UE: stop alle pellicce di foca

Il Parlamento Europeo ha approvato un regolamento che vieta, salvo qualche eccezione, l’importazione ed il commercio di pelli di foca e prodotti derivati. Le associazioni ambientaliste e milioni di cittadini festeggiano questo importantissimo traguardo.

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di Alessandra Profilio

foca
Il Parlamento Europeo ha vietato, salvo alcune eccezioni, il commercio di pelli di foca e prodotti derivati
Vietata l’importazione nell’Unione Europea di pelli di foca e di prodotti derivati.

A sancirlo è stato nei giorni scorsi il Parlamento Europeo con la larghissima maggioranza di 550 sì, 49 no e 41 astenuti. Previste, tuttavia, alcune eccezioni per gli animali uccisi nel contesto della caccia tradizionale degli esquimesi (inuit) o svolta ai fini della gestione sostenibile delle risorse marine, oppure se i prodotti derivati costituiscono «souvenir» di viaggio.

In base all’accordo, quindi, l’introduzione sul mercato comunitario e la messa a disposizione di terzi, a titolo oneroso, di prodotti derivati dalle foche, sono autorizzate solo quando «provengono dalla caccia tradizionalmente praticata dagli Inuit e da altre comunità indigene e contribuiscono alla loro sussistenza».

Inoltre, l’importazione è consentita se «di natura occasionale ed è costituita esclusivamente da merci destinate all’uso personale dei viaggiatori o dei loro familiari».

La vendita sul mercato Ue sarà altresì autorizzata «unicamente su basi non lucrative» per gli articoli provenienti da sottoprodotti della caccia regolamentata dalla legislazione nazionale e «praticata al solo scopo di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine». In entrambi i casi, il tipo e la quantità di questi prodotti non dovranno essere tali da far ritenere che l’importazione e la vendita possano avere finalità commerciali. L’immissione sul mercato UE dei prodotti che rispettano le disposizione del regolamento non potrà essere impedita dagli Stati membri.

La normativa verrà applicata 9 mesi e 20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Entro nove mesi dalla sua entrata in vigore, gli Stati membri dovranno stabilire le sanzioni da applicare in caso di violazione delle sue disposizioni e prendere i provvedimenti necessari per la loro messa in atto.

ue
Il regolamento UE è volto a sanare la frammentazione dovuta alle diverse legislazioni nazionali
Le sanzioni, che andranno notificate alla Commissione europea, dovranno essere «effettive, proporzionate e dissuasive». Inoltre, due anni dopo l’entrata in vigore (e successivamente ogni quattro anni) gli Stati dovranno trasmettere alla Commissione una relazione in cui illustrano le azioni intraprese per attuare il regolamento.

Attraverso tale regolamento l’Unione Europea ha voluto da una parte sanare la frammentazione del mercato UE causata dall’esistenza di legislazioni nazionali divergenti, dall’altra rispondere alle richieste delle associazioni ambientaliste e di tantissimi cittadini riguardo al benessere degli animali e alla presenza sul mercato di prodotti ottenuti da animali che possono «provare dolore, angoscia, paura ed altre forme di sofferenza».

"Il voto odierno del Parlamento europeo rappresenta una storica vittoria della associazioni animaliste che da 30 anni si battono in tutta Europa contro la mattanza delle foche a fini commerciali - commenta Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - ma è un'importante risultato anche per la LAV, che ha fatto sua questa battaglia in Italia portando, nel 2006, all’emanazione di un Decreto interministeriale di bando all'importazione delle pelli e derivati di foca nel nostro Paese".

Tale decreto, come ha sottolineato Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, ha introdotto misure restrittive non solo per l’importazione dei mantelli dei cuccioli, ma anche per quelli di foca adulta, imponendo di fatto lo stop quasi totale alle pelli di foca, atteso da tempo dalle associazioni ambientaliste e animaliste.

caccia
La caccia alle foche in alcuni Paesi viene considerata addidirittura uno sport
Queste ultime, infatti, da anni si impegnano per informare e sensibilizzare i cittadini riguardo ad una pratica crudele come quella della caccia alle foche, atroce consuetudine che in alcuni Paesi viene considerata, addirittura, uno sport. Si pensi che in Norvegia nel 2004, il Parlamento ha introdotto la possibilità per i turisti stranieri di partecipare alla caccia alle foche che vivono nella zona costiera.

A detenere il triste primato per numero di esemplari uccisi ed efferatezza nei metodi di uccisione è il Canada.

Tuttavia anche in alcuni Paesi europei, quali Svezia, Finlandia e Scozia, le foche vengono uccise per ricavarne prodotti e articoli, quali carne, olio, grasso, organi, pelli e pellicce nonché le capsule Omega 3.

I due più grandi importatori di pelli da pellicceria sono la Danimarca (che le importa direttamente dal Canada e dalla Groenlandia) e l’Italia (da Russia, Finlandia e Scozia).

Fra pochi mesi, però, con l’entrata in vigore del regolamento UE, la situazione cambierà.

La LAV, tutte le associazioni ambientaliste e milioni di cittadini festeggiano ora una vittoria storica che, ci si augura, metterà la parola fine a decenni di crudeltà restituendo alle foche e a quei ghiacciai intrisi di sangue il loro originale candore.

20 Maggio 2009 - Scrivi un commento
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2 lettori hanno commentato questo articolo:
28/6/09 06:30, Bruno MANZINI ha scritto:
Dire che mi vergogno di essere un essere umano è poco. Posso forse, con molti dubbi, arrivare a comprendere ma non a giustificare sempre gli altri usi che vengono fatti degli animali dagli esseri umani, allorquando questi usi potrebbero in qualche maniera essere utili alla sopravvivenza dell'uomo. Ma questo proprio no. È notorio infatti che esistono molti modi per ripararsi dal freddo senza dover ricorrere a prodotti di origine animale quali le pellicce, non esiste quindi alcuna giustificazione a questo mercato delle pellicce dei cuccioli di foca. Le immagini raccapriccianti che l'uccisione di questi poveri animali e del loro scuoiamento spesso quando sono ancora vivi e coscienti hanno già fatto il giro di molte televisioni. Il fatto di non guardarle volutamente perché sono immagini raccapriccianti, se si pensa al dolore provato a queste povere bestie, non è una giustificazione, perché nel momento in cui si decide di non guardarle per la loro crudezza, si deve avere già compreso il messaggio contenuto. Ben vengano le leggi e norme a livello comunitario, nazionale e quant'altro per limitare con un divieto l'utilizzo di questi prodotti ottenuti modo così cruento. Ma voglio andare al di là di questo, perché qui succede la stessa cosa che si verifica con la prostituzione. Se si fa un sondaggio chiedendo alla maggior parte degli italiani maschi se hanno rapporti sessuali con prostitute, la maggior parte lo negherà. Per contrapposto è il numero di prostitute presenti nelle nostre strade, che conferma che avviene il contrario. È infatti una legge di mercato che se non c'è la domanda non c'è neanche l'offerta. La presenza di un così alto numero di prostitute indica che il mercato è florido, che quindi i clienti ci sono, e sono tanti. La stessa cosa dovrebbe venire per il mercato delle pellicce; se c'è una così massiccia caccia vuol dire che c'è una massiccia richiesta di questi prodotti, altrimenti i cacciatori che traggono i loro proventi da questo commercio, sarebbero disoccupati. Il sistema migliore per impedire che ci sia importazione ed uso di qualsiasi tipo di prodotto animale che non sia strettamente necessario per la vita dell'uomo, è quello di non comperare tali prodotti. Naturalmente anche qui si parla di coscienza zoofila e di informazione; alle associazioni quindi e a tutti i mezzi stampa il compito di informare la gente sulla inutilità di questi prodotti, derivante dalla possibilità di utilizzare alternative assai meno costose e cruente. Dico costose e cruente perché il discorso del costo può essere ben presentato a chi non ha coscienza zoofila, mentre invece la crudeltà è la via del messaggio da dare a chi è zoofilo. Personalmente non sapevo che gli omega tre fossero ricavati nella maniera in cui è scritto nell'articolo; quindi molto importante l'informazione su tutti prodotti, anche quelli che non sembrano derivare da animale perché presentati in forme diverse da quelle che possono richiamarci alla mente l'uso di animali, come può avvenire d'esempio per una pelliccia. Mi preme sottolineare a questo punto l'importanza di avere degli organi di controllo in primo luogo, e di informazione in secondo luogo, possibilmente statali ed indipendenti da ogni forma di commercio e pubblicità; questo per evitare interferenze da parte di poteri economici (che ovviamente sono privi di scrupoli, in quanto pensano solo a lucrare) sia nel controllo dei prodotti sia nelle informazioni che vengono fornite al pubblico. Già molti esempi, in tutti i settori, dovrebbero averci fatto capire che la menzogna dilaga allo scopo di favorire l'acquisto di questo o quel prodotto. In sostanza, l'unico modo che abbiamo come singoli individui per poter contrastare qualcosa o qualcuno è quello di fare dei nostri acquisti ponendoci sempre la domanda: "quello che sto acquistando è un prodotto etico? L'acquisto di questo prodotto da parte mia vuol dire l'approvazione tacita non solo del prodotto di per se stesso, ma anche della maniera in cui è stato prodotto; sono d'accordo su questo?" Per chi invece non si pone il problema suscitato dalla domanda di prima, la domanda sarà la seguente: "posso trovare un'alternativa a questo prodotto che costi meno?".

Se crediamo che la nostra vita debba essere uguale a quella di un vegetale che vive si riproduce e muore, allora non possiamo porci tanti problemi. Se invece pensiamo che con l'atto di essersi riprodotti, abbiamo anche scelto di addossarsi la responsabilità di lasciare ai nostri figli un mondo un po' migliore (quello attuale non mi sembra che vada molto bene), allora dovremmo cercare, nel nostro quotidiano, anche quando facciamo la spesa, di lasciare ai nostri figli un mondo un po' migliore e questo lo si può fare con la conoscenza dei prodotti che si acquistano e usando la nostra coscienza negli acquisti. Quindi, cari amici, cerchiamo di boicottare tutti quei prodotti inutili, violenti, che sono causa di guerre, in sostanza di tutti quei prodotti che vanno contro la nostra etica.
3/6/09 07:20, anonimo12 ha scritto:
L'uomo non può infrangere le leggi che lui stesso ha creato...L'uomo deve tener conto di una delle leggi che un tempo ha salvato milioni di vite umane e che ora deve salvare milioni di vite animali...Un tempo,dopo rivolte del popolo,venne proclamata l'ugalianza dove nessuno era più potente di un altro e dove nessuna persona aveva diritti speciali su un'altra!E ora chi caccia le foche infrange una delle più rigide leggi che l'uomo abbia mai creato.Cacciando le foche quell'uomo si crede più potente di loro perchè loro sono più deboli e non sanno difendersi.Ma allora dov'è fibìnita l'ugalianza che un tempo a salvato i nostri antenati?!
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