Guarigione come Crescita

Internet, mente di Pachamama

Internet assume ogni giorno di più le caratteristiche di un cervello umano: è come una supermente che, raccogliendo dati ed informazioni, assimila progressivamente la realtà ordinaria. Tutto questo apre prospettive e scenari estremamente seducenti…

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di Giancarlo Tarozzi

cervello
La rete è qualcosa di estremamente simile a un cervello umano
Ogni volta che ci ricordiamo che tutte le forme vitali che abitano il nostro pianeta sono una manifestazione unitaria di un principio che discende da una sola cellula primordiale di una vita che non è mai morta e che le stesse cellule del nostro corpo sono connesse direttamente e senza soluzione di continuità a tale cellula, è inevitabile considerare il processo evolutivo del pianeta stesso come un qualcosa che abbraccia ed ingloba quello delle singole specie, compresa quella umana.

Ho fatto questa premessa perché negli ultimi tempi molti ricercatori iniziano ad affermare che Internet sta diventando una forma vera e propria di consapevolezza in embrione, ormai del tutto scollegata da una sede fisica specifica, da un computer particolare.

La Rete, come somma di centinaia di milioni di computer, ognuno con le proprie memorie, con i propri sistemi operativi, sta diventando qualcosa di estremamente simile a un cervello umano.

Così come le interazioni tra i neuroni, per mezzo delle sinapsi, creano le basi per la formazione e la manifestazione del pensiero, molti studiosi affermano che questo comincia ad avvenire anche in Internet.

Del resto, gli stessi motori di ricerca pian piano iniziano ad andare al di là della loro programmazione ed esercitano vere e proprie scelte; social network come Facebook raccolgono dati ed informazioni su un numero sempre crescente di esseri umani e, perché no, di animali. E così via...

facebook
La realtà quotidiana viene assimilata dalla supermente di Internet. Pensiamo a Facebook, il socialnetwork che raccoglie informazioni su un numero enorme di persone
La realtà ordinaria e quotidiana viene progressivamente assimilata ed archiviata nella supermente di Internet, pur essendo fisicamente delocalizzata, analogamente al modo in cui i nostri ricordi vengono archiviati nella rete neuronale del nostro cervello.

Tutto questo apre prospettive e scenari estremamente seducenti. Infatti, se consideriamo l’essere umano come una delle punte di diamante del processo evolutivo in atto sul pianeta, aver creato Internet può significare avere gettato realmente le basi per un ulteriore salto di livello dello sviluppo di una coscienza-consapevolezza planetaria.

Gli effetti dello sviluppo tecnologico della razza umana sul sistema vitale di Pachamama sono molteplici, per fare qualche esempio:

- con la diffusione dei voli intercontinentali, una gran quantità di specie vegetali, animali, di microbi e batteri hanno avuto la possibilità di spostarsi e di interagire con altre forme di vita, in altri luoghi del pianeta prima irraggiungibili per loro, proseguendo così un loro processo di evoluzione e di interazione con altre forme viventi,

- la stessa diffusione capillare degli antibiotici costituisce uno stimolo incredibile di mutazione ed evoluzione per molte specie microbiche, innescando in loro un vero e proprio salto evolutivo.

Non so a voi, ma a me tutto questo sembra un quadro estremamente affascinante che ci ricorda in ogni momento che se da un lato rappresentiamo minuscole cellule di un organismo molto più vasto, dall’altro siamo come scintille e manifestazioni dirette del Divino, siamo meravigliosi protagonisti di un continuo processo di evoluzione universale.

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11 Maggio 2009 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
5/6/09 04:47, Fabio FLX ha scritto:
Sarebbe bello se un giorno la Terra diventasse Gaia a tutti gli effetti.
Ovvero, sarebbe bello se, magari in un futuro lontano e prima di autodistruggerci come abbiano iniziato a fare da almeno un secolo, ci sarà un'era in cui gli esseri viventi condivideranno l'esperienza e la conoscenza, in cui ogni essere, animale e magari anche vegetale, farà crescere la consapevolezza di ciascun altro.
Certo, mi rendo conto di quanto sia utopico e forse persino innaturale, ma avere un pensiero di speranza non può far male, e ancora meno fa male vivere pensando che un giorno, anche dopo secoli dal proprio trapassato, il sogno di Gaia sarà realizzato.
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