Ci lascia, infine, un messaggio positivo, un consiglio prezioso ed utilissimo per tutti noi.

CONDIVIDI: Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google

di Andrea Degl'Innocenti

Girasoli
I girasoli piantati da Antonia e seguiti con ogni attenzione hanno prodotto un olio pregiatissimo, ma dal costo molto elevato.
Rifugiata nel suo laboratorio posto sulle pendici dei Colli Berici, in provincia di Vicenza, mentre fuori imperversa una tempesta di neve, Atonia Venzo ci racconta la sua storia con voce gentile. È la fondatrice del laboratorio fitoterapico “Angel Ariel” che da anni porta avanti una ricerca sulle piante medicinali. È lei, fra le altre cose, che per prima ha introdotto l’Aloe in Italia.

Perché non ci racconta come è iniziata la sua “avventura”?

In realtà è iniziato tutto con la malattia di mio marito. Erano gli inizi degli anni novanta ed egli si è ammalato gravemente di tumore. Cercando disperatamente una soluzione mi sono imbattuta nel nome di Padre Romano Zago, un frate francescano di Porto Alegre, che in Brasile curava i suoi pazienti con l’estratto di un erba dalla proprietà miracolose, sconosciuta in Europa, chiamata Aloe. Per mio marito purtroppo era troppo tardi, ma promisi a lui ed a me stessa di proseguire le ricerche.

Immagino che avrete incontrato degli ostacoli.

Il primo ostacolo da superare fu quello di dover adattare una ricetta originaria degli indios latino-americani al sistema medico-legale italiano. Quello che là si basava sulla bravura del taumaturgo nel dosare le quantità, e sulla fiducia dei pazienti, doveva trasformarsi in un metodo rigoroso e scientifico con dati certi sulle guarigioni. Ammetto di essere stata io la prima a volere una prova statistica delle capacità curative della pianta. Fondai dunque un laboratorio, in cui, con l’apporto di medici e ricercatori, iniziai ad analizzare le caratteristiche dell’Aloe ed i risultati della sua somministrazione a pazienti affetti da tumori. Mi concentrai in particolar modo sull’Aloe Arborescens, che fra tutte le diverse sottospecie pareva essere quella dalle caratteristiche più sorprendenti. I risultati furono eccezionali, e proprio qui sopraggiunse il secondo ostacolo.

Ci spieghi meglio.

Aloe Arborescens
L'Aloe Arborescens: fra tutte le diverse sottospecie pare essere quella dalle caratteristiche più sorprendenti.
Vede, a partire dal ’99, gli effetti benefici nel curare le malattie tumorali erano così lampanti che per qualche tempo pensammo di aver trovato la panacea universale. Una medicina semplice e naturale, una sorta di camomilla che guariva dal cancro. In realtà ci accorgemmo presto che tale pianta, per essere efficace, richiedeva una lavorazione piuttosto lunga. Ma l’ostacolo maggiore, la cosa ancor più grave, fu che in molti mi consigliarono di non divulgare i dati delle mie ricerche. Pubblicare quei dati, dimostrare che esisteva una cura naturale e non invasiva mi avrebbe infatti attirato contro le ire di tutte le case farmaceutiche con conseguenze forse gravi.

Dunque cosa ha fatto?

Ho evitato i mezzi di diffusione maggiori, cercando comunque di far conoscere le proprietà curative della pianta; sono intervenuta a convegni e conferenze. Grazie a questa opera continua e allo sviluppo di nuove ricerche come quella condotta a livello mondiale dal biologo Alessio Tafuri, pian piano diverse società che si occupano di medicinali cosiddetti “alternativi” hanno iniziato ad interessarsi all’Aloe. Oggi le sue caratteristiche sono generalmente riconosciute, anche se non in tutto il loro potenziale.

Ma la sua storia non termina qui, giusto?

Certo che no. Lavorare sulle capacità curative delle piante mi ha fatto comprendere la stretta relazione che lega l’uomo alla natura. Di conseguenza è nata in me una sorta di avversione per tutto ciò che naturale non è: sostanze chimiche, pesticidi, erbicidi. Aiutata dai miei tre figli mi sono data all’autoproduzione di olio e piante biologiche. Alcune di esse le ho usate poi per produrre altri medicinali. Ad esempio ho inventato una cura per le api che ne aumenta le difese immunitarie e le rende così resistenti ai terribili pesticidi come l'imidaclopride e la clothianidina, prodotti dalla Bayer, che ne uccidono a migliaia.

Grano
Piantare dei semi di grano duro senza concia è impossibile: per legge i semi devono avere alle spalle almeno tre trattamenti di diserbo.
Quest’anno poi ci siamo dati all’autoproduzione dell’olio di semi di girasole. Con qualche difficoltà siamo riusciti a trovare dei semi non trattati e li abbiamo piantati. Abbiamo seguito passo passo, la crescita delle piantine, strappando via le erbacce con le mani. Il primo risultato entusiasmante è stato il ritorno delle api. Arrivavano a migliaia sui girasoli, sciami interi. Riconoscevano, grazie a chissà quale meraviglioso meccanismo naturale, che in essi non vi era niente di pericoloso per loro. Man mano che i girasoli maturavano li trasferivamo in serra, tagliavamo le teste ad una ad una, toglievamo i semi e infine spremevamo l’olio a freddo in laboratorio. Risultato, un olio dalle caratteristiche eccezionali, ma dal prezzo al litro che si aggira intorno ai 40 euro.

Com’è possibile allora che l’olio di girasoli industriale costi solo 50 centesimi?

È quello che mi sono chiesta anche io! Ho svolto una rapida ricerca su internet ed ho scoperto che l’olio che acquistiamo per così pochi soldi è risultato di una lunga serie di processi chimici industriali che gli tolgono sapore, odore e colore. Un quadro piuttosto inquietante.

Sicuramente. Avete fatto altre semine?

Abbiamo anche tentato di piantare dei semi di grano duro senza concia ma ci hanno spiegato che era impossibile, che per legge i semi devono avere alle spalle almeno tre trattamenti di diserbo e poi bisogna seminare solo quelle sementa sterili che vendono nei centri, prodotti dalle multinazionali.

Che rapporto c’è, a suo parere, fra il mondo della agricoltura/medicina biologica e quello della grande produzione industriale?

Terra
Una soluzione: amare la Terra, incondizionatamente. Dunque non fare niente che possa danneggiarla, a partire dai più piccoli gesti quotidiani
La mia esperienza insegna che le multinazionali del farmaco e quelle dei pesticidi da sempre ostacolano lo sviluppo di soluzioni alternative. Più volte mi sono trovata a scontrarmi con regole che non avevano alcuna giustificazione logica, se non quella economica. C’è a mio parere una casta di persone, una casta molto ristretta, che decide i destini di tutti noi, che fa approvare le leggi, impone i propri interessi a discapito del benessere generale. Una casta così potente da far passare in secondo piano i diritti di intere comunità.

Dunque non si può fare niente?

Certo che si può. Ed è la soluzione più facile del mondo. Basta amare la Terra, incondizionatamente. Dunque non fare niente che possa danneggiarla, a partire dai più piccoli gesti quotidiani, come che so, gettare una cartaccia per terra. È questo il messaggio che vorrei lanciare. Se si ama la Terra, certo non la si vuole infettare con pesticidi, ne si ha la presunzione di poter migliorare i suoi prodotti con la scienza o la genetica. Se ciascuno amasse la Terra, beh questo sarebbe sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU' SULL'ARGOMENTO
Aloe: la Ricetta Brasiliana detta "di Padre Romano Zago"

L'aloe, conosciuta già nell'antichità come pianta dell'immortalità, è straordinariamente disintossicante e ha...
Continua...
Di Cancro si può Guarire!

Il libro originale di padre romano zago che ha diffuso nel mondo la ricetta a base di aloe con cui sono...
Continua...
Bioedilizia, Agricoltura e Allevamento Biologici

Siete preoccupati per le bollette del riscaldamento sempre più alte e desiderate rendervi indipendenti dalla...
Continua...
Aloe non è una Medicina, eppur... Guarisce!

Avvertenza importante partendo dall'esplorazione delle proprietà medicinali dell'aloe, conosciuta da...
Continua...
10 Marzo 2010 - Scrivi un commento
Ti è piaciuto questo articolo? Cosa aspetti, iscriviti alla nostra newsletter!

E-mail
2 lettori hanno commentato questo articolo:
15/3/10 13:49, letizia ha scritto:
complimenti l'articolo è formidabile
11/3/10 06:17, grisupi ha scritto:
grandiosi!
Arianna Editrice
Macro Credit
Mappa Mondo Nuovo
PAROLE CHIAVE
LIBRI CONSIGLIATI
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD

Un film-indagine che ci porta a riflettere sulle basi etiche della nostra società dei consumi: trasparente,...
Continua...
Guida alla Sopravvivenza

Secondo la prospettiva olistica la terra costituisce un grande organismo di cui fa parte anche l'uomo, il...
Continua...
La Prossima era Glaciale

65 milioni di anni fa, i dinosauri vennero spazzati via dalla faccia della terra da qualcosa di terrificante...
Continua...
Geopolitica dell'Acqua

L'acqua è alla base della vita del pianeta. è, dunque, un bene comune o un bene economico? l'acqua è la...
Continua...
Ecologia Profonda

In questo libro vengono distinti per chiarezza due tipi di ecologia: una "ecologia di superficie" che...
Continua...
Cosa Mangia il Pollo che Mangi

Che cosa ha mangiato il pollo che stiamoper gustare in punta di forchetta?come sono stati coltivati i fagioli...
Continua...
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
TERRANAUTA TV
Alex Zanotelli e la privatizzazione dell'acqua
Altri video su TERRANAUTA TV...
ARTICOLI CORRELATI
ULTIMI COMMENTI
gian_paolo ha commentato l'articolo Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no
carlo ha commentato l'articolo Quel che resta del Polo
linda maggiori ha commentato l'articolo Latte materno, diossine e Pcb
Simone ha commentato l'articolo Prahlad Jani, l'asceta che si autoalimenta da 74 anni
grazia ha commentato l'articolo Orti urbani: sostenibilità e socialità