Natale: quanto consuma una ciliegia?

Cosa non si farebbe per fare bella figura con i parenti! I cibi fuori stagione che ormai sono presenze stabili sulle nostre tavole durante le feste natalizie provengono da migliaia di chilometri di distanza e sono responsabili di emissioni nocive e sovra-consumo energetico. Una ricerca di Coldiretti denuncia questa usanza e promuove il ritorno agli alimenti locali, magari quelli meno noti.

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di Andrea Degl'Innocenti

tavola natalizia
Pare che stupire gli ospiti a Natale non abbia prezzo. Ecco allora che spuntano sulle tavole imbandite per cenoni e pranzi coi parenti cibi estivi ed esotici che certo non ti aspetteresti di trovare
Pare che stupire gli ospiti a Natale non abbia prezzo. Ecco allora che spuntano sulle tavole imbandite per cenoni e pranzi coi parenti cibi estivi ed esotici che certo non ti aspetteresti di trovare col freddo che fa, che strappano gridolini di sorpresa ai bambini ed occhiate di invidiosa ammirazione a suoceri e cognati. More messicane, ciliegie cilene, l'ambito salmone dell'Alaska. Primizie che costano fino a dieci volte di più rispetto a cibi locali e stagionali, ma compaiono ugualmente nel menù delle famiglie italiane nel periodo festivo.

Non sono però le famigliole a pagare il prezzo più caro. Tali alimenti, trasportati in aereo, percorrono migliaia di chilometri per arrivare fino a noi e secondo una ricerca sviluppata dalla Organizzazione degli imprenditori agricoli Coldiretti sono fra i più inquinanti in assoluto in termini di consumo energetico ed emissioni nocive.

In cima alla lista dei cibi killer, l'insospettabile ciliegia cilena, vero e proprio mostro energivoro capace di emettere 21,6 chilogrammi di anidride carbonica per ogni chilo e consumarne quasi sette di petrolio. Nei supermercati – lo riporta il Corriere della Sera del 3 dicembre – il suo prezzo ha raggiunto i 48 euro al chilo. Un prezzo folle rispetto alla frutta nostrana, ma più che comprensibile se pensiamo al cammino che deve percorrere, dalle valli del Cile per giungere fino a noi. Un cammino di quasi 12 mila chilometri, prima su camion, poi su aereo, sempre in celle refrigerate – un'ora a temperatura ambiente danneggia le ciliege più di 24 ore a zero gradi.

Ciliegie cilene
La ciliegia cilena, vero e proprio mostro energivoro, è capace di emettere 21,6 chilogrammi di anidride carbonica per ogni chilo e consumarne quasi sette di petrolio
Ma continuiamo la nostra classifica. Segue a ruota il mirtillo argentino: un solo chilogrammo ne produce 20,1 di Co2 e ne consuma 6,1 di petrolio. Ci sono poi le angurie brasiliane e le noci californiane, le more messicane ed il salmone dell'Alaska. E che dire degli asparagi peruviani, dei meloni del Guadalupe, dei melograni d'Israele e dei fagiolini egiziani? Tutti prodotti che nel migliore dei casi emettono il quadruplo di gas ad effetto serra rispetto al proprio peso, in alcuni arrivano a ventuplicarlo.

Per alcuni di essi, continua Coldiretti, oltre all'impatto ambientale ci sono anche dei forti dubbi di carattere sanitario. Per tutti vale il fatto che molto spesso si tratta di prodotti poco gustosi e saporiti perché raccolti acerbi o semi-acerbi affinché possano affrontare viaggi così lunghi.

Allora, per quest'anno, potremmo rinunciare a more e mirtilli d'oltreoceano in favore di una classica mela, meno chic ma sicuramente più gustosa, sostituire l'anguria con pere e arance di stagione, snobbare le decorative ciliegie cilene ed ornare il tavolo con le più tradizionali bacche di pungitopo, che abbondano nei boschi nostrani. E pazienza se non avremo i meloni del Guadalupe, per una tradizionale tombola in famiglia i mandarini possono bastare.

Infine, per chi proprio non può rinunciare a stupire, ecco una serie di prodotti dell'orto accanto che ugualmente susciteranno scalpore fra gli invitati: la pera madernassa del cunese, squisita cotta, l'eccentrica mela limoncella, dal bel colore giallo paglierino, i fichi d'india e i cachi. Per sorprendere sì, ma al giusto prezzo.

17 Dicembre 2009 - Scrivi un commento
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