Uccelli marini: le altre vittime della pesca industriale

La pesca industriale non minaccia soltanto la vita sottomarina ma anche quella fuori dall’acqua. Nel mondo, infatti, sono 300mila gli uccelli marini che rimangono accidentalmente impigliati negli ami. La Lipu e BirdLife chiedono l’impegno dell’Unione Europea per porre fine a questa strage.

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di Alessandra Profilio

albatros
La pesca industriale causa ogni anno la morte di duecentomila uccelli marini
Non solo i pesci ma anche gli uccelli marini sono vittime della pesca industriale.

Duecentomila sono, infatti, gli esemplari che ogni anno perdono la vita nei mari europei a causa della pesca con palamiti, quella effettuata con cavi lunghi anche decine di chilometri nei cui ami i volatili rimangono impigliati.

La Lipu e BirdLife International hanno quindi lanciato un appello a Joe Borg, Commissario europeo per gli Affari marittimi e la Pesca, affinché l’Unione Europea si impegni concretamente per fermare questa strage.

Negli ultimi tempi si è molto discusso circa l’impatto della pesca industriale sugli ecosistemi marini.

In particolare, di recente è stata proposta la tutela (tramite l’inserimento nella lista rossa delle specie protette) del tonno rosso che, pescato in massicce quantità per soddisfare le esigenze del mercato, rischia adesso il collasso commerciale.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i tonni: lo sfruttamento dei mari ha raggiunto proporzioni tali da far ipotizzare che entro il 2050, in assenza di un’inversione di rotta, potrebbero non esserci più pesci da mangiare.

Stando alle ultime notizie, però, ad essere minacciata dalla pesca industriale non è “solo” la vita sottomarina ma anche quella fuori dall’acqua.

Nel mondo vittime accidentali di questo metodo di pesca sono circa trecento mila uccelli marini, di cui centomila albatross.

albatross
La IUCN ha classificato come minacciate di estinzione 18 specie su 22 di albatross
“Si tratta di valori di mortalità insostenibili per molte specie – dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia – tenuto anche conto del fatto che molte di queste specie hanno un basso potenziale riproduttivo e sono in declino: la IUCN ha classificato come minacciate di estinzione 18 specie su 22 di albatross”.

Tra le specie a rischio si suppone che la Berta delle Baleari (Puffinus mauretanicus) – che ha una popolazione ormai ridotta a 2mila coppie e che come nidificante è confinato nelle isole Baleari – si estinguerà entro il 2040.

In Italia vittime principali sono la Berta maggiore e la Berta minore mentre in Europa tra le specie colpite vi sono la Berta dell’Atlantico e l’Edredone di Steller.

“Siamo a conoscenza da molti anni circa la morte degli albatross e di altre specie di uccelli marini nella pesca industriale con palamiti negli oceani del Sud – ha informato Euann Dunn, direttore del team Politiche marine della Rspb (BirdLife nel Regno Unito) – Molti saranno sorpresi di sapere che specie più rare della tigre sono minacciate di estinzione dalla pesca effettuata nelle acque europee.

È un decennio che aspettiamo dalla Commissione europea provvedimenti per ridurre l'impatto della pesca sugli uccelli marini: gli aggiustamenti tecnici nelle pratiche di pesca necessarie per prevenire gli inconvenienti della pesca industriale sono molto semplici, ma la volontà politica di applicarle sta mancando da troppo tempo”.

28 Settembre 2009 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
7/12/09 12:31, Giancarlo ha scritto:
Penso che siamo arrivati ad una conclusione.O l'uomo si ferma un attimo o veramente andiamo verso il suicio totale non solo degli animali ma l'uomo stesso scomparira'
In nome del profitto abbiamo giustificato tutto.E' venuto il momento di dire basta non solo a parole ma anche con i fatti,prima che sia troppo tardi
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