Che cos’è il bioregionalismo

Giuseppe Moretti, Coordinatore della Rete Bioregionale Italiana, ha scritto per Movimento Zero quest'articolo per spiegare sinteticamente in cosa consiste il bioregionalismo, corrente culturale a sfondo ecologico, economico e sociale nata negli anni '70 nell'America del Nord, come risposta al nascente (e crescente) disagio dell'uomo globale verso il proprio sradicamento e la perdita di identità verso se stesso e verso il mondo circostante.

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di Giuseppe Moretti

natura
Ri-abitare il mondo in cui viviamo significa pensare a noi stessi come parte interdipendente del mondo naturale
Ri-abitare il mondo in cui viviamo significa andare oltre i ‘confini’ che abbiamo tracciato, significa conoscere l’intreccio di relazioni che lega le nostre vite con l’ambiente che ci circonda. Significa pensare a noi stessi come parte interdipendente del mondo naturale, e, forse ancora più importante, sviluppare un senso del posto che sappia andare oltre il dogma dell’uomo signore e padrone del creato, e allargare invece il senso di comunità con tutti i viventi: umani e non-umani che siano. Il bioregionalismo è un tentativo per recuperare questo senso di appartenenza.

Le bioregioni vanno oltre i confini legislativi-politici, esse spostano la nostra attenzione sull’essenzialità del mondo naturale e pongono la società umana nel contesto ambientale. Ma cos’è allora una bioregione? Una bioregione è una regione naturale della terra e si può descrivere con l’aiuto della climatologia, pedologia e fisiologia, o semplicemente seguendo gli areali di flora e fauna autoctona.

Ma l’esempio più immediato e semplice per dare un’idea di che cos’è una bioregione oggi, in un mondo sempre più livellato e banalizzato, è quello del bacino idrografico: un corpo unico definito dall’acqua, all’interno del quale le diverse caratteristiche biologiche e fisiche si influenzano e interagiscono a vicenda, man mano che il reticolo d’acqua scende dalla montagna, percorre le valli e poi si getta in mare. Le caratteristiche ecologiche determinano il tipo, la qualità e la quantità di risorse naturali esistenti nella bioregione, le quali a loro volta determinano le attività, gli scambi, le organizzazioni sociali e le culture umane.

Detto questo, comunque, le bioregioni hanno confini porosi, nel senso che sono costantemente in cambiamento e costantemente in relazione con le bioregioni circostanti… e il pianeta terra.

Cosa significa oggi pensare in termini bioregionali, cosa significa pensare al proprio luogo in termini di sistemi connessi, in un momento in cui la moderna società tecno-consumista ha condizionato stili di vita, risorse e ricchezza della diversità biologica e culturale alle leggi del potere, mercato e convenienze?

bacino idrografico
L'esempio più immediato e semplice per dare un’idea di che cos’è una bioregione è quello del bacino idrografico
Pensare in termini bioregionali significa innanzitutto recuperare la nostra interezza come persone e cioè la capacità critica verso un sistema che annichilisce l’essere umano che è in noi e oggettivizza l’altro da noi.

Significa diventare attori della propria vita nel rispetto delle parti, significa creare una società che sia responsabile, giusta e umile nella consapevolezza di essere che un “filo dell’ampia trama della vita”.

Spesso, ci viene detto che sì questa idea bioregionale è affascinante ma troppo distante dalla realtà, dal cosiddetto ‘mondo reale’. Il punto è che l’idea bioregionale fa proprio riferimento al "mondo reale", che però è molto più ampio di quello pur legittimo a cui fanno riferimento le preoccupazioni umane. Il più ampio Mondo Reale è tutto ciò che ci circonda e che sostiene la vita sul pianeta. Il più ampio Mondo Reale è l’acqua che scorre libera e selvaggia, è la montagna che si allunga verso il cielo, è la nidiata di topolini nel prato, è il virus che prende e tempra l’organismo. Il più ampio Mondo Reale è il mondo della natura, e noi parte di essa attraverso l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo. La natura non è né bella né brutta, avara o generosa a seconda del nostro umore o interesse.

La natura è, con leggi e meccanismi propri, del tutto selvatica. La natura non è un mondo gratis, nel senso che non ci appartiene, siamo noi che apparteniamo ad essa.

Ciò per cui l’obiettivo bioregionale è quello di riportare l’essere umano e le sue attività, culture e stili di vita all’interno dell’economia della natura, attraverso il buon senso di una cultura della reciprocità e del limite. E in questo le bioregioni non sono altro che il teatro della pratica, il qui e ora dove assumerci le nostre responsabilità nel più ampio riequilibrio planetario.

Articolo tratto da Arianna Editrice

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16 Settembre 2009 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
28/11/09 09:02, Luca di Zena ha scritto:
E' un concetto splendido, spirituale, ma tanto difficile. Implica lo smantellamento della storia della maggior parte dei popoli, certamente di quelli che fino ad oggi hanno avuto la meglio sul pianeta. Come scelta individuale ci mette davanti a percorsi durissimi... il ritorno in campagna, utilizzando il più possibile le risorse locali, l'autoproduzione, l'orto. Ridurre la mobilità, i viaggi... Una lotta quotidiana tra l'operato e l'ambito. Però, quanto è appagante sentire di essere nella direzione giusta e, in alcuni felici momenti, percepire quell'equilibrio con l'ambiente circostante, il bosco attorno a casa e tutti i suoi abitanti, sentirsene parte.
Provare per credere. Calorosamente, Luca.
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