Il maratoneta contro lo smog

Haile Gebreselassie sta valutando la possibilità di rinunciare alla sua partecipazione alla maratona delle Olimpiadi di Pechino: l'eccessivo inquinamento della megalopoli metterebbe a rischio la sua salute e le sue prestazioni.

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di Miriam Giudici


Nonostante gli sforzi compiuti da Pechino per dare di sé un'immagine di città vivibile e pulita in vista delle prossime Olimpiadi, un duro colpo alla reputazione della metropoli viene da Haile Gebreselassie: il maratoneta etiope, fra i favoriti per la gara più prestigiosa della competizione olimpica, ha comunicato che la sua presenza è decisamente in forse. Il motivo? Il primatista mondiale e due volte campione olimpico dei 10.000 metri è preoccupato per le conseguenze che potrebbe avere, per il suo organismo, una corsa di 52km, difficile e stremante, in una delle città più inquinate del mondo.

Gebreselassie soffre di asma bronchiale allergica e, pur avendo assicurato che intende correre comunque i 10.000 metri, non vuole mettere a rischio il raggiungimento del suo vero obiettivo, cioè la vittoria e il nuovo primato mondiale nella maratona olimpica del 2012, a Londra.

Anche se non possiamo sapere se nella decisione di Gebreselassie abbiano pesato, in realtà, tattiche di altra natura, sta di fatto che Pechino ha perso uno dei suoi più grandi personaggi, e per un motivo legato ad un argomento molto critico: l'inquinamento della città, a livelli stratosferici nonostante le istituzioni municipali si siano impegnate a migliorare la situazione in vista della più importante manifestazione sportiva del mondo.

Gebreselassie è finora l'unico atleta ad aver dato forfait per motivi “ambientali”: ma le delegazioni di molti altri Paesi sono preoccupate per le condizioni in cui dovranno correre i loro campioni. Le squadre di Inghilterra, America, Usa e Australia avranno uno staff medico pronto a soccorrere le prevedibili crisi respiratorie dovute all'aria inquinata, e per gli allenamenti gli atleti useranno probabilmente inalatori e mascherine per filtrare l'aria – naturalmente sotto lo stretto controllo dell'antidoping. Al Comitato Olimpico Internazionale è arrivata addirittura la richiesta di spostare la sede dove si correrà la maratona, ma per ora il CIO sembra intenzionato solamente a variare l'orario di alcune gare su lunga distanza, in modo che si svolgano in momenti della giornata in cui il livello di inquinamento è meno critico.

La Cina, da parte sua, ha cercato di evidenziare gli sforzi fatti finora per migliorare le condizioni ambientali. È stata annunciata in settimana la creazione di un Ministero dell'Ambiente, con maggiori poteri rispetto all'organismo attualmente deputato all'attuale Sepa (Ufficio Statale per la Protezione dell'Ambiente). Inoltre, specificamente per i giochi di Pechino, è stato dato il via al progetto Blue Sky, in cui sono stati investiti 120 miliardi di yuan (12 miliardi di euro), che prevede una serie di misure piuttosto drastiche con la speranza di abbassare l'inquinamento atmosferico nel periodo delle competizioni. Fra le decisioni prese da Pechino vi sono infatti la chiusura temporanea di alcune fabbriche inquinanti e misure contro il traffico (targhe alterne e blocchi dei veicoli privati), già in atto e che si intensificheranno più ci si avvicinerà ad agosto.


Nonostante queste buone intenzioni e il continuo sbandieramento di dati ottimistici sulla diminuzione dei livelli di CO2 e di altri agenti inquinanti, gli osservatori esterni sono alquanto scettici sulla presunta svolta ambientalista del governo cinese: il World Health Organization prevede che quest'estate a Pechino l'inquinamento atmosferico supererà comunque di tre volte il livello considerato minimo per una buona respirazione, mentre l'autorevole Journal of Environmental Economics and Management ha stimato ben del'11% l'aumento annuo delle emissioni di anidride carbonica in Cina.

Ma anche senza leggere lunghi e dettagliati studi, pieni di stime, previsioni e cifre che ballano, è sufficiente provare a risvegliarsi a Pechino in un giorno qualsiasi, sommersi fin dal mattino da una coltre grigia che non è solamente innocua nebbia, per comprendere che rifiutarsi di correre ansimando per 52km in un simile inferno è una decisione molto, molto saggia per la propria salute.

Per saperne di più:

www.airimpacts.org

pechino2008.blogosfere.it

www.aere.org/journal/index.html

15 Marzo 2008 - Scrivi un commento
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