Buy Nothing Day 2009

Anche quest’anno il Buy Nothing Day non si è fatto attendere. Allo scadere del mese di novembre, come ogni anno dal 1992, scocca la giornata che “vieta” l’acquisto di qualsiasi prodotto nell’arco delle 24 ore. Un atto di consapevolezza non molto semplice per chi, come molti di noi, è abituato a comprare senza pensare.

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di Salvina Elisa Cutuli

buy nothing day
Anche quest’anno non poteva mancare il Buy Nothing Day, ovvero la giornata del non acquisto
Anche quest’anno non poteva mancare il Buy Nothing Day, ovvero la giornata del non acquisto. Un’idea nata dall’artista grafico canadese, Ted Dave, ottenebrato dal consumismo sfrenato, che ha lanciato questa campagna, ormai nel lontano 1992, per dimostrare che in realtà sono i consumatori ad avere un potere molto forte nell’economia.

Dal 2001 il Buy Nothing Day ha varcato i confini americani arrivando oltreoceano e diffondendosi un po’ dappertutto. Il fine essenziale è quello di passare un’intera giornata senza spendere nulla. Quest’anno il Buy Nothing Day sarà Sabato 28 (in UK) e domenica 29 novembre. Le regole sono sempre quelle e più semplici che mai, per 24 ore disintossicazione dai negozi!

Non è un caso che questa ricorrenza si celebra sempre a fine novembre proprio alla vigilia del thanks-giving day, la “giornata del ringraziamento” che in America corrisponde, da un punto di vista commerciale, al nostro Natale.

Durante questa giornata ci si può appropriare di una fetta di tempo che generalmente dedichiamo allo shopping e di tutte quelle attività a cui generalmente riserviamo del tempo molto limitato. Sebbene lo sciopero dell’acquisto duri appena un giorno, a partire dal giorno successivo sarebbe comunque fondamentale acquistare con consapevolezza mirando alle produzioni locali, o a prodotti a Km zero o con pochi imballaggi… in poche parole di tutti quegli oggetti realizzati rispettando l’ambiente.

Il messaggio che Buy Nothing Day vuole lanciare è imparare a vivere più semplicemente e acquistare il meno possibile, diminuendo i consumi, autoproducendo del cibo… trovare insomma delle alternative ad uno stile di vita incentrato sullo shopping, sul consumo imperante e inconsapevole; rendersi conto degli effetti devastanti che tale consumo ha nell’ambito sociale, economico, ambientale e psicologico e promuovere economie ecologiche responsabili nei confronti dell’ambiente e non nei confronti del Pil.

Proprio quest’anno qualche giorno dopo il Buy Nothing Day si svolgerà il tanto atteso summit di Copenhagen, un incontro storico dove si decideranno le sorti del nostro pianeta e dal quale si spera verrà creato un documento che possa trovare condivisione unanime su argomenti importanti come il riscaldamento climatico e l’inquinamento.

È il consumo sfrenato che richiede una produzione continua motivo delle problematiche ambientali che quotidianamente preoccupano sempre di più. Forse siamo ancora in tempo per fermare catastrofi ambientali “annunciate”; è necessario però partire dal basso, cioè da ogni singola nostra azione, anche la più semplice e scontata, cominciando a correggere i nostri atteggiamenti.

26 Novembre 2009 - Scrivi un commento
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3 lettori hanno commentato questo articolo:
1/12/09 05:56, EcoArmonie ha scritto:
Senza dubbio è un momento che ci invita a riflettere sulla futilità dell'acquistare quotidianamente.
Mi chiedo però quanto possa essere utile proporlo solo una volta l'anno: è troppo facile rinuciare agli acquisti per un gorno e poi buttarcisi a capofitto per 364 giorni l'anno.
E se lo facessimo invece una volta a settimana?
28/11/09 13:16, antonella ha scritto:
Sarò del tutto sincera.....ma proprio a nessuno è sorto il dubbio che il "buy nothing" per molti,possa essere la maggioranza dei 365 giorni????

beh...ridiamoci su.................
27/11/09 17:42, Barbara ha scritto:
Grazie!
E'il sito italiano con informazioni su questo evento interessanti.
In concomitanza però si svolge anche la colletta alimentare, strano no?
Consapevol-mente
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