La Sardegna, i Sardi, l'eolico e il buon senso

In Sardegna l’area marina di fronte le bellissime e selvagge spiagge di Is Arenas, Su Pallosu e S’archittu è stata scelta per la costruzione di un campo eolico off-shore. Sebbene si tratti di una “buona causa” il popolo sardo è insorto per cercare di tutelare questi paesaggi e promuovendo zone alternative in cui realizzare il progetto.

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di Annalisa Melis

eolico off shore
L’area marina di fronte le bellissime e selvagge spiagge di Is Arenas, Su Pallosu e S’archittu è stata scelta per la costruzione di un campo eolico off-shore
Un’isola battuta da forti venti e con quasi 1900 km di coste è chiaro che paia essere il luogo più adatto alla costruzione di impianti eolici per produrre una energia di quelle “buone”, rinnovabili.

Ma può definirsi buono un impianto mastodontico a meno di un miglio marittimo dalle spiagge, con pali alti più di 100 metri, che occupa uno spazio di circa due ettari di mare? Un mare bellissimo e tra l’altro vicinissimo ad una zona acquitrinosa protetta da una convenzione internazionale perché di passaggio per uccelli migratori.. e unica area in Italia di ripopolamento dell’aragosta.

Beh, qualcuno ancora dotato di buon senso pensa di no.

Non si tratta delle spiagge più famose e gettonate dai turisti, ecco perché forse si è pensato che non avrebbe dato fastidio a nessuno costruire una cosa del genere, tra l’altro utilizzando tecnologie già superate e a scopi puramente privati.

Eppure i miei corregionali non mi hanno deluso… loro non pensano che le energie rinnovabili siano una scusa buona per creare scempi ambientali e chiedono che vengano progettati impianti in posti più adatti, “nei luoghi e nei modi giusti”. Si sono mossi in blocco per fermare questa follia.

Ancora una volta i sardi dimostrano il loro profondo attaccamento ad uno dei beni più cari che hanno, ovvero la natura, i beni paesaggistici ed ambientali che spesso sono capaci di difendere come (purtroppo!) pochi altri popoli nella nostra nazione.

off shore danimarca
Le pale dell'impianto progettato sarebbero altre circa 100 metri
Dopo la divulgazione della domanda di concessione demaniale fatta alla capitaneria di porto di Oristano da parte dell’impresa Is Arenas Renewables Energies, per la costruzione di un campo eolico off-shore in un’area marina di fronte alle spiagge di Is Arenas, Su Pallosu e S’archittu, è stata immediata la presa di posizione della popolazione della zona, e immediata la solidarietà degli altri sardi.

E’ stato creato un comitato cittadino che, informatissimo, ha spiegato alla gente perché non era giusta la costruzione di un impianto simile. È stato creato un blog che ha raccolto 50.000 firme allegandole alla lettera inviata alla Capitaneria per richiedere l’immediata sospensione della concessione alla suddetta impresa e per evitare la messa in atto di un progetto che – si legge nella lettera – è:

-offesa gravissima al valore estetico ed ambientale del territorio

-mancanza di rispetto verso le comunità espropriate del diritto di decidere

-danno sul piano economico ed occupazionale per gli operatori commerciali e turistici locali

-impedimento alla piccola pesca e alla navigazione di diporto

-alterazione delle praterie sommerse di Posidonia oceanica

-alterazione del naturale moto delle correnti

-grave interferenza su migrazioni avifauna in zone umide della convenzione di Ramsar

-inquinamento acustico ed elettromagnetico

spiaggia mare sardegna
Una spiaggia sarda dalla bellezza incontaminata
Della stessa opinione è l’Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione “Italia Nostra”, che ha presentato nei giorni scorsi formale opposizione al rilascio della concessione demaniale per la realizzazione dell’impianto eolico off-shore oltre che alla Capitaneria di Porto, al ministro dell’Ambiente e al Presidente della regione Sarda.

Si parla di “impatto ambientale irreversibile sulle aree prospicienti il sito, alcune vincolate dal Codice dei Beni Culturali e dalla Legge Galasso”. L’Associazione sottolinea come l’impianto potrebbe danneggiare le praterie sommerse di posidonia oceanica con conseguente sconvolgimento dell’ equilibrio dell’ecosistema, e propone come luoghi alternativi alla costruzione di impianti per la comunque valida produzione di energia eolica, aree industriali dismesse o degradate, o zone di minor pregio, come recita il Piano Paesaggistico Regionale Sardo,(ancora in vigore nonostante le proteste di qualcuno, è uno tra i più completi e per questo severi!).

Il comitato cittadino non si è fermato ed è giunto a manifestare con forza il proprio dissenso al progetto a Cagliari davanti alla sede del Consiglio Regionale, dove alcuni delegati sono stati ascoltati e sono riusciti ad ottenere, anche dalla Regione, un documento di opposizione formale al progetto con apposita delibera.

La stessa delibera insiste sull’inadeguatezza del progetto a zone protette e vincolate, ma essa non ha purtroppo potere decisionale in quest’ambito poiché le leggi nazionali oggi prevedono l’assurdità che a decidere dei territori demaniali marini sia solo la capitaneria, escludendo di fatto Comuni e Regione.

Piccoli villaggi fatti di casette bianche sul golfo, campeggi immersi nel verde, monumenti naturali come il famoso arco scavato dall’acqua nella roccia di S’Archittu, spiagge lunghissime e ancora selvagge, zone frequentate da turisti poco invadenti (me compresa, che ormai sono una turista da queste parti!) e rispettosi che amano questi luoghi perché non soffrono dell’affollamento chiassoso e inquinante di ahimè altre parti dell’isola, vedrebbero la loro bellezza deturpata da file chilometriche di pale eoliche e rischierebbero di avere ambiente naturale e i già piccoli introiti da turismo e pesca rovinati irreversibilmente.


Spiaggia di Is Arenas con sassolini di quarzo finissimo
Ci vuole poco a capire che non sia giusto. Lo sviluppo di un turismo che le comunità stesse chiamano “di quello buono”, va sostenuto ed incoraggiato proprio per difendere l’immenso valore di angoli paradisiaci ancora non sfruttati, e non miseramente abbattuto da business di qualsiasi tipo, siano essi anche di energie rinnovabili.

Chiunque abbia visitato questi luoghi, vicinissimi a stagni con i loro eleganti fenicotteri rosa e di spiagge di sassolini di quarzo finissimi, ancora abitati da uccelli di ogni tipo e da tanta fauna selvatica, non può non essere rimasto colpito dall’imponenza della natura Sarda che si manifesta nelle alte rocce dalle forme bizzarre, dal mare cristallino spesso agitato da altissime onde e dalla fiera e genuina gentilezza degli abitanti del posto.

Di buon senso ce ne vuole veramente poco a capire che non si può permettere di cancellare “per un pugno di soldi” cose del genere che davvero sono senza prezzo.

Seguiremo con apprensione le sorti di As Arenas e dei suoi abitanti, umani e non umani, sperando che la determinazione di queste persone riesca non solo a salvaguardare un’area così unica e preziosa, ma che sia un forte esempio anche per distogliere le imprese da altri progetti simili…

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Eolico: Paesaggio e Ambiente

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11 Ottobre 2009 - Scrivi un commento
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8 lettori hanno commentato questo articolo:
17/10/09 13:44, Giò ha scritto:
assolutamente no all'eolico nel nostro mare
17/10/09 03:59, Ivana ha scritto:
Questa estate,dopo tantissimo tempo,con sacrificio ho portato mia figlia in vacanza proprio a S'Archittu e ogni giorno guardavamo meravigliate e stupite la bellezza di ciò che avevamo di fronte.Non mi sono fermata un secondo,quando mi è stato chiesto di firmare contro il parco eolico,io non sono nata in Sardegna,ma sono stata proprio in quella zona nel 1984 e non sarei mai voluta tornare a casa,per quanto io possa amare la mia città(Reggio Emilia)il destino mi ha riportato proprio li,nello stesso posto con la piccola Elly e quella magia ha cancellato in un colpo la tristezza che c'era dentro di me...Facciamo in modo che questa magia non scompaia mai..non sarebbe giusto distruggere ciò che la natura ci ha regalato in modo cosi' stupendo e inpagabile.Se si uniscono le forze,saranno tante le opportunità per far scoprire quanto sia bella questa parte di Sardegna che è tutta da amare..e renderle il valore che ha!!!! 17/10/2009 Reggio Emilia
14/10/09 10:18, claudio ha scritto:
dei pezzi di metallo, dei cavi ad alta tensione,il conseguenze elettromagnetismo,il rumore che accompagna tutto questo, da soli senza l´aspetto estetico,sono un´invasione della natura.non che non si faccia comunque,in quasi tutte le nostre attivitá umane lo facciamo, ma se ti dimostri tanto sensibile per le scorie nucleari, mi fa venir da pensare che ti accorgerai anche tu quanto cambia nella sostanza, semplicemente piazzare le pale in dei punti diversi,dove questi danni (che ci sono comunque,sia ben chiaro..), non siano estremi
13/10/09 20:51, federico ha scritto:
WWW IL NUCLEARE IN SARDEGNAAAA..
abbattimento di co2, poco vistose (CONTRO QUELLE ORRENDE PALE EOLICHE), senza inquinamento acustico, senza inquinamento della fauna marina ?!?!!?!, solo scorie che si possono tranquillamente affondare con le barche nel mare :D essendo incolore .. e inodore, possibilita' di farle sorgere in quelle parti (DEGRADATE DELLA REGIONE).., mentre l'eolico PURTROPPO é COSTRETTO a SORGERE solo dove c'e' una buona ventilazione...:( TANTI + MW :)) , e i turisti li possiamo fare fessi e contenti perche in caso di contaminazione NON VEDONO e NON SENTONO NIENTE :DDDD
VIVA IL NUCLEAREEEEEEEEEEE...........
13/10/09 08:12, Mario ha scritto:
Anche io concordo con Annalisa. Anche se non posso non sorridere amaramente quando afferma che i sardi lottano sempre per la difesa della propria terra. Dov'erano i sardi, quando Soru e il suo piano per la difesa delle coste è stato sconfitto dagli elettori in nome dell'abusivismo edilizio?
13/10/09 08:06, Flora ha scritto:
Completamente d'accordo con te Annalisa, non sopporterei di vedere uno scempio del genere in spiagge ancora così incontaminate... in una terra che ormai non mi appartiene più ma che rimarrà sempre mia,nel profondo del mio cuore, come in quello di tutti i sardi espatriati e di chi ha avuto la fortuna di visitarla, innamorandosene.
Quest'isola è di tutti e di nessuno, nessuno può arrogarsi il diritto di spodestare animali, piante e persone per interessi privati.Lo hanno già fatto in tante altre zone,impediamo che si prendano anche Is Arenas, che finora si era salvata.
12/10/09 13:57, bruna ha scritto:
Brava Annalisa! il tuo articolo mi è piaciuto molto e dimostra tutta la tua ammirazione e l'amore che nutri per la tua terra,speriamo che i responsabili di queste macabre idee ci ascoltino e non ci costringano a dimostrazioni meno civili, in bocca al lupo a tutti noi e viva la Sardegna
12/10/09 13:29, Maria ha scritto:
è vergognoso se l'eolico dovesse sorgere a Is Arenas ,vorra' dire che tutti isardi dovranno dimostrare di essere uniti e dire no con fermezza all'eolico selvaggio
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