Legambiente

Rifiuti plastici nello stomaco dei capodogli spiaggiati in Puglia

Legambiente lancia l’allarme per l’inquinamento nei nostri mari. Miliardi di rifiuti mettono a rischio la nostra biodiversità e da un anno l’Italia è senza servizio anti inquinamento marino. Una minaccia non solo per le specie animali ma anche per la nostra salute.

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capodogli rifiuti plastica
Sono stati ritrovati rifiuti plastici nello stomaco dei capodogli spiaggiati in Puglia
“Un avvenimento gravissimo, ennesimo segnale dell’inquinamento dei nostri mari. Ad oggi, infatti, le plastiche, insieme allo sversamento di idrocarburi, rappresentano uno dei principali rischi per l’ecosistema marino poiché costituiscono l’80 % dei rifiuti galleggianti”.

Così Sebastiano Venneri, vice Presidente di Legambiente e Responsabile Nazionale del settore Mare ha commentato i risultati dell’autopsia svolta sui capodogli piaggiati a Peschici (Fg) che ha rivelato tracce di rifiuti plastici nello stomaco dei cetacei. All’interno di quattro dei sette mammiferi sono state trovate, infatti, buste, pezzi di corda, scatolette, reti e contenitori di vari materiali, ingeriti probabilmente per errore, perché scambiati per calamari.

Un avvenimento dovuto anche al minor controllo del mare, ma anche alla mancata prevenzione e intervento in caso di grave inquinamento marino. Dal gennaio di quest’anno, infatti, dopo quasi 15 anni di onorata carriera, la flotta Castalia - i cosiddetti “spazzini dei mari” - non si è vista rinnovare la convenzione con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare smettendo la sua funzione di presidio del Mare Nostrum.

“Il pericolo dell’inquinamento marino ed in particolar modo delle materie plastiche” - ha proseguito Venneri – “è una minaccia sia per le specie di cetacei, pesci, uccelli e tartarughe, che per la salute umana. Queste sostanze, infatti, attraverso la catena alimentare, possono arrivare anche sulle nostre tavole”.

20 Dicembre 2009 - Scrivi un commento
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