WWF

Piano casa: una nuova speculazione edilizia approvata dal Governo

Ieri 21 luglio è stato approvato dal Governo il piano casa, non più un piano che prevedeva l’aumento di cubatura dell’edificio esistente, ma un’ennesima speculazione edilizia legalizzata, ottenebrata dall’ ingente numero di occupazione che potrebbe apportare all’industria edilizia e dal conferimento di nuovi alloggi a basso costo alle fasce della popolazione meno abbiente.

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piano casa speculazione edilizia
Il nuovo piano casa rischia di trasformarsi in un’ennesima speculazione edilizia
Attenzione ai termini: il “piano casa” varato dal Governo ieri 21 luglio è cosa diversa dal “piano casa” di cui lungamente si è discusso nei mesi scorsi. Quello di oggi è un piano di edilizia pubblica residenziale, cioè quello che una volta si sarebbe detto piano di case popolari, l’altro era un ipotetico piano di aumento di cubatura dell’edificato esistente, più o meno condizionato da parametri di efficienza ambientale, sul quale le regioni stanno progressivamente legiferando, mentre, da parte dello Stato, ancora si attende l’adozione del decreto legge previsto dalla Conferenza Unificata dello scorso fine marzo.

“Vedremo cosa conterrà esattamente il provvedimento del Governo e quantificheremo in termini di cubature e occupazione di suolo l’impatto del piano sul territorio – ha detto il WWF –. Sin da ora però affermiamo che dirimente sarà l’attenzione posta sulle modalità con cui le cubature verranno realizzate. Anche l’edilizia popolare deve infatti garantire parametri di efficienza ambientale. Come già in Germania e in alcune (troppo poche finora) parti d’Italia, tutte le nuove costruzioni devono infatti rispondere a precisi parametri di efficienza energetica che consentano la riduzione dei consumi sia per riscaldamento che per il raffreddamento dell’edificio. Le nuove tecniche di costruzione possono poi consentire anche un significativo risparmio idrico e possono prevedere a seconda dei materiali utilizzati anche un rispetto ambientale valutato in tutto il ciclo produttivo delle varie componenti che costituiscono l’edificio. E’ inoltre opportuno che ogni nuova costruzione preveda un corretto insediamento urbanistico, garantendo un facile accesso ai mezzi pubblici di trasporto e prevedendo un adeguato numero di posti macchina coperti per ridurre l’effetto lamiera che ormai caratterizza tutte le strade delle nostre città.”

Fondamentale sarà poi la verifica di come i piani di edilizia popolare si incroceranno con i piani regolatori e i piani paesaggistici adottati. È auspicabile che non vengano aumentate le cubature già previste e non ancora realizzate. Proprio queste ultime possono infatti essere riconvertite in edilizia popolare garantendo, grazie al contributo pubblico, un abbattimento dei costi e l’immissione sul mercato di alloggi economicamente più accessibili. Fermo restando che poi il meccanismo di assegnazione ed accesso di queste nuove costruzioni sia improntato a criteri trasparenti che garantiscono davvero le fasce sociali più deboli.

“Se questi elementi di attenzione non sono garantiti – conclude il WWF – anche questo piano rischia di trasformarsi nell’ennesima speculazione edilizia.”

21 Luglio 2009 - Scrivi un commento
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