Nuova frontiera del riuso: pneumatici… da costruzione

Discariche a cielo aperto invase da pneumatici, densi fumi neri che si sollevano da inceneritori per gomme. Scenari diffusi ovunque, fino a pochi anni or sono, e non ancora scomparsi nei paesi del sud del mondo. Dopo tante proposte per il riciclo dei pneumatici di scarto, arriva una nuova idea dal carattere più ecologico: riutilizzare la gomma, senza riprocessarla chimicamente, come materiale per costruzioni resistenti a terremoti e alluvioni.

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di Virginia Greco

pneumatici scarto
Ogni anno in Italia vengono prodotte 430.000 tonnellate di pneumatici di scarto
Ogni anno in Italia vengono prodotte 430.000 tonnellate di pneumatici di scarto (in Europa circa 2,5 milioni); secondo l’Agenzia di Protezione Ambientale degli Stati Uniti, per ogni americano c’è ogni anno uno pneumatico di rifiuto. Come evitare di essere seppelliti da montagne di gomme? Come si può fare per non deturpare l’ambiente abbandonando tanto materiale non degradabile?

Si tratta di una problematica per nulla di poco conto, per affrontare la quale da tempo si svolgono ricerche e si cercano soluzioni. Da qualche anno è ormai proibito in molti paesi (tra cui l’Italia) l’incenerimento dei pneumatici, ma anche il loro abbandono in discariche a cielo aperto, come del resto il seppellimento. Si è infatti appurato che ad essere altamente tossici sono non solo i gas emessi per combustione, ma anche le sostanze che possono essere rilasciate nel suolo in seguito a parziale decomposizione della gomma (soprattutto in terreni umidi).

Attraverso molteplici processi è possibile trattare i pneumatici di scarto al fine di reimpiegarne il materiale per scopi vari.

Mediante pirolisi si possono separare alcuni componenti originari, quali carbonio, metalli (per lo più acciaio), gas vari ed oli artificiali: essi sono poi riuniti in miscele per la produzione di nuovi pneumatici o materiali termoplastici, con cui si fabbricano cavi speciali.

tire log
Il Tire Log è un articolo brevettato dall’azienda “Re-Tread Products Inc.” con ottime proprietà strutturali
La devulcanizzazione (effettuata mediante agenti chimici) consente invece di produrre una gomma rigenerata assimilabile a quella vergine, che può essere impiegata per esempio per la fabbricazione di suole di scarpe, tappeti e involucri.

Molto comune è anche la frantumazione (e successivo parziale setacciamento) dello pneumatico, al fine di produrre granulati o polveri con cui realizzare materiali da riempimento, miscele bituminose o cementizie e termoplastiche.

Ognuna di queste soluzioni prevede, però, il trattamento dei pneumatici in processi costosi che comportano un certo dispendio di energia ed emissione di gas serra, visto che si tratta di lavorazioni chimico-industriali. In tal caso si parla infatti di “riciclo”. Ma l’obiettivo più ambito, per il minor impatto ambientale, è sempre il “riuso”.

Una nuova proposta, a tal proposito, giunge ora da un’azienda di New York, la quale ha pensato di trasformare i pneumatici in materiale da costruzione e rivestimento, senza riprocessare la gomma, bensì semplicemente facendola a fette. In pratica, le parti laterali dei pneumatici vengono tagliate ed unite per formare lunghe strisce. Queste poi sono avvolte insieme, molto serratamente, in configurazione a spirale, in modo da costituire un robusto nucleo centrale di (quasi) qualunque diametro e lunghezza. A seguire tale avvolgimento viene ricoperto di uno strato di fibra di vetro che lo rende rigido.

Da questo processo nasce Tire Log, articolo brevettato dall’azienda “Re-Tread Products Inc.”.

Così realizzato, il nucleo di gomma (e fili di acciaio, presenti nello pneumatico) rappresenta un modulo da costruzione dotato di ottime proprietà strutturali: esso è estremamente resistente ma allo stesso tempo flessibile. Ciò gli consente di essere impiegato come materiale per fabbricare strutture che debbano resistere ad eventi atmosferici violenti, come terremoti, alluvioni, frane.

casa tire log
Il Tire Log è in grado di assorbire le forze provenienti da spostamenti d’acqua, vento violento, pressioni di neve e ghiaccio
Tire Log può essere utilizzato per costruire argini, dighe e pareti di contenimento, è, infatti, in grado di assorbire le forze provenienti da spostamenti d’acqua, vento violento, pressioni di neve e ghiaccio. Inoltre con esso si possono costruire piattaforme per sostenere strutture pesanti, strade a tronchi, rampe per barche, sponde e argini, barricate, rifugi in caso di tornado e terremoti.

“Devi pensare qualcosa di differente per fare la differenza” è lo slogan dell’azienda.

L’idea è senza dubbio originale ed interessante e le prospettive appaiono ampie. Proprio per sviluppare e incrementare la produzione, l’azienda ha chiesto una sovvenzione federale.

Vale la pena di sottolineare che lo pneumatico non viene recuperato integralmente, in quanto ad essere tagliata a fette è la parte più esterna. Senza dubbio però il fatto che la gomma recuperata non subisca trattamenti complessi comporta una significativa riduzione di spesa ed emissioni nocive e dannose per l’ozono, nonché risparmio di energia.

Se la produzione di tali materiali da costruzione si rivelerà vantaggioso, si potrà auspicare di veder sparire le montagne di pneumatici abbandonati anche in vari paesi del sud del mondo, dove purtroppo normative meno stringenti non impediscono la discarica a cielo aperto e spesso l’incenerimento di tali materiali di scarto. Per altro in molti casi sarebbero proprio tali paesi a potersi giovare dell’impiego di materiali speciali, particolarmente resistenti a violenti fenomeni naturali.

A margine di tutto ciò, comunque, ci si accorge di dover aggiungere un altro buon motivo ai tanti per cui sarebbe il caso di lasciare il più possibile l’auto in garage; per mantenere elevate le prestazioni, ma soprattutto la sicurezza delle nostre vetture è, infatti, necessario cambiare con una certa frequenza i pneumatici. Senza dubbio sarebbe meglio cambiare più spesso scarpe (con suole riciclate, preferibilmente).

21 Giugno 2009 - Scrivi un commento
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2 lettori hanno commentato questo articolo:
23/10/09 10:28, Bonko ha scritto:
Non è la gomma in se ad essere tossica ma i sottoprodotti della sua combustione. La gomma di per se è un inerte per cui
potresti vivere in mezzo a una discarica di copertoni senza effetti coolaterali.
Guardati le cose che fa Reynolds con le Eartships.
sono dei lavori super interessanti.
16/9/09 02:37, Andrea Cecconi ha scritto:
"Si è infatti appurato che ad essere altamente tossici sono non solo i gas emessi per combustione, ma anche le sostanze che possono essere rilasciate nel suolo in seguito a parziale decomposizione della gomma (soprattutto in terreni umidi)."
Come può essere ECOLOGICO un materiale altamente tossico? E...
trovate ragionevole circondare persone di un materiale che è tossico "anche (per) le sostanze che possono essere rilasciate nel suolo in seguito a parziale decomposizione della gomma soprattutto in terreni umidi)" o comunque in condizioni di umidità persistente? ( nelle pareti delle case, ma un pò in tutti imateriali da costruzione permane un tasso d'umiditò simile a quello natrale dei terreni)-
"Se la produzione di tali materiali da costruzione si rivelerà vantaggioso, si potrà auspicare di veder sparire le montagne di pneumatici abbandonati anche in vari paesi del sud del mondo, dove purtroppo normative meno stringenti non impediscono la discarica a cielo aperto e spesso l’incenerimento di tali materiali di scarto. Per altro in molti casi sarebbero proprio tali paesi a potersi giovare dell’impiego di materiali speciali ... "
Certo! I materiali tossici si riciclano e discaricano nel Terzo mondo! ...
Cos'è più antiestetico lo pneumatico o l'abitante del 3° mondo? ...
Ambedue, sembra di capire! Non è razzismo subliminale?
Andrea Cecconi
ac_bioarc@tin.it

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