Ma dov’è questo altro mondo? Ovvero la poetica della pappa pronta

Chi è colpevole dell’omicidio di Chico Mendes e di centinaia di persone uccisi in America del Sud? Secondo Filippo Schillaci ognuno di noi. Se ognuno di noi fosse consapevole della responsabilità individuale nel determinare lo stato delle cose il mondo sarebbe presto un altro.

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di Fillippo Schillaci

chico mendes
Ogni volta che mi capita di parlare di Decrescita c’è un punto sul quale insisto sempre: la responsabilità individuale nel determinare lo stato delle cose
Ogni volta che mi capita di parlare di Decrescita c’è un punto sul quale insisto sempre: la responsabilità individuale nel determinare lo stato delle cose, quello presente ovviamente ma anche, e soprattutto, quello futuro. Cito spesso l’omicidio di Chico Mendes, in realtà delle centinaia di Chico Mendes uccisi in America del Sud, anno dopo anno, affinché nulla turbi la devastazione, la rapina, lo scempio. Dico sempre, citando questi fatti, che Chico Mendes l’ho ucciso io. E che ciascuno deve sentirsi responsabile, mandante di quell’omicidio in prima persona. Perché? Cosa sappiamo noi di quell’episodio?

Sappiamo che fu ucciso da un paio di “possidenti” che vedevano nella sua attività un ostacolo ai loro affari, a volte ci viene detto che erano due grossi allevatori impegnati nella deforestazione dell’Amazzonia per far posto ai pascoli delle loro immense mandrie destinate alla produzione di carne. Ancor più raramente ci vien detto che gran parte di questa carne viene prodotta per l’esportazione. Non ci viene detto altro.

Non ci viene detto soprattutto che gli esecutori materiali sono solo l’ultimo e più debole anellino di una catena che varcando continenti e oceani e passando attraverso i grossi esportatori, la grande distribuzione, il grossista locale e il commerciante al dettaglio, ovvero il macellaio sotto casa nostra, giunge all’ultimo, potentissimo anello che sono io, il cliente di quel macellaio, il mandante finale di quell’omicidio e di infiniti altri, il mandante della distruzione dell’Amazzonia e di infinite altre. Sono io e nessun altro.

Non dico nemmeno “noi” perché il “noi” fa presto a scivolare in un tranquillizzante “loro”: «anche se io cambiassi loro continuerebbero. Dunque a che serve?» Quante volte ho sentito questa frase. Sempre la stessa, un anno dopo l’altro e ormai un decennio dopo l’altro. Sono sempre loro che devono iniziare, qualunque cosa ci sia da fare, sono sempre loro i colpevoli perché non iniziano. Cosa c’entro io? Se anche lo facessi…

Ecco perché pongo sempre l’accento sull’individuo, sulle azioni, sulle scelte di ciascuno. Se il mondo è quello che è, la colpa è mia, no, non “nostra” ma proprio mia. Quando il saggio vede che il discepolo è in errore, dicono i maestri non ricordo più se del Tao o dello Zen, il saggio corregge se stesso. A maggior ragione io dunque, che saggio non sono.

Sono tornato a queste considerazioni alcuni giorni fa quando ho fatto notare a una persona che mi sembra aderire in maniera così totale e acritica al sistema dominante da esser divenuta incapace di concepire l’idea stessa che possa esistere un mondo diverso; diverso e, ovviamente, migliore. «E dov’è questo altro mondo?» sbottò allora questa persona. Già, dov’è? In effetti, non c’è. Ma è proprio questo l’errore: dare per scontato che esso debba esser già stato creato da qualcun altro, come i cibi precucinati che cominciano da qualche tempo a fare la loro desolante comparsa nei supermercati.

L’abitudine alla pappa pronta, al non impegno, alla deresponsabilizzazione assoluta. Come è sempre qualcun altro il colpevole delle storture del mondo, è sempre qualcun altro che deve darsi da fare per raddrizzarle. «Questo “altro mondo” non c’è perché io non l’ho costruito. Perché continuo ogni giorno a non far nulla per costruirlo preferendo a questo impegno una miserabile vita da Fantozzi. Io!». Pensate cosa accadrebbe se appena il 10% degli esseri umani della Terra radicassero questo pensiero nella loro mente. Il mondo farebbe presto a diventare “altro”.

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22 Dicembre 2009 - Scrivi un commento
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3 lettori hanno commentato questo articolo:
25/12/09 14:52, loriana trevisiol ha scritto:
Come molti, credo, per molto tempo non ho avuto coscienza....poi un giorno, LEI, ha bussato.... e curiosa di natura ho aperto la porta. Coscienza per me è portare luce nel buio, alzare il velo dell'ignoranza, prima nobile verità del buddismo, non si può più mangiare, -non carne-... ma quello che è un animale fatto nascere solo per essere ucciso e mangiato in 5 mn e continuare a piantare soia per allevamenti....allora che molti bambini non hanno da mangiare. Non è ecocompatibile, nè con la terra , nè con la nostra anima continuare a cibarsi di cadaveri. Quale energia possono darci se non quella di immagazzinare nelle nostre cellule tutto il dolore che hanno subito e portarci il buio della stalle dove non hanno mai visto la luce. Questo è un pianto antico che la terra si porta dietro, perchè gli umani continuano ad essere predatori fisici e dell'anima...così come è in basso, è in alto. C'è un grande tempo dove l'uomo se vuole continuare a VIVERE deve imparare a riconoscere e ad ubbidire alle leggi dell'amore,...questo è il tempo di oggi, aiutiamoci....aiutiamo le nostre anime ad evolvere per espandere la LUCE, la Luce, di cui noi tutti siamo portatori e che per troppo tempo abbiamo soffocato
25/12/09 04:06, mafalda ha scritto:
ma guarda che sono troppo d'accordo.
a volte mi dicono: ma perchè per ogni cosa dai sempre la colpa a te stessa? e io rispondo: perchè io mi posso cambiare su me ho potere su altro no.
certo, capisco di non essere onnipotente in questo senso perchè la realtà è data dalle relazioni che in essa si creano; ma visto che ho ancora tanto da migliorare in me e che faccio una fatica boia perchè l'emotività prevale sempre sulla ragione ed è l'emotività che deve maturare adesso faccio questo. è un concetto che applico in ogni campo, dall'educazione, alle relazioni, al semplice cucinare.
buone feste a tutti.
23/12/09 09:06, Danx ha scritto:
Ogni volta che non mangio carne e non uso nè auto nè moto nè bus, ecc, mi sento mooolto bene :)
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