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WWF, il cambiamento climatico minaccia per molte specie volatili

Dal 14 al 18 ottobre si svolgerà il XV Convegno Italiano di Ornitologia al Parco Nazionale del Circeo durante il quale sarà dibattuto il tema del cambiamento climatico, minaccia per la sopravvivenza di molte specie volatili.

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uccelli cambiamenti climatici
Il cambiamento climatico rischia di diventare la principale minaccia per la sopravvivenza di moltissime specie di volatili
Il cambiamento climatico condiziona ritmi e abitudini degli uccelli mandandoli fuori sincronia rispetto ai cicli degli ecosistemi e rischia di diventare la principale minaccia per la sopravvivenza di moltissime specie di volatili, di cui 2455 sulle 9787 conosciute sono già considerate a rischio di estinzione a causa della distruzione degli habitat o del bracconaggio. Non solo, ma un aumento della temperatura globale di più di 2°C, la soglia limite indicata dagli scienziati per evitare effetti devastanti anche sulla biodiversità, potrebbe aumentare le estinzioni fino al 38% entro il 2050 nella sola Europa.

E’ uno dei principali temi che saranno discussi al XV Convegno Italiano di Ornitologia “Cambiamenti climatici e disturbi di origine umana”, organizzato dal 14 al 18 ottobre nel Parco Nazionale del Circeo dalla Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli (associazione ornitologica fondata nel 1965 da Fulco Pratesi) e patrocinato da WWF Italia, LIPU-BirdLife, ISPRA, Agenzia Regionale Parchi della Regione Lazio e Parco Nazionale del Circeo.

Deporre in anticipo le uova, migrare prima o dopo i periodi abituali, cambiare areale spostandosi verso nord o verso l’alto per sfuggire al caldo eccessivo o alla siccità, può infatti costare caro a moltissime specie di volatili, che vedono sconvolti i loro rapporti con gli ecosistemi e le altre specie cui la loro vita è legata. Le Balie nere olandesi per esempio, un piccolo uccellino che si trova anche in Italia, sono diminuite del 90% dal 1987 al 2003 perché arrivano troppo tardi rispetto alla disponibilità di larve di cui si nutrono.

Cambiando areali gli uccelli trovano nuove condizioni ecologiche, nuovi predatori e a volte, come le Aquile imperiali spagnole, escono dai confini delle aree protette diventando facile preda dei bracconieri. Il cambiamento climatico favorisce il diffondersi di malattie letali come la malaria, riduce la disponibilità di cibo, mentre eventi climatici estremi come alluvioni e siccità possono causare un’irrimediabile perdita di habitat e decimare intere popolazioni di volatili.

Per le specie per cui migrare è difficile se non addirittura impossibile non ci sono alternative: i galli cedroni inglesi potrebbero estinguersi nel 2050 per la scomparsa di habitat dovuta al cambiamento climatico.

Questi e altri aspetti fondamentali per la conservazione dell’avifauna, con un focus specifico sull’Italia, saranno trattati nelle sessioni tematiche, nei workshop e nelle tavole rotonde del Convegno, a cui parteciperanno molti ornitologi italiani e stranieri tra cui il Prof. David Winkler della Cornell University Museum of Vertebrates di Ithaca, New York. Sono attesi oltre 300 partecipanti.

13 Ottobre 2009 - Scrivi un commento
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