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Ogm: agricoltori in rivolta con Greenpeace alla commissione europea

Una petizione firmata da 180 mila persone per bloccare l’autorizzazione del riso OGM della Bayer (LL62) ieri è stata presentata da Greenpeace e da un gruppo di agricoltori alla Commissione europea.

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Gli agricoltori hanno portato il problema OGM di fronte la Commissione europea
Ieri, 15 ottobre, gli agricoltori hanno portato il problema OGM direttamente in fronte alla Commissione europea. Nel corso della giornata hanno incontrato il commissario alla salute, Androulla Vassiliou, e insieme a Greenpeace hanno consegnato una petizione firmata da 180 mila persone per bloccare l’autorizzazione del riso OGM della Bayer (LL62).

Gli agricoltori, provenienti da Spagna, Svezia e Tailandia, hanno portando la loro testimonianza sul campo, degli effetti distruttivi della contaminazione degli OGM, e mostrando invece i successi ottenuti attraverso un’agricoltura naturale. Gli agricoltori hanno portato con sé prodotti coltivati ecologicamente per un leggero pranzo biologico, patate e riso, le cui relative controparti OGM sono in attesa di autorizzazione dalla Commissione europea.

“Firmando la petizione per bloccare il riso OGM, le persone hanno dimostrato ancora una volta che non vogliono cibi OGM nei loro piatti” - afferma Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace Italia –. “Abbiamo già visto come il mais OGM sta minacciando l’ambiente e il sostentamento degli agricoltori. Se la Commissione autorizzasse l’importazione del riso OGM della Bayer e di altri OGM, l’alimento base più importante al mondo sarebbe a rischio”.

Il rapporto di Greenpeace “Testimoni della contaminazione” presentato alla Commissione oggi, documenta i pericoli della contaminazione causata dagli OGM e gli effetti sul sostentamento degli agricoltori europei e delle comunità locali.

“Il mais biologico potrebbe scomparire a causa degli OGM. La mia esperienza con il mais dice che il polline viaggia di più rispetto a quanto detto negli studi, e che il mais viene contaminato molto più spesso rispetto a quanto viene effettivamente riportato. Nel mio caso, il mais più vicino ai miei campi si trova a 500 metri, e non è transgenico, ciò nonostante le mie coltivazioni sono state contaminate” testimonia Eduardo Campayo García, agricoltore biologico di Albacete, in Spagna.

“Gli agricoltori stanno rifiutando gli OGM progressivamente convertendosi a un’agricoltura ecologica. Non vogliono trovarsi alla mercé delle multinazionali che minacciano di prendere il controllo del nostro cibo” continua Ferrario.

L’agricoltura ecologica protegge suolo, acqua e habitat naturali, produce alimenti sani e riduce le emissioni di gas a effetto serra. Coltivare prodotti e varietà differenti in un campo, risulta la strategia più efficace per permettere all’agricoltura di adattarsi ai cambiamenti climatici, aumentare la resistenza alle malattie e ridurre l’uso di pesticidi.

Greenpeace chiede alla Commissione europea di proteggere il nostro cibo e le nostre aziende agricole bloccando l’autorizzazione del riso OGM della Bayer, della patata transgenica della Basf e del mais MON810 della Monsanto.

Circa un mese fa, per sensibilizzare sul tema, Greenpeace ha realizzato un’opera di “rice art” anche in Italia, un disegno di circa 800 metri quadri in una risaia biologica nella provincia di Milano.

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15 Ottobre 2009 - Scrivi un commento
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