Le conferme del primo raduno nazionale dei Circoli MDF

Il 19 e 20 settembre si sono incontrati per la prima volta a livello nazionale i Circoli territoriali del Movimento per la Decrescita Felice. Il raduno, svoltosi presso l’evento Natura Bio a Rio Saliceto (RE), è stato caratterizzato da interessanti momenti di confronto e di scambio di idee.

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di Andrea Bertaglio


Si è finalmente svolto questo scorso fine settimana il primo raduno nazionale dei Circoli Territoriali della Decrescita Felice. Due giorni di incontro, confronto e scambio di idee doppiamente importante: ha permesso la conoscenza reciproca di molte persone aventi uno scopo ed una visione comuni ed ha smosso dalla fase di stallo organizzativo il Movimento per la Decrescita Felice, ora reso ancora più forte dalla certezza di essere supportato da persone entusiaste ed attive.

Erano presenti rappresentanti di numerosi circoli e molti curiosi o simpatizzanti desiderosi di ricevere informazioni sia sull’Associazione in generale che su come potere formare, appunto, un Circolo MDF (ora che la procedura per farlo è stata notevolmente semplificata: basta la sottoscrizione di cinque soci ed il versamento della quota annuale di 20 euro ciascuno).

Fra i presenti era comune il desiderio di riuscire a far parte di un Movimento più compatto, e allo stesso tempo di riuscire ad operare sul proprio territorio, in modo da influenzare il più possibile gli Enti locali. Ognuno ha infatti ritenuto fondamentale il fatto di riuscire a “contaminare” le Istituzioni con i contenuti ed i princìpi della Decrescita Felice.

Il messaggio MDF si sta diffondendo a macchia d’olio nel tessuto sociale e politico italiano, e questi circoli ne sono probabilmente la migliore espressione. Alcuni di essi, infatti, non erano presenti poiché impegnati nell’organizzazione di altri eventi, come il “Decrescifest” a Cesena, “Sommiamoci” in provincia di Pavia ed altre iniziative in Lombardia.

La formazione di un Circolo Territoriale è il primo passo per passare dalle parole ai fatti e l’entusiasmo, la costanza e l’intelligenza delle persone che già ne fanno parte lo conferma. C’è un estremo bisogno di persone come queste, portate o disposte a vincere la propria pigrizia, le disillusioni della società dei consumi e l’apatia generata dai media e dalla routine quotidiana. Persone che,senza necessariamente stravolgere la propria vita dall’oggi al domani e senza diventare degli eremiti anti-sociali, riescono anche con semplici gesti, semplici scelte e semplici iniziative a modificare il proprio stile di vita ed il mondo in cui vivono.

Molto interessanti sono state anche le due “Tavole rotonde” organizzate da MDF con la collaborazione dei giornali Terranauta.it e AamTerranuova. Moderati dai direttori degli stessi (rispettivamente Daniel Tarozzi e Mimmo Tringale), i dibattiti “Buone pratiche amministrative per una Decrescita Felice” e “Stili di vita per la Decrescita Felice” hanno beneficiato della presenza di importanti ospiti fra i quali Marco Boschini (coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi), Ermes Drigo (consigliere comunale della città di Portogruaro), Alessandro Mortarino (portavoce della Campagna nazionale “Stop al consumo di territorio”), Matteo Incerti (giornalista), Heidemarie Schwermer (autrice del libro “Vivere senza soldi”) e Alfredo Camozzi (presidente della Rete italiana villaggi ecologici).

Il fermento di MDF e dei suoi membri è sempre più vivo. A livello teorico è ormai accettato il fatto che il PIL non è più, se mai lo è stato, un metro di misura appropriato del benessere delle persone, tanto che anche la Commissione europea preparerà entro il 2010 un nuovo parametro che possa tenere conto non solo della circolazione di merci e denaro, ma anche di tematiche quali la sostenibilità ambientale ed altri aspetti sociali caratterizzanti ogni singolo Paese. È a livello pratico, quindi, che bisogna iniziare ad agire, se si vuole che gli stili di vita che ci hanno caratterizzati negli ultimi decenni non portino ad una fine precoce del mondo (e sottolineo del mondo, non del pianeta) così come lo conosciamo.

Le persone presenti a Rio Saliceto (o agli altri eventi svoltisi in contemporanea) questo scorso fine settimana, persone provenienti da ogni regione d’Italia, da ogni estrazione sociale, aventi un diverso livello di istruzione e di background professionale, il cambio di paradigma culturale proposto dalla Decrescita Felice hanno già iniziato a farlo. Con una serie di concrete iniziative tanto ammirevoli da suscitare la speranza che si, un cambiamento è davvero possibile. Anche qui. Ed anche adesso.

20 Settembre 2009 - Scrivi un commento
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