Via libera alla tossicogenomica

Approvato negli Stati Uniti un metodo di sperimentazione delle sostanze tossiche affidabile, rapido, economico e che non prevede l’utilizzo di animali da laboratorio. Un vero e proprio stop ai test su animali.

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di Rachele Malavasi


Finalmente è arrivato. È giunto il giorno che molti di noi, rispettosi di tutte le forme di vita e amanti degli animali, stavamo aspettando. Lo scorso 15 febbraio, durante il congresso dell’Associazione Americana per l’avanzamento delle Scienze (AAAS), le tre più importanti agenzie di ricerca americane (NIEHS - National Institutes of Environmental Health Sciences; NHGRI - National Human Genome Research Institute; EPA - Environmental Protection Agency) hanno firmato un accordo per dare via libera alla tossicogenomica, mettendo in atto quanto preannunciato lo scorso luglio dal Consiglio Nazionale delle Ricerche statunitense (NRC) nel Rapporto Tossicologia del XXI secolo

La tossicogenomica è una tecnica di sperimentazione delle sostanze tossiche. Mentre la tossicologia praticata fino ad oggi si basava sulla somministrazione di sostanze agli animali, per poi studiarne le conseguenze in diverse condizioni, la tossicologia cellulare studia le conseguenze della somministrazione di tali sostanze su singole cellule o tessuti umani coltivati in vitro

Secondo Francis Collins, direttore dell’NHGRI, questo accordo rappresenta una svolta epocale, che ci permetterà di abbandonare l’ormai sempre più contestata sperimentazione animale.

La tossicogenomica, nata negli anni ’90, valuta la tossicità delle diverse sostanze nei confronti di linee cellulari umane (epatiche, renali, celebrali, …), sulla base dell’alterazione del materiale genetico. Una variazione nell’espressione di un certo tipo di geni, infatti, permette di prevedere il tipo di tossicità che svilupperà nell’uomo la sostanza analizzata. Inoltre, si vengono a conoscere con precisione i meccanismi di risposta delle diverse linee cellulari a tali sostanze.

Le sperimentazioni effettuate fin’ora, basate sulle reazioni degli animali, molto spesso sono risultate fallimentari. Tutt’oggi, dopo decenni di sperimentazioni e milioni di animali torturati, si stima che siano in circolazione ancora ben 100.000 sostanze chimiche di sintesi potenzialmente tossiche. Nessuna specie animale, infatti, può essere considerata un modello biologico affidabile per qualsiasi altra specie.

La rivoluzione della tossicogenomica è esplosa grazie alle sempre maggiori pressioni di diverse associazioni (in particolar modo la BUAV, British Union for the Abolition of Vivisection) in seguito all’approvazione del progetto europeo Reach (Registration evaluation and authorisation of chemicals). Il progetto prevede infatti la valutazione della tossicità di circa 30.000 sostanze chimiche prodotte in Europa prima del 1981 e mai testate, oltre alla regolamentazione di altre 100.000. La credibilità del Reach richiede test veramente affidabili. Subito dopo l’approvazione, nei due anni necessari per il recepimento del progetto, molti animali da laboratorio hanno sudato freddo al pensiero dei milioni di esperimenti a cui sarebbero stati sottoposti per soddisfare il Reach. Grazie alle pressioni di scienziati, associazioni e cittadini, invece, la vera svolta è arrivata con la tossicogenomica.

L’approvazione del mondo scientifico è stata determinante per il via libera. Claude Reiss, presidente di Antidote Europe (in prima linea per la tossicogenomica), ha rilasciato un’intervista all’autorevole rivista Science, in cui spiegava tutti i vantaggi di questo nuovo metodo:

  • Alto livello di automazione e rapidità dei risultati – 10.000 test in un solo giorno contro i 10-100 possibili test tossicologici all’anno su roditori. Secondo il National Toxicology Programme (NTP) statunitense, un “test serio” per una sola sostanza tramite la sperimentazione animale richiede circa 3 anni di tempo, solo una settimana circa con la tossicogenomica.
  • Affidabilità dei test – Thomas Hartung, direttore dell’ECVAM (Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi) aveva definito in un articolo su Nature i test effettuati su animali come “cattiva scienza”, in quanto impossibili da applicare al caso umano, al contrario della tossicogenomica che si basa su linee cellulari umane.
  • Costi abbattuti rispetto alla sperimentazione animale - sempre secondo l’NTP, il costo della sperimentazione animale su 100.000 sostanze è di 26,5 miliardi di euro, contro i soli 1,5 miliardi della tossicogenomica. Si parla di circa 5.000 euro per testare una sola sostanza contro 50 euro. Vengono infatti drasticamente ridotti i costi per le infrastrutture, il trasporto degli animali, il loro mantenimento…
  • Nessun animale sacrificato

L’Europa, ovviamente, è bloccata dai suoi vincoli burocratici e non ha ancora approvato l’utilizzo della tossicogenomica come metodo alternativo alla sperimentazione animale. Esistono già comunque imprese europee (due in Germania ed una in Francia) che si occupano di tossicogenomica, e si spera che a breve possa nascere un Centro europeo di tossicogenomica finanziato dagli Stati membri.

Se così non fosse, i buoni propositi del Reach verrebbero annullati dagli interminabili tempi di sperimentazione, dall’inaffidabilità dei test e sarebbero milioni gli animali sacrificati senza scopo.

Per quanto riguarda l’Asia, mentre il Giappone approva a pieni voti la tossicogenomica, in Russia si procede ancora a piccoli passi, ma si procede. La prestigiosa università State Agricultural Academy ha annunciato che cesserà la sperimentazione su animali a scopi educativi. Gli animali venivano ancora sedati per somministrazione di vodka ed utilizzati nel corso delle lezioni. La SAA segue la decisione dell’Accademia Veterinaria di St. Pietroburgo, che aveva abbandonato la vivisezione “educativa” nell’ottobre del 2005.

Per quanto ci siano delle evidenti disparità fra la situazione degli animali da laboratorio nei diversi stati del Mondo, è vero ovunque che ci troviamo di fronte ad esseri viventi coscienti ed evoluti che vengono utilizzati e torturati senza il minimo rispetto. La crescente sensibilizzazione nei confronti di queste tematiche ci lascia intendere che questa svolta epocale sia avvenuta proprio in questo momento non solo per salvaguardare la salute umana, ma anche perché ci rendiamo sempre più conto di come la nostra terra, Gaia, abbia bisogno della collaborazione fra tutte le forme di vita per poter funzionare.

Fonti:

Antivivisezione - www.antivivisezione.it

BUAV - British Union for the Abolition of Vivisection - www.buav.org

Comitato Scientifico Equivita - www.equivita.it

Larepubblica – www.larepubblica.it

Medicina democratica – movimento di lotta per la salute - www.medicinademocratica.it

OIPA Italia – Organizzazione internazionale protezione animale - www.oipa.it

27 Febbraio 2008 - Scrivi un commento
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